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sabato 31 gennaio 2015

SICILIANO IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: SERGIO MATTARELLA

Sergio Mattarella ha superato il quorum, è il nuovo Presidente della Repubblica



La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha proclamato Sergio Mattarella Presidente della Repubblica, con 665 voti, e in Aula è partita una nuova standing ovation di tutti tranne M5S. Mattarella ha sfiorato il quorum dei due terzi, quello che era necessario nelle prime tre votazioni. Il nuovo presidente ha avuto 664 voti, solo nove sotto il quorum dei 673. "Il mio pensiero ai concittadini" ha detto il neo siciliano Presidente.

"Tra ieri e oggi c'è stato un salto di qualità politico" dice l'ex presidente Giorgio Napolitano, commentando la larga maggioranza di voti ricevuta da Sergio Mattarella. "Conosco Sergio Mattarella - ha detto l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - sul piano dell'assoluta lealtà, correttezza, sensibilità, competenza istituzionale e certamente dell'imparzialità. Tutte caratteristiche importantissime per disegnare la figura del Capo dello Stato. E' sempre importante avere grandi numeri" e gli esponenti di Ap avevano "ragioni per essere polemici e assai più ragioni per la scelta che si realizzerà stamattina". A chi gli domanda se cambia qualcosa nel quadro politico, risponde: "E' molto difficile dire che c'è di nuovo in una situazione così complessa e articolata".

Anche il Papa ha appena inviato un telegramma a Sergio Mattarella, rivolgendogli "deferenti espressioni augurali per la sua elezione" e auspicando che "Ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell'unità". "Mi è gradito rivolgerle - si legge nel telegramma di papa Francesco a Sergio Mattarella - deferenti espressioni augurali per la sua elezione alla suprema magistratura dello Stato italiano e, mentre auspico che ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio della unità e della concordia del Paese, invoca sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e spirituali del popolo italiano. Con questi voti - conclude il Papa - invio a lei e all'intera nazione la benedizione apostolica".

Mentre erano in corso le operazioni di voto, Sergio Mattarella, è uscito dal palazzo a bordo di una Panda grigia guidata da un'altra persona, dirigendosi verso Montecitorio. Nei giorni precedenti, Mattarella era rimasto quasi sempre chiuso nel suo appartamento nella foresteria della Corte Costituzionale.

"Ritengo di non poter fare scelta diversa da quella di votare scheda bianca e di dimettermi da portavoce del partito". Lo afferma Barbara Saltamartini, deputato Ncd, dopo la decisione di votare per Mattarella. Una scelta non contro il candidato al Colle, spiega, ma dovuta al metodo utilizzato e al mutamento della maggioranza.

Il capogruppo di Ap (Ncd-Udc) al Senato Maurizio Sacconi, secondo quanto si apprende, si è dimesso. La scelta è irrevocabile e ad effetto immediato.

Renzi e i suoi hanno lavorato, soprattutto ieri, per blindare la quarta votazione, che ha portato Sergio Mattarella al Quirinale. "Voteremo sì a Sergio Mattarella - avrebbe detto Angelino Alfano sottoponendo ai grandi elettori il documento con cui Ap voterà sì alla candidatura dell'esponente siciliano - ma il metodo del premier Matteo Renzi resta sbagliato e l'appello di ieri non è bastato". "Voteremo Mattarella - ha rincarato Fabrizio Cicchitto, esponente del Nuovo Centrodestra - perché il problema non è mai stato costituito da lui, che ci auguriamo sia un presidente al di sopra delle parti come lo è stato Napolitano. Poi si aprirà una discussione sul metodo adottato da Renzi, che ha causato una serie di problemi. Dunque si dovrà aprire un confronto politico su questo terreno, ma solo dopo l'elezione del capo dello Stato".

"E' un nome che unisce tutti gli italiani", sottolinea il capogruppo Roberto Speranza. Il messaggio è rivolto anche ai 5 Stelle: si tratta di un candidato - gli viene fatto notare - dalla carriera specchiata e da tempo fuori dalla politica. 

"Con FI ricuciremo", assicura Maria Elena Boschi, che si spende in lunghi colloqui. Dal centrodestra però accusano Renzi di aver agito, nella scelta del candidato per il Quirinale, in modo unilaterale, indicando un nome gradito al Pd ma non a loro. Renato Brunetta sostiene che dietro la decisione del premier c'è la "volontà di andare a elezioni anticipate". Ma a stretto giro replica Luca Lotti, braccio destro del leader Pd: "Voteremo nel 2018, dopo aver fatto le riforme. Noi vogliamo farle insieme a FI, ma se Brunetta non vuole e Berlusconi lo seguirà, le faremo senza FI".

Ecco il risultato della terza votazione per l'elezione del presidente della Repubblica

Presenti e votanti, 969
Quorum, 673
Schede bianche, 513. Nulle 27, 70 i voti dispersi.

Hanno ottenuto voti:

Imposimato, 126
Castellina, 33
Feltri, 56
Bonino, 23
Rodotà, 22
Barani, 21
Pagano, 11
Sabelli Fioretti, 8
Gualdani, 7
Guerra, 5
Guccini, 4
Manconi, 4
Mattarella, 4
Abate Russo 2
Casini, 2
Frattini, 2
Greggio, 2
Olita, 2
Razzi, 2
Soglio, 2.

La Presidente Laura Boldrini ha telefonato a Sergio Mattarella per esprimergli le più vive felicitazioni si sta ora recando alla Corte costituzionale, insieme alla Presidente vicaria del Senato e con le Segretarie Generali delle due Camere, per comunicare ufficialmente al neoeletto Presidente della Repubblica l'esito del voto.

"Buon lavoro al nuovo Capo dello Stato,serve qualcuno che prenda il timone,tenga la schiena dritta di fronte alle numerose porcate che questo Governo si appresta a compiere e che sia realmente difensore della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale". Così i gruppi M5s di Camera-Senato. Ora lo "attendiamo al varco".

L'elezione di Mattarella non avrà conseguenze sulle riforme e non porta "nessun livido per la maggioranza". Lo assicura il vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini. "Il patto del Nazareno è un accordo che ci ha consentito di far marciare il Paese e le riforme, questo spirito deve essere mantenuto: serve la responsabilità di tutti".

Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, ha appena inviato un telegramma di congratulazioni al neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella.Nei giorni scorsi c'erano stati contatti telefonici tra i due.

"Esprimo un augurio affettuoso di buon lavoro a Sergio Mattarella". Così Massimo D'Alema. "Conosco il suo rigore politico e morale, il suo attaccamento ai valori della Costituzione e della democrazia. Sono certo che in un momento di difficoltà del nostro Paese sarà un punto di riferimento fondamentale ed autorevole", ha aggiunto.

"E' stato un parto un po' lungo, di due anni, ma poi è arrivata" l'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Lo dice l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, interpellato dall'ANSA all'uscita dell'Aula della Camera. Mattarella nel 2013 era nella rosa di candidati di Bersani, che ora commenta: "Molto bene, sono contento". (Ansa)

Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941) è un politico italiano, presidente della Repubblica eletto il 31 gennaio 2015. Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare.

Biografia
Sergio Mattarella è figlio di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. In gioventù ha militato tra le file della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica, della quale fu responsabile per il Lazio dal 1961 al 1964, e poi della Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureatosi in giurisprudenza, è stato docente di Diritto parlamentare presso l'Università di Palermo.

L'ingresso in politica con la DC
Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, dopo la morte del padre nel 1968 e l'assassinio del fratello, alle elezioni politiche del 1983 fu eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione della Sicilia occidentale, candidato in quota Zaccagnini. L'anno dopo fu incaricato dal segretario politico Ciriaco De Mita di bonificare la DC siciliana nella quale avevano allora un ruolo di primo piano Vito Ciancimino e Salvo Lima. In tale veste nel 1985 promosse la formazione a Palermo di una giunta comunale di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando, che era stato tra i collaboratori di suo fratello Piersanti alla Regione Siciliana.

Rieletto alla Camera nel 1987 si mantenne vicino alle correnti di sinistra del partito ed in particolare al segretario De Mita ed ai suoi collaboratori, come Roberto Ruffilli. Nello stesso anno fu nominato ministro dei rapporti con il Parlamento nel governo Goria e confermato nell'incarico nel 1988 con il governo De Mita.

Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti VI fu nominato ministro della Pubblica Istruzione. Si dimise dall'incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo, che venne soprannominato sarcasticamente legge Polaroid in quanto, a detta dei detrattori, si limitava a fotografare la condizione esistente legittimando la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.

Privo di incarichi di governo, fu vicesegretario della Democrazia Cristiana nel 1990 al 1992, anno in cui venne rieletto alla Camera. Nello stesso anno gli fu affidata la direzione del quotidiano democristiano Il Popolo.

La legge Mattarella
Nel corso della XII Legislatura della Repubblica Italiana Sergio Mattarella fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria. La legge Mattarella, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l'appellativo di Mattarellum, fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

La fondazione del Partito Popolare
Solo sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli – venne assolto dall'accusa di un imprenditore siciliano di aver ricevuto 50 milioni di lire e dei buoni benzina – Mattarella fu uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano, nelle cui liste sarebbe stato eletto alla Camera nel 1994 e nel 1996.

Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito, in sostituzione del segretario dimissionario Martinazzoli. Con l'affermazione congressuale di Buttiglione, di cui non condivideva la linea politica orientata ad un'alleanza con il Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi, Mattarella si dimise dalla direzione de Il Popolo, che dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana era diventato il giornale di riferimento del PPI, e continuò la battaglia politica interna. Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, apostrofò il segretario, che pervicacemente cercava l'alleanza con la destra, «el general golpista Roquito Butillone...» e definì «un incubo irrazionale» l'ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo.

L'adesione al centrosinistra
Mattarella, da ministro della Difesa, passa in rassegna il picchetto d'onore al Pentagono con il segretario della difesa degli Stati Uniti d'America William Cohen, nel marzo 2000. Sostenitore, sin dal 1995, della candidatura di Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra (L'Ulivo) comprendente tra gli altri il PPI e il PDS, fu confermato alla Camera alle elezioni del 1996 e venne eletto capogruppo dei deputati popolari. Caduto il primo governo Prodi, assunse la carica di vicepresidente del Consiglio durante il governo D'Alema I. Tenne invece il ministero della Difesa nei successivi Governo D'Alema II e Governo Amato II, sino al 2001. L'incarico di Mattarella al ministero della Difesa seguì la delicata partecipazione dell'Italia all'operazione Allied Force, con la quale la NATO era intervenuta nella guerra del Kosovo, e coincise con l'approvazione della legge di riforma delle Forze Armate che aboliva di fatto il servizio di leva obbligatorio.
Nel 2001 Mattarella fu rieletto alla Camera dei deputati nelle liste de La Margherita, che comprendeva l'intera componente dei popolari e nella quale pochi mesi dopo il PPI si sarebbe fuso. A differenza delle elezioni precedenti, non fu candidato in Sicilia ma in Trentino-Alto Adige. Nominato, su iniziativa del presidente della Camera, componente del Comitato per la legislazione, ne fu vicepresidente sino al 2002 e presidente fino al 2003.
Alle elezioni politiche del 2006 fu candidato nella lista dell'Ulivo e venne eletto deputato per la settima volta. Nel 2007 fu tra gli estensori del manifesto fondativo dei valori del Partito Democratico, ma con lo scioglimento anticipato della XV legislatura il 28 aprile 2008, non si ricandidò.

Gli incarichi istituzionali

Mattarella giura come giudice costituzionale
Il 22 aprile 2009 è stato eletto dalla Camera dei Deputati componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Il 5 ottobre 2011 il Parlamento in seduta comune lo ha eletto giudice della Corte costituzionale alla quarta votazione con 572 voti, uno più del quorum richiesto.

In occasione dell'elezione del presidente della Repubblica Italiana del 2013 il suo nome era nella rosa dei candidati che Pier Luigi Bersani sottopose a Silvio Berlusconi, ma gli fu preferito Franco Marini, che poi non fu eletto.

La candidatura alla presidenza della Repubblica del 2015
A gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano e la necessità di una nuova elezione, Mattarella è stato nuovamente al centro delle trattative tra le principali forze politiche. Il 29 gennaio, su proposta del segretario del Partito Democratico e presidente del Consiglio Matteo Renzi, l'assemblea degli elettori del Partito Democratico ha deciso all'unanimità di votare il nome di Mattarella nella quarta votazione delle elezioni del Presidente della Repubblica senza attendere che gli altri partiti consultati sciogliessero le riserve sulla candidatura.
Il 31 gennaio 2015 viene eletto Presidente della Repubblica.

Vita privata
È stato sposato con Marisa Chiazzese (morta nel 2012) figlia dell'ex rettore dell'università di Palermo, e docente di storia romana, Lauro. Il fratello Piersanti aveva sposato la sorella di lei, Irma. Uno dei tre figli della coppia, Bernardo Giorgio, è docente all'Università di Siena e alla LUISS e dal 2014 capo dell'ufficio legislativo del Dipartimento della Funzione pubblica presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Incarichi parlamentari
IX Legislatura
Componente della I Commissione (Affari costituzionali)
Componente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio
Componente della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulla destinazione dei fondi per la ricostruzione del Belice
X Legislatura
Componente della I Commissione (Affari costituzionali)
XI Legislatura
Vicepresidente della Commissione Parlamentare per le riforme istituzionali
Componente della I Commissione (Affari costituzionali)
Componente della Commissione speciale per l'esame, in sede referente, dei progetti di legge concernente la riforma dell'immunità parlamentare
XII Legislatura
Vicepresidente della I Commissione (Affari costituzionali)
Vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi
Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari
XIII Legislatura
Componente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali
XIV Legislatura
Presidente del Comitato per la legislazione
Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari)
Componente della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea NATO
XV Legislatura
Presidente della Commissione Giurisdizionale per il personale
Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari)
Componente della Giunta delle elezioni
Componente della Commissione Parlamentare per le questioni regionali
Onorificenze
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 ottobre 2011[14]

 (Wikipedia)

1 commento:

  1. Un new deal in piana atmosfera siciliana, tanto ricca di profumi ed umana. Un Uomo impegnato, preparato pronto al riscatto del nostro Mezzogiorno europeo e non solo...- Roberto Lo Presti -

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