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sabato 4 ottobre 2014

MENTRE MARANO DICHIARA GUERRA ALLA RAM, MIDILI RASSICURA GLI STUDENTI

"Questo è solo l'inizio, adesso daremo battaglia ai poteri forti di questo territorio e riporteremo la legalità, lo faremo in nome dei nostri bambini, dei nostri figli, loro avranno un futuro diverso dal nostro. Questa è una promessa. Nessuno ci potrà fermare, ci dovranno uccidere". Queste le parole di Giuseppe Marano della Federazione dei Verdi Milazzo Messina al comizio che si è tenuto ieri dopo l'incendio alla Raffineria di Milazzo.


Marano si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa ed ha detto: "Hanno fatto di tutto per delegittimarmi e per denigrarmi, hanno uscito le storie più assurde. Ero un folle che faceva 'allarme sociale', un pazzo che parlava di emissioni continue di gas e di mancata sicurezza, una persona che andava fermata con un atto di citazione per 400 mila euro. Adesso il territorio chiede la svolta e ci batteremo per la riconversione, per le bonifiche e per il principio 'Chi inquina deve pagare civilmente e penalmente anche e solo per la Paura di Ammalarsi'."

Sempre ieri, l’assessore alle Finanze Pippo Midili, su delega del sindaco di Milazzo, Carmelo Pino ha incontrato i rappresentanti degli studenti di alcuni istituti superiori cittadini che per il secondo giorno consecutivo hanno manifestato davanti al Palazzo Municipale per protestare contro la scarsa attenzione che – a loro avviso - le istituzioni rivolgerebbero alla questione ambientale.

Parlando con l’esponente della Giunta Pino, i ragazzi hanno messo in evidenza quelle che sono le problematiche che stanno provocando preoccupazione: la qualità dell’aria e la carenza di informazioni nella gestione dell’emergenza. Hanno quindi consegnato dei documenti all’assessore chiedendo che l’Amministrazione sia al loro fianco nella battaglia finalizzata a difendere il diritto alla salute e alla qualità della vita.

Midili ha spiegato ai ragazzi il ruolo del Comune, quale “ingranaggio di una macchina più complessa che effettivamente ha registrato delle criticità. Non c’è dubbio che nessuno vuole sottovalutare quanto avvenuto e anzi questa deve essere l’occasione per sollecitare gli opportuni interventi in tutte le sedi, e dunque non solo in Prefettura, affinché a Milazzo, venga predisposta una attività di bonifica attraverso investimenti mirati. Nessuno – ha aggiunto Midili – mette in discussione la Raffineria, ma ritengo sia sacrosanto il diritto di chi vive su questo territorio di poterlo fare in sicurezza e nel massimo rispetto della salute”. In tal senso l’assessore, concordando con gli studenti, ha anticipato che si chiederà la delocalizzazione di quelle scuole che si trovano a ridosso delle industrie, che si porterà avanti una campagna informativa adeguata prevedendo con cadenza annuale una esercitazione quale prova di evacuazione”.

Ha anche spiegato la ragione per la quale il sindaco ha deciso di non chiudere le scuole. “Non avrebbe avuto senso, visto che nessun organo tecnico di controllo ha rappresentato una situazione tale da giustificare il provvedimento. Certo mi sorprende che qualche sindaco lo abbia fatto per tre-quattro giorni, tollerando però che una scuola del suo territorio sita nell’area industriale, rimanda aperta tutto l’anno.”

Infine, un ultimo accenno alle cause e alle eventuali conseguenze di quanto accaduto, sul quale a lungo si sono soffermati i ragazzi. "C'è un’indagine della Procura – ha concluso l’assessore – e bisogna attendere le conclusione. Tutto il resto sono voci. Il mio auspicio è che sia fatta chiarezza prima possibile. Ma il vero nodo, lo ribadisco, è partire da quanto accaduto per avviare un nuovo discorso che non deve esaurirsi dopo il momento di emotività, ma stabilire in modo razionale un nuovo rapporto tra industria e città”.

Intanto, oggi, sabato 4 ottobre, alle ore 15,30, nella Piazza Chiesa Archi, ha preso il via un corteo organizzato dalle Parrocchie e dalle Associazioni Ambientaliste del Comprensorio della Valle del Mela per manifestare in difesa della vita, del creato e per la sicurezza.



A.D.P.


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