UNA MESSINA COME NON SI E’ MAI VISTA NEL LIBRO DI GUGLIELMO PISPISA “VOI NON SIETE QUI” - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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UNA MESSINA COME NON SI E’ MAI VISTA NEL LIBRO DI GUGLIELMO PISPISA “VOI NON SIETE QUI”

UNA MESSINA COME NON SI E’ MAI VISTA NEL LIBRO DI GUGLIELMO PISPISA “VOI NON SIETE QUI”

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L'ultimo romanzo di Gugliemo Pispisa “Voi non siete qui” (Edizioni Il Saggiatore), sarà presentato al Monte di Pietà di Messina, giovedì 25 settembre alle ore 19:30. All’incontro organizzato da Daniela Bonanzinga, interverranno, insieme con l’autore, Dario Tomasello che curerà la pagina critica e Francesco Natoli al quale sono affidate le letture.



Nel libro si parla di consorterie e nepotismi, giustizia e finanza, ma non è cronaca. La voce protagonista, come l’autore, è un avvocato quarantenne, ma non è “autofiction”. Guglielmo Pispisa vi tratta l’attualità italiana partendo da un misconosciuto e sottovalutato “punto d’origine”, quello della periferia insulare siciliana. Walter Chiari, avvocato messinese, non è parente di Walter Chiari, attore di origini pugliesi. Non gli assomiglia neppure; d’altronde, perché dovrebbe? Walter Chiari – l’avvocato, s’intende – aveva una passione per la letteratura, ma ha deciso di studiare giurisprudenza perché, bravo figlio degli anni ottanta, è stato allevato nel culto del denaro. Oggi Walter Chiari ha un impiego noioso, una moglie frustrata, un fi glio incline ai silenzi risentiti: una vita piatta. Un giorno, però, tutto cambia. Walter torna dalle vacanze, perde il lavoro, conosce una donna sensuale e misteriosa, erede di una famiglia altolocata, e la sua esistenza si trasforma; o meglio si deforma, e Walter si trova invischiato prima in un’irrequieta relazione extraconiugale – nata letteralmente ai bordi di una strada – e poi in un piano losco e intricatissimo in cui, fra politicanti corrotti e compiacenti frammassoni, rischia di essere l’unico con una coscienza. Che è subito pronto a mettere a tacere. Eppure qualcosa non quadra. Chi è il criptico seccatore che mette in guardia Walter attraverso Facebook? E che cosa c’entrano i massoni con un delicato sistema di comunicazioni satellitari messo a punto dall’esercito americano? Le date si confondono, si aggrovigliano, si scambiano, e nella Russia degli oligarchi, degli alberghi di lusso, delle prostitute in limousine, Walter Chiari si trova a camminare in equilibrio sull’orlo di un abisso.

Scrittura impietosa, intreccio serrato, sarcasmo sferzante: così Guglielmo Pispisa racconta l’assurda epopea di un uomo banale che non stinge perché non ha colore, esponente emblematico di una generazione che si riteneva destinata alla grandezza e si è invece ritrovata nella morsa di un mondo crudelmente beffardo, senza alcuna difesa contro le sue insensatezze. Rovesciando il canone del romanzo di formazione con gusto citazionistico per il thriller d’oltreoceano, Pispisa predispone un meccanismo narrativo in cui, se i conti non tornano, è perché non possono tornare.


Guglielmo Pispisa, classe 1971, è uno dei fondatori dell’ensemble narrativo Kai Zen, autore della Strategia dell’ariete (Mondadori, 2007). Dopo “Multiplo” (2004, Bacchilega), “Città perfetta” (2005, Einaudi), “La terza metà” (2008, Marsilio), “Il Cristo ricaricabile” (2012, Meridiano zero), pubblica “Voi non siete qui”, il suo primo libro ambientato nella sua città, Messina. Ma se l’ambientazione è, come afferma il sociologo Pietro Saitta “una Messina come non si è mai vista”, il romanzo resta “un libro che parla dell’Italia”. 

"In questo romanzo - spiega l’autore - ho fatto tutto quello che, secondo le ‘regoline’ della scrittura creativa, non si dovrebbe, quello che fin qui ho sempre evitato. Per quale ragione? Sulle prime pensavo di fare semplicemente uno sberleffo, quasi fregandomene che fosse un testo destinato ai lettori e a un mercato. Poi mi sono accorto che non era così, che era anzi vero il contrario. Al lettore ho dato fiducia. Ho creduto in lui, nella sua capacità di arrangiarsi, nella sua intelligenza, nella furbizia che, spero, lo inducano a non dare per buono quel che gli racconta il narratore, a guardare un poco oltre, fino a vedere quello che il narratore non dice, perché nemmeno lo sa". 

“Voi non siete qui” sarà in tutte le librerie d’Italia da giovedì 4 settembre. Nello stesso giorno Guglielmo Pispisa sarà ospite di RadioStreet Messina. Tra le 13.00 e le 14.00, un’ora in diretta, a tu per tu con l’autore, all’interno del “Giornale del Mattino”.

Guglielmo Pispisa è stato invitato a partecipare, lunedì 22 settembre alle ore 18:30, nella terrazza dell’hotel Tysandros di Giardini Naxos, al dibattito “Per non morire di sicilitudine”, uno degli appuntamenti in programma per il festival delle narrazioni Naxoslegge diretto da Fulvia Toscano e realizzato in collaborazione con Feltrinelli Point Messina. L’incontro sarà coordinato da Massimo Maugeri (Letteralitudine). Oltre a Pispisa, interverranno Daniele Zito, Angelo Meloni, Rosario Palazzolo.

“Il dibattito – spiega Fulvia Toscano – si inquadra come una finestra su alcune delle espressioni significative e interessanti della narrativa giovane in Sicilia, che non intende stereotipizzarsi sugli schemi della sicilitudine, ma instaura, in diverse forme, un dialogo con le espressioni più vivaci e sperimentali del panorama narrativo italiano e internazionale”. L’incontro con i romanzieri, peraltro, segue un altro dibattito, questa volta dedicato alla poesia, in cui Giuseppe Conte, uno dei più importanti poeti italiani, incontra i poeti siciliani di nuova generazione. Insomma un pomeriggio dedicato alle scritture giovani, fuori dai luoghi comuni. “Credo proprio – conclude Toscano – che quella di Pispisa sia una delle esperienze autoriali più fuori dai luoghi comuni, e tra le più significative”.

Uno stralcio del libro “Voi non siete qui”:

"Questa città ti ha rovinato. È quello che pensano tutti, qui, eppure è strano, perché questo posto in realtà non c’è. Messina non esiste. Irriconoscibile ai suoi stessi abitanti, perché priva di connotazioni. La meno siciliana delle città siciliane, ampi viali al posto delle strade anguste e pittoresche dei centri storici di Palermo e Catania. Questi edifici risalgono al massimo agli anni venti, nessuna traccia del Barocco settecentesco che tanto piace ai turisti. L’architettura episodica di Basile e Coppede, il liberty in ghisa della Dogana non bastano a riscattare le speculazioni edilizie dei geometri senza fantasia del boom economico. Il moresco che cede spazio al neoclassico, che viene bucato dal gotico, che viene temperato dal brutto senza remissione, il tutto in un’unica frase ininterrotta. Messina è dunque un luogo senza memoria, come chi lo vive. Siamo qui ma non guardiamo qui. Siamo qui, ma non siamo qui".



A.D.P.


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