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sabato 6 dicembre 2014

NO AL TRASFERIMENTO DEGLI ARGENTI DI MORGANTINA AL MET DI NEW YORK

Domenica 7 dicembre, dalle ore 10, nei pressi del Museo Archeologico di Aidone (Enna), l’Archeoclub “Aidone-Morgantina” ha organizzato una civile manifestazione per tutelare gli “Argenti di Morgantina”. 


Argenti di Morgantina

L'evento denominato "NO al trasferimento degli Argenti di Morgantina a New York!", si svolgerà domani, 7 dicembre, in coincidenza con la "Giornata Nazionale dell'Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro" e con la "Domenica al Museo". Inoltre, trattandosi della prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare il Museo Archeologico di Aidone, sede degli Argenti, e l'area archeologica di Morgantina definita la Pompei sicula.

L’Archeoclub in collaborazione con vari gruppi e associazioni proporrà iniziative per animare la manifestazione e invita tutti coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio archeologico della Sicilia, sia comuni cittadini sia associazioni culturali, a partecipare alla campagna di sensibilizzazione per la tutela degli "Argenti di Morgantina", affinchè l'Italia ridiscuta l'accordo che sancisce il loro trasferimento al Metropolitan Museum di New York

"Dobbiamo avere uno scatto d’orgoglio e non farci sottomettere da un’arroganza senza pudore e nello stesso tempo essere coscienti che il bene del territorio cui apparteniamo dipende dalle nostre azioni in tutti i sensi, dal rispettare e valorizzare il nostro patrimonio, dal difenderlo al protestare a gran voce, se pur civilmente, quando qualcuno lo danneggia, lo svilisce o ce lo vuole sottrarre. - afferma Alessandra Mirabella, Presidente Archeoclub Aidone-Morgantina - Gli Argenti raccontano la storia di Morgantina e di tutta la Sicilia greca, una storia fatta di continue ruberie cui oggi dobbiamo consapevolmente porre fine. 

La vicenda degli Argenti deve servire da stimolo per unire in rete tutti gli archeoclub e le associazioni che promuovono il territorio, in modo che tra loro dialoghino e agiscano insieme perché non si privi di dignità una terra carica di storia. - prosegue Alessandra Mirabella - Oggi come ieri, si punta a sottrarci un bene prezioso frutto di una sensibilità artistica che da sempre ci contraddistingue e da sempre viene, forse volutamente, svilita. Ecco il nostro appello accorato: unitevi a noi in una giusta richiesta. L’accordo 'sbilanciato', di cui sono vittima gli Argenti, va ridiscusso ad ogni costo!

A chi è convinto che con l’esposizione al Met possa esserci per il nostro Museo un ritorno d’immagine - continua la Presidente Archeoclub - faccio rilevare che è una pia illusione sperare che i visitatori del Metropolitan Museum o del Paul Getty abbiano sentito, sentano o sentiranno il bisogno di visitare i luoghi da cui sono stati sottratti i reperti del nostro patrimonio archeologico. Non ci sono dati a tale riguardo! Aggiungo che un reperto, al di là della sua oggettiva bellezza, va contestualizzato, visto e ammirato nel luogo di cui è testimonianza storica e culturale. Solo così può indurre il visitatore a immergersi in un universo di emozioni che gli fa vivere il presente proiettandolo al contempo in un passato di cui può assorbire le suggestioni".

L’Archeoclub “Aidone-Morgantina”, preso atto che recentissime indagini tecnico-scientifiche condotte da esperti sugli “Argenti di Morgantina” hanno evidenziato lo loro intrinseca fragilità dovuta a linee di frattura in evoluzione e a fenomeni di degrado in corso, ritiene che tali reperti, tanto preziosi quanto delicati, possano subire danni irreversibili a causa dello spostamento dalla sede museale di Aidone a quella del Metropolitan. Inoltre, il Museo di Aidone e lo stesso paese sarebbero privati di una pregevolissima fonte di attrazione per il turismo colto e non. 

Gli "Argenti di Morgantina", noti anche come il “Tesoro di Morgantina”, sono stati realizzati da artigiani di Siracusa, la grande metropoli dell'arte e della cultura, nel periodo di Re Gerone II, (la maggior parte probabilmente dopo il 240 a.C. mentre alcuni risalgono alla fine del IV sec. a.C.), e costituiscono il più importante insieme conosciuto di oreficeria proveniente dalla Sicilia ellenistica.

Trafugati nel 1980 dai tombaroli dal sito della città siculo ellenistica, furono venduti a Robert Hecht, il maggiore ed impunito trafficante di antichità di tutti i tempi, il quale li cedette, nel periodo 1981/1984, al Metropolitan Museum di New York. Nel 1987 l’archeologo prof. Malcolm Bell III, da anni direttore degli scavi nel sito siciliano di Morgantina, avendo riconosciuto in quegli argenti l’oggetto dello spettacolare rinvenimento clandestino di cui si parlava ad Aidone qualche anno prima, ne informò le autorità italiane.

La battaglia per la restituzione del tesoro di Morgantina, protrattasi per oltre vent’anni, si concluse solo nel 2006 quando Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan, sottoscrivendo l’accordo con la Repubblica Italiana, si impegnò a restituire gli argenti, imponendo come contropartita la clausola del prestito periodico quarantennale. Sulla scorta di tale accordo, il tesoro dovrà essere “prestato” per quattro anni al Metropolitan e quindi rimpatriato. Dopo i successivi quattro anni, il ciclo prestito/rimpatrio riprenderà e continuerà per i prossimi quarant’anni. Di certo tali ripetuti viaggi non potranno non danneggiare i delicati manufatti. 

Per ovviare a tale situazione, Alessandra Mirabella, Presidente Archeoclub “Aidone-Morgantina” denuncia l’accordo siglato dal governo italiano dell’epoca per impedire che inizi il ciclo prestito/rimpatrio e, pertanto, sollecita le autorità competenti ad attivarsi, agendo in sinergia, per indurre il Metropolitan Museum di New York a ridiscutere l’accordo firmato nel 2006 tra l’allora Ministro Rocco Buttiglione e il direttore del MET Philippe de Montebello. Infine, chiede che venga presa in considerazione l’opportunità di una conferenza di lavoro organizzata con la presenza del signor Ministro, del Presidente e dell’Assessore dei Beni Culturali della Sicilia, nonchè di esperti che possano illustrare lo”stato” degli Argenti.


Antonella Di Pietro


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