AL CINEAUDITORIUM FASOLA DI MESSINA LA PROIEZIONE DI "BLANCANIEVES" - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

MAGAZINE PAUSA CAFFE'

Blog di Informazione e Cultura

AL CINEAUDITORIUM FASOLA DI MESSINA LA PROIEZIONE DI "BLANCANIEVES"

AL CINEAUDITORIUM FASOLA DI MESSINA LA PROIEZIONE DI "BLANCANIEVES"

Share This

Un evento nel segno del cinema di qualità: la favola di Biancaneve trasposta "in salsa spagnola". Un film nuovo realizzato con la tecnica del cinema muto, presentato ai Festival di Toronto e Torino e alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone: "Blancanieves" di Pablo Berger.



L'appuntamento è lunedì 23 febbraio - ore 16,00 - 18,10 - 20,20 - 22,30 - al Cineauditorium Fasola di Messina, nell'ambito del Cineforum Don Orione, aderente alla FICC (Federazione Italiana Circoli del Cinema), con il patrocinio del Comune di Messina.

Si tratta di un film insolito e originale, liberamente ispirato alla favola di “Biancaneve e i sette anni” dei Fratelli Grimm, girato (probabilmente sulla scia del successo ottenuto da “The Artist” di Michel Azanivicius, vincitore di un’infinità di premi)  secondo gli stilemi del cinema muto.

La scheda del film a cura dello storico del cinema Nino Genovese, presidente del Cineforum Don Orione

Produzione: Spagna/Francia - Anno: 2012/2013 - Durata: 104 minuti -   Soggetto: Dalla fiaba Biancaneve e i sette nani dei Fratelli Grimm - Sceneggiatura e Regia: Pablo Berger - Musica: Alfonso De Vilallonga – Fotografia: Kiko De La Rica – Montaggio: Fernando Franco – Scenografia: Alain Bainée – Costumi: Paco Delgado - Cast: Macarena García (Carmen/Blancanieves), Maribel Verdú  (Encarna, la matrigna), Daniel Giménez Cacho (Antonio Villalta, il padre), Ángela Molina (Doña Concha, la nonna), Sofia Oria  (Carmen da bambina)

UN MUTO DEL XXI SECOLO - Si tratta di un film insolito ed originale, liberamente ispirato alla favola Biancaneve e i sette anni  dei Fratelli Grimm trasposta “in salsa spagnola”, girato (probabilmente sulla scia del successo ottenuto da The Artist di Michel Azanivicius, vincitore di un’infinità di Premi)  con la tecnica del cinema muto (bianco e nero, didascalie e musiche, formato 4:3), che siamo riusciti ad ottenere con notevoli difficoltà (il che spiega il posticipo della data prevista per la programmazione), ma che abbiamo fortemente voluto per il piacere di proporlo ai nostri soci.

TRAMA -  Nell’Andalusia degli Anni Venti, un famoso torero, Antonio Villalta, rimane paralizzato in seguito alle ferite riportate in una corrida; sua moglie muore dando alla luce la loro figlia, Carmen, che viene affidata alla nonna, che le insegna la danza. Intanto, il padre cade nelle grinfie dell’infermiera, la perfida Encarna, che, dopo la morte della nonna, diventa per  Carmencita una matrigna perversa e crudele; la bambina riesce a fuggire e si unisce a una Compagnia di toreri nani; grazie ai loro insegnamenti, diventa un torero famoso, assumendo il nome di Blancanieves; ma l’ira della terribile matrigna non si placa…

NOTA CRITICA -  Il regista Pablo Berger reinventa la famosa favola dei fratelli Grimm facendo riferimento alle españoladas, vale a dire a un modo canonico, romantico e tradizionale di rappresentare la Spagna, vista come un Paese di toreri, zingari, ballerine di flamenco, ecc.; ma lo fa con uno sguardo ironico, realizzando una favola “dark”, capace di mescolare humour  grottesco ed accenti epici e tragici. Niente a che vedere - ovviamente  -  con la favola disneyana, e nemmeno con trasposizioni più recenti, ma pur sempre “patinate”!...  In questo caso, invece, la  fiaba prende nuova vita, diventando un film dell’epoca del muto, che si avvale di splendide immagini girate in un vivido bianco e nero, con i dialoghi sostituiti dalle didascalie e le coinvolgenti musiche di Alfonso de Vilallonga, che alternano canti popolari spagnoli a flamenco, composizioni sinfoniche a musica da circo. Il film ci fa immergere in un’atmosfera gotica ed oscura, ma dal sapore nettamente spagnolo; e -  pur rifacendosi all’estetica dei maestri dell’Espressionismo tedesco e ad altri grandi autori (Carl T. Dreyer, Abel Gance, Jean Vigo sono alcuni dei nomi fatti) -  è dotato di una sua organicità stilistica ed espressiva, grazie anche al linguaggio “puro” del cinema muto, in grado di esaltare i sentimenti e le emozioni  e il senso più intimo e profondo del cinema, considerato nelle sue più efficaci potenzialità espressive, troppo spesso dimenticate.

PREMI - Anteprima mondiale al “Toronto International Film Festival” - Premio Speciale della Giuria al 60° “Festival del Cinema di San Sebastián” -  Ha rappresentato la Spagna nell’85ª edizione  degli Oscar per il miglior film straniero -  Dieci premi, fra i quali quello di miglior film, nell’edizione 2013 del Premio Goya  (il principale riconoscimento spagnolo) -  In Italia, è stato presentato (edizione spagnola) al “Torino Film Festival” e (nella versione italiana) ha inaugurato “Le Giornate del Cinema Muto” di Pordenone  del 2013. 

Prossimo appuntamento -  Lunedì 2 marzo 2015  – Orari: 16,30 – 18,30 – 20,30 – 22,30 
IDA  di Pawel Pawlikowski  (Premio della Critica al Festival di Toronto)




Nessun commento:

Posta un commento

Post Bottom Ad