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venerdì 5 settembre 2014

IL TERREMOTO DI MESSINA RACCONTATO AL GIARDINO CORALLO

Un incontro tra i generi (cinema, teatro, musica e narrativa) e gli abitanti delle due sponde dello Stretto per raccontare la più grande tragedia che ha distrutto Messina e Reggio Calabria. E’ “Terremoto”, lo spettacolo al debutto al Giardino Corallo, sabato 6 settembre, prodotto dalla B&B Cinematografica.


C’è la penna dello scrittore calabrese Mimmo Gangemi, l’autore del romanzo “Il giudice meschino” (Einaudi, 2009), dal quale è stata tratta la miniserie su Rai1, diretta da Carlo Carlei, dietro “Terremoto”, per di più alla sua prima prova con il teatro.

“Mi sento un narratore più che uno scrittore, - spiega Mimmo Gangemi - scrivo d'istinto e istintivamente cogliendo l’idea, maturata insieme a Egidio Bernava e Maurizio Marchetti, di scrivere un testo sul sisma del 1908 dopo la visione di un filmato d’epoca, è nato l’impianto narrativo di ‘Terremoto” che è frutto di un progetto tra amici. All’inizio pensavo di non farcela, poi man mano che componevo il testo, mi accorgevo che mi dà un gusto particolare scrivere per il teatro. E poi, con professionisti come Bernava, Serrao e Marchetti potrei rifarlo anche domani”.

Si parte, infatti, con alcuni minuti stralciati da “Messina, un secolo di storia”, diretto da Egidio Bernava con la voce di Claudio Capone a raccontare le immagini. E si chiude con una carrellata di filmati, molti inediti, dell’archivio Bernava: dal vivo, Viola Adamova (violino) e Giuseppe Blanco (contrabbasso) eseguiranno musiche composte da Orazio Corsaro, che dirigerà l’esecuzione, mentre sul grande schermo scorreranno pellicole russe, francesi, della casa di produzione cinematografica girate nei giorni e nei mesi successivi alla calamità del 1908.

Il monologo del primo testo teatrale di Mimmo Gangemi è per lei, Maria Serrao. “La mia sceneggiatura  - spiega Gangemi - parte da un’opera di documentazione e prosegue alternando il lamento di una donna rimasta schiacciata dalle macerie agli interventi di una voce narrante, una piccola storia densa di umanità inframmezzata al racconto dello stravolgimento naturale”.

In “Terremoto” – spiega Maria Serrao - “racconto la quotidianità, la normalità, i sogni e le speranze di una donna e di un popolo distrutti in un attimo. Tutta la mia famiglia è calabrese ed io mi sono sempre sentita profondamente calabrese nonostante sia nata e cresciuta in Liguria, terra sismica dove il terremoto ė stato l’incubo della mia infanzia. Nelle parole del monologo di questa donna ritrovo e recupero le radici e la cultura della mia terra, il Sud Italia, sepolte in pochi secondi sotto quelle macerie. E sono parole, quelle di Mimmo Gangemi, che mi hanno toccato nel profondo dell’anima fin dalla prima lettura”.

Ed è un monologo che si alterna ad una voce narrante, di commento, quella di Maurizio Marchetti che, invece, descrive la catastrofe. “A partire della passione di Egidio Bernava per Messina, sfociata in uno spettacolare archivio cinematografico personale su quei mesi del 1908 - commenta Marchetti - Mimmo Gangemi ha scritto un testo di grande forza, di grande poesia e di grande umanità, con una particolare musicalità. Questo spettacolo farà rivivere ai messinesi sensazioni che da più di un secolo fanno parte del nostro vissuto, ma ci farà anche andare al di là del terremoto che colpì Messina e Reggio, restituendoci la consapevolezza della forza incontrollabile della natura”.

Nessun riferimento personale nel testo di Gangemi, perché “Santa Cristina, il paese aspromontano di cui sono originario, non è stato colpito dal sisma. Forse c’è qualcosa dell’ingegnere che è in me e che compare sempre nei miei romanzi, ma non ci bado molto. La mia sceneggiatura parte da un’opera di documentazione e prosegue seguendo l’istinto che mi ha suggerito di alternare il lamento di una donna rimasta schiacciata dalle macerie agli interventi di una voce narrante, una piccola storia densa di umanità inframmezzata al racconto dello stravolgimento naturale”.

Il testo di Gangemi prosegue così, come una medaglia che cambia continuamente faccia, per dare forma e sostanza a un evento che appare contemporaneamente naturale, nel senso letterale del termine, e innaturale, perché impossibile da accettare per l’uomo che si scopre solo e si ritrova a maledire il cielo. Una “sceneggiatura” teatrale che non sembra essere il risultato del primo confronto dello scrittore con il genere. Lo spettacolo "Terremoto" destinerà parte del ricavato all'Associazione "Amici di Edy" Onlus che lotta contro la distrofia muscolare di Duchenne e Becker

Dopo "Terremoto" per Mimmo Gangemi c’è ancora molto da fare. In cantiere c’è un tentativo di romanzo (ancora fermo a pagina 25, troppo poco secondo l’autore per capire se funziona) ispirato al realismo magico di Marquez, ambientato in una Macondo che potrebbe essere una qualunque città del sud. Intanto sono pronti la riscrittura del suo primo romanzo “Un anno di Aspromonte”, a ottobre in libreria per i tipi Rubbettino, e lo sbarco in Francia, presso Editions de Seuil, con il primo e il secondo volume della serie de “Il giudice meschino”, che dovrebbe arrivare in primavera. 

Proprio il “suo” giudice ormai è diventato una presenza costante, forse appena un po’ ingombrate, nell’universo letterario di Gangemi. Alla fiction Rai campione d’ascolti è seguito l’acquisto dei diritti sul secondo libro della serie, "Il patto del giudice", da parte dell’Italian International Film, e la scrittura del terzo libro, in libreria nel maggio 2015. Né Mimmo Gangemi esclude di continuare anche in seguito a raccontare le indagini di un giudice “con cui ormai siamo più che amici”. 

“Anche se non aspiro ad arrivare ai numeri di Camilleri e credo che il romanzo che mi sopravviverà è ‘La signora di Ellis Island’, mi piacerebbe che la serie continuasse, sempre con Marchetti, un grande uomo e attore che ho conosciuto sul set e con il quale ho instaurato un’amicizia a prima vista”.


A.D.P.

AGGIORNAMENTO: La pioggia costringe al rinvio dell'atteso debutto di "Terremoto" (testo di Mimmo Gangemi da un'idea di Egidio Bernava e Maurizio Marchetti, con Maria Serrao e Maurizio Marchetti in scena e le musiche dal vivo di Orazio Corsaro con Viola Adamova e Giuseppe Blanco). La pièce, prevista per stasera sabato 6 settembre, andrà in scena mercoledì 10 settembre sempre al Giardino Corallo. Ma il Corallo rimane aperto anche lunedì 8, per "recuperare" la proiezione de "La mafia uccide solo d'estate", anch'essa rinviata causa pioggia.

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