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sabato 27 settembre 2014

NUVOLE DI FUMO AVVOLGONO ANCORA IL CIELO DI MILAZZO

Incendio Raffineria di Milazzo. Disastro ambientale, danno morale e psicologico per la popolazione. 

Milazzo oggi

Dopo l'incendio di questa notte, (leggi qui) divampato all'interno della Raffineria di Milazzo e che ha interessato il serbatoio TK513, il prefetto di Messina, Stefano Trotta è giunto stamani in loco per incontrare i sindaci dei Comuni rientranti nell’Area dichiarata ad alto rischio.

All’incontro con il prefetto Trotta, svoltosi nella sala giunta di Palazzo dell’Aquila, per fare il punto della situazione e per verificare la presenza di eventuali criticità e apportare dei correttivi, sono intervenuti i sindaci di Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela, Santa Lucia del Mela, Condrò, Gualtieri Sicaminò e San Pier Niceto, i vertici delle forze dell’Ordine, il comandante della Capitaneria di Porto e il direttore della Dogana.

Inizialmente il prefetto Trotta ha spiegato quanto avvenuto e come è stato organizzato il servizio di assistenza dei C.O.C. Ha quindi invitato i sindaci a rappresentare eventuali problematiche che hanno registrato a seguito dell’evento. Tutti, nei vari interventi hanno posto il dito sulla carenza di informazioni da dare ai cittadini e ciò ha determinato una situazione di confusione che ha indotto molte persone ad allontanarsi volontariamente, senza che fosse disposta l’evacuazione.

Il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino ha spiegato di aver insediato subito il C.O.C. presso il Palazzo Municipale, operando a stretto contatto con la Prefettura e l’ospedale e fornendo attraverso dei comunicati istituzionali tutte le informazioni che giungevano da Messina.

"L'emergenza è rientrata e le squadre antincendio operanti nella zona dove si trova il serbatoio 513 interessato dall'incidente stanno ultimando l'intervento di spegnimento utilizzando dello schiumogeno. - ha affermato il sindaco Carmelo Pino - Comprendo che è stata una notte particolarmente difficile per la popolazione che è stata svegliata di soprassalto dalle lingue di fuoco e non avendo immediata contezza della situazione volontariamente ha iniziato ad allontanarsi da casa. Dopo pochi minuti però in pieno raccordo con la Prefettura si è insediato al Municipio il C.O.C. (Centro operativo comunale) che ha seguito tutte le fasi successive al verificarsi dell'evento, informando, con comunicati stampa sul sito istituzionale del Comune e sui principali social network, i cittadini sull'evolversi della situazione.

La scheda di informazione alla popolazione sui rischi di incidente rilevante derivato dalla presenza della Raffineria di Milazzo è stata consegnata porta a porta a tutti gli abitanti delle zone a rischio, così come prevede la normativa vigente.  - ha proseguito il sindaco Pino - Tutti comunque possono avere contezza in quanto tale scheda è pubblicata sul sito istituzionale del Comune e può essere ritirata in forma cartacea presso l’Urp. Tale manuale per l'emergenza esterna prevede nei casi di criticità la segnalazione dello stato d'allarme attraverso il suono di una sirena che fa scattare l'evacuazione della zona a rischio. In questo caso l'allarme non è scattato perché la prefettura, alla quale è ricondotta questa procedura ha ritenuto che non ci fossero i presupposti.

Sin dall'inizio la situazione è stata fronteggiata col piano di emergenza interna alla Raffineria. Oltre ad essere in costante collegamento con il Palazzo del Governo di Messina, ho contattato anche l'Arpa per chiedere l'immediato invio a Milazzo delle apparecchiature per i controlli sulle emissioni. Adesso che la situazione di emergenza si è normalizzata  - conclude il sindaco Carmelo Pino - è fondamentale accertare quanto accaduto e le cause e ciò sarà di competenza degli organi preposti che dovranno valutare tutto ciò che è connesso ai meccanismi di sicurezza. Fare chiarezza sull'episodio deve rappresentare una priorità, la principale risposta da dare alle comunità di Milazzo e del comprensorio".

Diversa la posizione dei sindaci di Pace del Mela (Giuseppe Sciotto), di San Pier Niceto (Luigi Calderone), di Gualtieri Sicaminò (Matteo Sciotto), di Condrò (Salvatore Campagna) e di Santa Lucia del Mela (Nino Campo) i quali hanno ribadito la necessità che vi sia un soggetto unico in grado di gestire le informazioni da trasmettere ai Comuni affinché questi a loro volta le diffondano tra i cittadini. Sollevate anche altre criticità ad esempio in merito alla organizzazione dei piani di protezione civile che – è stato detto – non possono essere localistici ma avere una valenza comprensoriale.

Il prefetto Trotta ha preso atto delle varie istanze degli amministratori locali preannunciando la convocazione – giovedì prossimo – di un tavolo tecnico per discutere espressamente della problematica “incendio Ram” al fine di avviare un percorso organico che consenta la gestione delle emergenze. Al termine della riunione, il prefetto Trotta e il sindaco Pino hanno effettuato un sopralluogo nella zona della Raffineria dove si è verificato l’incidente.


Il Presidente del Coordinamento Ambientale Milazzo - Valle Del Mela e Presidente dell' A.D.A.S.C. - Associazione per la Difesa dell'Ambiente e della Salute dei Cittadini, Peppe Maimone, in merito all'incendio avvenuto alla Raffineria di Milazzo, dichiara che ieri "alle 18:00 circa abbiamo segnalato presenza di odori molesti nella zona Archi, successivamente sono stati invasi anche i comuni di Pace del Mela e San Pier Niceto. Abbiamo richiesto l'intervento di Arpa Messina. Alle 00.40 l'inferno: un devastante incendio. Non è il momento di polemiche,  - aggiunge Maimone - faremo il bilancio della situazione al termine del disastro ambientale. La gente è preoccupata, allarmata ed è fuggita dalla propria abitazione. Quale sarà l'impatto sanitario prodotta dalla nube? L'associazione intraprenderà le opportune azioni anche legali. Apprendiamo con piacere che nessun dipendente è stato coinvolto".

L'assessore alle Politiche Ambientali del Comune di San Pier Niceto, Rocco Maimone denuncia con forza il disastro ambientale che si è verificato stanotte all'interno della Raffineria di Milazzo. "Il comune è stato investito prima da un persistente odore che ha creato fastidi alla popolazione residente. Dopo qualche ora l'incubo della notte. Altissime fiamme che si sprigionavano dallo stabilimento industriale. La popolazione allarmata si è riversata nelle strade chiedendo lumi su quanto stava accadendo, molti hanno deciso di allontanarsi dal territorio e raggiungere comuni distanti anche 50km.

Indubbiamente l'evento ha creato un impatto ambientale e sanitario e chiederemo alle istituzioni preposte di informare il Comune di San Pier Niceto sulle conseguenze.  - afferma l'assessore - L'amministrazione sta valutando le azioni da intraprende anche in sinergia con altri enti locali che hanno a cuore la tematica ambientale. La popolazione ha subito anche un danno morale e psicologico. Tutto questo ha avuto certamente ricadute sulle nostre colture ed in generale DANNI al nostro ambiente. Fortunatamente non si è verificato il peggio ed è doveroso ringraziare tutti quegli uomini che hanno contribuito alle operazioni di spegnimento dell'incendio e nessun dipendente è stato coinvolto dall'incendio. I cittadini meritano di vivere in un territorio sicuro".

Per Giuseppe Marano dei Verdi, il sindaco Carmelo Pino "dovrebbe sporgere denunzia in procura" su quanto sta avvenendo. "Come Federazione dei Verdi di Milazzo Messina, chiediamo che la procura di Barcellona disponga immediatamente le indagini necessarie ad accertare le cause di tale evento catastrofico accaduto all’interno della Raffineria di Milazzo e che disponga tutte le misure cautelari come per esempio il sequestro degli impianti interessati e anche quelli per effetto domino dall’evento incidentale per prevenire ogni ulteriore pregiudizio e danno per la salute e la sicurezza della popolazione residente e dell’ambiente. Che la procura indaghi inoltre sui comportamenti posti in essere dalle autorità amministrative che sono titolari per competenze specifiche in materia ambientale e salute umana. Come federazione  - conclude Marano - entro pochi giorni organizzeremo la presentazione di una denunzia querela collettiva alla stessa magistratura di Barcellona".

L’organismo provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Messina, con la coordinatrice Daria Lucchesi, interviene sull'incendio nella raffineria di Milazzo: “Un incidente che poteva essere evitato. Si tratta di una situazione da noi denunciata già da tempo. Come emerge dalla ricerca dell'Istituto di Tossicologia dell'Università di Messina, si registrano gravi anomalie nello sviluppo dei genitali dei bambini di Pace del Mela, ad esempio. Le famiglie e l’associazione Adasc da tempo denunciano l’alto numero di malattie nella zona, per la presenza di polveri sottili tossiche che giornalmente vengono assorbite. Nonostante questo, il sindaco Carmelo Pino ha sempre parlato di situazione sotto controllo, senza rischi ambientali. Come allora anche oggi: dopo lo scoppio nel deposito che contiene un milione di litri di carburante, ci sentiamo ancora dire da Comune e Federpetroli: "Nessun rischio per la popolazione". Ma come si può essere così miopi e fingere ancora che tutto sia sotto controllo? Questa volta è andata bene: nessun morto né ferito. E domani? L'aria è irrespirabile a Milazzo. Quanto tempo ancora dobbiamo credere alle “favole” che ci vengono raccontate, in funzione di interessi e accordi a scapito di chi vive in questo territorio? Per quanto tempo dobbiamo stare ancora in silenzio sotto ricatto occupazionale? Noi siamo preoccupati per le conseguenze ambientali e speriamo che l'Arpa comunichi al più presto i dati su aria, acqua e terra. Crediamo che sia fondamentale una seria valutazione sullo stato della sicurezza dell'impianto e chiediamo inoltre la verifica dei piani di evacuazione e una risposta rapida da parte della Protezione civile regionale. Non possiamo, dopo quanto accaduto, stare ancora a guardare, temendo una tragedia più grande e mettendo ancora a rischio la salute dei cittadini”, conclude la coordinatrice provinciale di Sel Messina.

Intanto la Raffineria di Milazzo, alle ore 14:14 di oggi, sabato 27 settembre, informa che, "grazie anche al perfetto funzionamento dei sistemi antincendio, le fiamme sono estinte" e che sono ancora in corso "le operazioni di raffreddamento del mantello del serbatoio interessato dall'incendio. Insieme ai Vigili del Fuoco di Messina e Milazzo si attende quindi che la temperatura del mantello scenda ulteriormente per considerare definitivamente chiusa l'emergenza. Grazie all'incessante lavoro di tutti gli uomini della RAM intervenuti e dei Vigili del Fuoco di Milazzo e Messina la situazione è sempre stata sotto controllo ed è stato possibile ottenere il risultato che tutto si svolgesse nel più breve tempo possibile e senza registrare feriti, nonché nel pieno rispetto delle procedure previste nel piano di emergenza interno ed esterno della Raffineria".

Ma il cielo di Milazzo è ancora avvolto in nuvole di fumo!!!


Antonella Di Pietro

Aggiornamento: alle 18:51 la RAM comunica che "all'interno della struttura del serbatoio TK513 permangono alcuni focolai che stanno causando fumosità".

  Questa la situazione oggi: Questa la situazione stanotte:

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