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mercoledì 12 novembre 2014

SABBIA D'ORO: L'AFFAIR TREMESTIERI

Approdo di Tremestieri: la Ditta Scuttari pronta alla nuova "raccolta" di sabbia al Porto di Messina.



Il Comitato La Nostra Città, presieduto da Saro Visicaro, interviene sulla ben nota vicenda del Porto di Tremestieri nuovamente "insabbiato" a causa delle ultime mareggiate, dopo le operazioni di dragaggio effettuate dalla Ditta Scuttari lo scorso 11 agosto. E invita il sindaco Renato Accorinti a prendere una posizione inerente al ruolo che ricopre. 

"E' sempre la stessa sabbia che va avanti e indietro di poche centinaia di metri. - afferma Saro Visicaro - L'Autorità Portuale gestisce questo affare come meglio crede. In modo assolutamente discrezionale. L'appalto viene gestito senza una vera gara di evidenza pubblica. Su tutto ciò il sindaco di Messina non ha nulla da chiedere? Sia come primo cittadino sia come componente di diritto del Comitato Portuale. Così come nulla - conclude Visicaro - dicono deputati nazionali, regionali, consiglieri comunali etc. etc.".


Il Presidente del Comitato La Nostra Città ricorda anche che "negli anni '70 il Comune di Messina commissionò agli architetti Orlando, Carrozza e Cutrufelli un progetto per il traghettamento. I tecnici redassero il progetto in 3 tavole. I politici lo boicottarono nascondendolo anche alla memoria. Si può benissimo vedere come la diga di protezione sia 'allineata' con la costa. Esattamente il contrario di quello che hanno fatto a Tremestieri".


Saro Visicaro in una intervista dichiara di essere stato sempre contrario al progetto dell’approdo di Tremestieri: "Vedemmo immediatamente alcune assurdità a cominciare dall'orientamento sbagliato della diga di protezione. Stranamente all’epoca, nel 2002, Renato Accorinti assieme a Guido Signorino e ad altri sposò quel progetto. Anzi lo andò pubblicizzando in numerose occasioni in giro per la città coinvolgendo i traghettatori privati. Insomma un assurdo e acritico appiattimento per un progetto sbagliato". 


Inoltre, "i costi dell’approdo di Tremestieri ricadono sui cittadini", afferma Visicaro a Blogtaormina: "Costi legati alle difficoltà di collegamento. Poi ci sono i costi legati al rifacimento della diga distrutta dalle onde e realizzata con cemento depotenziato e i costi del continuo servizio di eliminazione della sabbia. Costi che vengono affrontati dall’Autorità Portuale, ma che sono soldi pubblici. Su tutta questa vicenda abbiamo consegnato nei mesi scorsi un circostanziato esposto al Procuratore Sebastiano Ardita e stiamo aspettando gli sviluppi".

Ci piace sottolineare che Saro Visicaro ha sempre invitato cittadini e istituzioni per discutere e conoscere la verità sull'appalto per il consolidamento della diga nel Porto di Tremestieri. La battaglia condotta da Visicaro risale agli anni 2000 e solo nel'aprile del 2006 fu inaugurato l'approdo di Tremestieri, reso inutile dalla non chiusura dell'approdo nella Rada S. Francesco. Una battaglia che ancora continua malgrado la "sabbia d'oro". 


©Antonella Di Pietro



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