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venerdì 27 febbraio 2015

ARTISTI DI SICILIA: DA TORNATORE A PRACANICA


Curata dal critico d'arte, Prof. Vittorio Sgarbi, la Mostra “Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice”, ovvero "La Mostra del Secolo", così come l'ha definita il New York Times, si arricchisce dell'opera fotografica del Premio Oscar Giuseppe Tornatore e delle Maschere del "Kuntastorie" Nino Pracanica. 



Chi andrà a visitare la collettiva, che espone trecento capolavori del Novecento Siciliano nelle sale del Castello Ursino di Catania fino al 16 marzo 2015, potrà ammirare, al terzo piano del Castello, l'opera fotografica del Maestro Giuseppe Tornatore che ha aderito al manifesto culturale di “Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice”.


E il primo marzo, sempre al Castello Ursino, si potrà assistere ad una performance art del “Kuntastorie del Castello di Milazzo” Nino Pracanica che, per l'occasione, sarà il “Kuntastorie del Castello Ursino” nello spettacolo omonimo che si svolgerà domenica, dalle ore 11 alle ore 17, a cura dell'artista con la partecipazione dell’attore Domenico Cucinotta.



Nel Monastero delle Benedettine al Castello di Milazzo, i coniugi Pracanica curano il Laboratorio d'Arte dell'Associazione "Imago Vitae", che da oltre quarant'anni organizza eventi culturali nel settore delle arti figurative, teatrali ed artigianali avvalendosi della loro pluriennale esperienza di maestri d'arte. Nel Laboratorio troviamo i dipinti sacri realizzati su tavole preparate con colle naturali e una quindicina di passaggi di gesso a bagno-maria, tra questi passaggi viene incorporata una tela di lino, quindi viene inciso il disegno sul gesso. Il lavoro viene eseguito  su fondo oro zecchino (a guazzo) lucidato a pietra d'agata e ispirandosi al canone compositivo greco-bizantino. Le cornici che, cosi come tutti  gli altri lavori, sono eseguite su legno preparato con diversi passaggi di gesso a bagno-maria, le dorature sono realizzate con foglia oro zecchino o argento vero, attenendoci a tradizionali antichissime tecniche di lavorazione. E i lavori in cartapesta che vengono eseguiti secondo antichissime tecniche di lavorazione che prevedono l'alternanza di decine di passaggi di gesso a bagno-maria e carta da pacchi sino ad ottenere una robustissima cartapesta.


Ma le Maschere rappresentano il pezzo forte della sua collezione artistica, su di esse scrive così l'attore, mimo e regista teatrale, Michele Monetta: "Le maschere/imago del M° Nino Pracanica sono immagini atemporali dove l'Antico e il Contemporaneo combattono, si scontrano, a tratti dialogano per poi ritornare furiosamente ad infiammarsi in un contrasto epico come eroi del mito, come Ettore e Achille, come Perseo e la Medusa o Teseo e il Minotauro. Nella sua opera artigianato e unicità dell'oggetto artistico si coniugano come nel sogno di Walter Gropius nella sua Bauhaus a Dessau, ma con una piccola e fondamentale differenza: la presenza del Mediterraneo! Il Mediterraneo è un mare caldo!!! Le maschere del M° Nino Pracanica sono calde e...scomode, come scomodo è, e deve essere, il Teatro!!!".


"Il prof. Sgarbi, al quale mi sono presentato in qualità di Kuntastorie del Castello di Milazzo, ha apprezzato moltissimo il mio lavoro" - dice il Maestro Nino Pracanica, poeta dialettale e artista raffinato, che insieme alla moglie, la Maestra d'Arte Gina Previtera, è presente alla Mostra “Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice” con alcune sue opere, tra cui L'Imago di Omero, esposto al Castello Ursino fino al 16 marzo.


Il progetto culturale, che nel primo mese di permanenza a Catania ha registrato più di settemila presenze e presto raggiungerà il traguardo dei 10.000 visitatori, sarà al Castello Ursino fino al 16 marzo tutti i giorni dalle ore 9 alle 19. La città etnea ospita anche il progetto “Artisti di Sicilia. Giovani talenti” che racchiude novantadue opere di quarantasei allievi ed ex allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania, esposte al Palazzo della Cultura (ingresso gratuito dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 19 e la domenica dalle ore 9 alle ore 12).


Per la prima volta, una mostra riunisce in un unico luogo, la più importante produzione artistica della Sicilia grazie a Gianni Filippini che ha ideato e prodotto “Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice”, la grande collettiva d'arte realizzata in sintonia con Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, e con Giovanni Lettini e Sara Pallavicini, rispettivamente direttore artistico e creativo. Un secolo di arte e una mostra itinerante: da Favignana a New York, quattro tappe per far conoscere l’Arte Siciliana dei grandi maestri e dei contemporanei. 

“Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana - spiega Vittorio Sgarbi - Non è lo stesso per quasi nessun’altra regione, non per l’Emilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane. La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare l’identità prevalente della cultura italiana. Penso a Giovanni Gentile a Leonardo Sciascia, a Vitaliano Brancati, Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto e Lucio Piccolo, Gesualdo Bufalino e Manlio Sgalambro, con un’intensità e una densità di proposte che non hanno paragone”.

“Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice” è promossa dal Comune di Catania, da Expo Milano 2015, dal Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), dall'Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Un’impresa colossale che si candida a bandiera dell’arte e della cultura italiana nel mondo e che ad aprile sarà a Bruxelles, dove rimarrà fino alla partenza per Londra e poi, a ottobre volerà a New York.


Antonella Di Pietro





2 commenti:

  1. Re = Renato Guttuso --- Tra le tante opere,una in particolare,attraverso il f.b., richiama il Sole con la S roja y major, se puede veer , a me tal impressione ,ha destato il Genio della pittura di Palermo: RenaOgni sua opera rappresenta una storia da raccontare con fervore e passione di chi sà leggere tra un colpo deciso di pennellata ' grossa' ed un altro finissimo,raffinatissimo, che sembrerebbe da acquerello, tant'è la formidabile delicatezza del pensiero ,raccolto,sprigionato soffiato con alito caldo sulla tela da definir...- Storie su storie, scene su scene, quasi come una summa di molteplici raccolte 'dissolvenze' pittoriche danzanti, vicine,lontane ,accostate a ruvidi muri pendenti e cadenti per l'incuria del tempo e per lo scoppio e tremor della tierra sottostante...-Nel segno già definito e decisamente indicato dalla mano sicura...l'esplosione, la musicalità,l'armonia dei colori in un felicissimo connubio di versi ,che sento, trovo in I.Buttitta, Pirandello ,Verga e… tanti grandi veristi,che raccontano il respiro ,i passi dell’uomo comune. In tal lucentissimo Lavoro,il Guttuso pone di spalle la massaia alla ricerca del ben di Dio, che i nostri mercati possono offrire e nei particolari ed in ogni sezione aperta di opimi carni pendente … rotondità di frutta raccolta ‘sorridente e gaia ‘ che fa mostra di sé stessa…- Ogni oggetto si tocca con mano piena e cuore aperto, tant’è ilcalore e la generosità di spirito del Maestru i Sicilia. Ogni tocco è immagine fotografica scolpita sui muri e pendenti dal tetto da putìa…,grazi Renatu,un abbrazzu i Robertu i Missina -

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  2. Pirandelliano: cosa si può definire tale? Per ciò che ho studiato, tutto quello che ha più facce, che non è stabile ma si trasforma ed evolve in una girandola d' autore... Il teatro di Pirandello, come i suoi scritti, sono un susseguirsi di molteplici sfaccettature, tutte del medesimo personaggio... Bellissimo...

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