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"LA VERITA' DI CARAVAGGIO" DI GIUSEPPE FORNARI

Mercoledì 24 settembre 2014, alle ore 16:30, presso l'Aula magna del Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e degli Studi Culturali dell'Università di Messina avrà luogo la presentazione del volume di Giuseppe Fornari "La verità di Caravaggio", (Nomos Edizioni, Busto Arsizio 2014)  - 70 immagini a colori e in bianco e nero. 


La prima presentazione del saggio di Giuseppe Fornari, docente di Storia della Filosofia all'Università di Bergamo, si terrà proprio in quella Messina custode della "Resurrezione di Lazzaro" e, al termine della conferenza, è prevista una visita guidata nel Museo Regionale della Città dello Stretto per ammirare l'opera di Caravaggio. 


Dopo i saluti di Antonio Pennisi, direttore del Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e degli Studi Culturali dell'Università di Messina, i lavori saranno introdotti da Caterina di Giacomo, direttore del Museo Regionale di Messina. All'incontro interverranno: Paolo Campione (Università di Messina); Giuseppe Fornari (Università di Bergamo); Luigi Giacobbe (Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina). Coordina: Stella Barbieri (Università di Messina). Desk libri a cura di Feltrinelli Point Messina.

Prefazione alla nuova monografia dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio di Giuseppe Fornari:

"In secco contrasto con la marea di pubblicazioni e ricerche, avevo l’impressione che qualcosa di non detto restasse da dire e cercare su di lui, a smentita delle tante approssimazioni e deformazioni che rischiano di trasformarlo in un irreale fantoccio..."


"Poche parole per presentare questa mia monografia dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610), spiegando anzitutto le occasioni e le motivazioni da cui essa ha preso forma. Il primo nucleo di questo lavoro è stato un testo approntato per una conferenza sul Seppellimento di Santa Lucia a Siracusa, una delle composizioni più commoventi dell’estremo periodo del pittore. La bellezza dell’opera e il suo nesso inscindibile con l’esistenza del suo autore, sempre più precaria e condannata a finire ben presto la sua troppo breve parabola, mi hanno spalancato il conturbante mondo umano e visivo di questo artista, reso di difficile accesso dalla stessa popolarità mediatica che gli è piovuta addosso – di questi tempi un vero flagello, come dirò a inizio lavoro –, e anche dal carattere impossibile del personaggio: impulsivo, arrogante e rissoso fino all’autolesionismo, e tuttavia capace di vedere e far vedere verità pittoriche, e non solo pittoriche, che prima di lui nessuno aveva visto e fatto vedere, in quel modo e con uguale forza".

Il saggio di Giuseppe Fornari su Caravaggio vuole sfatare i luoghi comuni e le stratificazioni mitografiche che si sono accumulate sull’artista e sul personaggio, fraintendendo o banalizzando gli intenti conoscitivi e spirituali che ne hanno guidato la produzione. Caravaggio non è un pittore “facile”, come non è stato un uomo “facile”. Per questo il cliché di “realismo”, comunemente adottato per descrivere il tratto caratterizzante la sua opera, ne confonde la vera portata sotto un’etichetta generica ed equivoca: l’artista ha perseguito sì la “realtà”, ma quella drammatica e metafisica della ricerca di Dio da parte dell’uomo, ricerca il cui coronamento si attua nel momento in cui l’azione umana si fa dramma, scelta irrevocabile, apertura all’inconcepibile. 

Questa è la "verità" di Caravaggio e tutto in lui si subordina al suo conseguimento nella rappresentazione. Le sventure che affliggono la vita di Michelangelo Merisi, e che lui attivamente si procura, approfondiscono e rendono ancor più lancinante questa verità che si manifesta come Verità, alimentando un crescendo febbrile di capolavori che ha pochi paragoni nell’arte occidentale. Lungo il filo delle contrastanti letture e interpretazioni critiche di cui è stato oggetto il pittore – non escluso il mito dell’“artista maledetto” stimolato e via via sedimentato in ragione della sua personalità –, lo studio ne analizza gran parte della produzione e si sofferma sulle opere finali: estrema testimonianza degli ultimi, concitatissimi anni di vita, scanditi da fatti di sangue e da fughe rocambolesche, fino all’enigma di una morte prematura, per spiegare il quale è stata avanzata la tesi del delitto di Stato. Fornari dimostra l’insostenibilità di questa ipotesi e riporta il destino di Caravaggio alla cifra più riconoscibile, umanamente amara ma anche spiritualmente esaltante, di una vittoria artistica conseguita al prezzo di investire – e infine perdere – la propria intera esistenza.

"Nonostante la marea di pubblicazioni e ricerche, avevo l'impressione che qualcosa di non detto restasse da dire e cercare su di lui, a smentita delle tante approssimazioni e deformazioni che rischiano di trasformarlo in un irreale fantoccio, e anche a conferma e sviluppo delle idee più felici che, in tanto esercizio di acume critico e storico, certamente non mancano [...]. La verità è che Caravaggio va cercato dove lui voleva essere trovato, cioè nei suoi quadri."


Antonella Di Pietro

1 commento:

  1. Ancora e sempre si discuterà dell'uomo :immenso artista. Splendida realtà di quel linguaggio mistico,religioso e pur struggente del personaggio in cerca di dialogo col mondo...! Non è forse la dimensione oggi, di ciascuno di noi...? di fronte alle difficoltà esistenziali, l'incomprensione, la sua natura irascibile ed 'impetuosa'...,sicuramente la sua pittura è l'unica '' sposa ''. Un abbraccio intenso,continuo tanto sofferto quanto vero,tangibile, evidente nei corpi lacerati dei santi e degli uomini comuni...il colori anche decisamente penombrati ed altre figure in esse seminascoste, ma presenti nel scena della sua breve esistenza. Assisteremo alla conferenza con lo spirito aperto,attento,religiosamente in raccolto silenzio. Grazie Antonella,a presto, Roberto Lo Presti da Messina -

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