I DIS-SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI MESSINA. LA PAROLA AI SINDACATI

I lavoratori di Casa Serena in protesta al Comune di Messina
Per la Funzione Pubblica CGIL Messina, è servita la protesta del personale lavoratori rivolta agli esponenti della Giunta e del Consiglio Comunale dove hanno espresso il loro disappunto in merito alle minori risorse stanziate in bilancio comunale e alla bocciatura dei due milioni di euro finanziati dalla TASI. Probabilmente chi governa il Comune ha compreso che gli operatori del terzo settore non sono disponibili ad essere terreno di scontro tra Amministrazione e civico consesso. I dipendenti hanno espresso la loro rabbia e hanno chiesto collaborazione per trovare delle soluzioni.

“I lavoratori dei servizi sociali svolgono un servizio delicato e importante nei confronti delle fasce più deboli - commenta Clara Crocè, Segretaria Generale della FP CGIL - un settore che ha già subito tagli, sospensioni. Un settore che ha già vissuto, nel 2013, momenti drammatici a causa della sospensione di alcune attività da parte del Commissario Croce. Oggi, abbiamo assistito al solito teatrino della politica ognuno cercava di scaricare le responsabilità su altri. Evidentemente non si ha la consapevolezza del disagio del personale, che chiede certezze e serenità. Un sistema di precarietà che rischia di essere esplosivo”. 

Nel corso della mattinata il Vicesindaco Guido Signorino ha invito un sms per comunicare che le risorse sono state trovare per assicurare i livelli occupazionali. Anche il Consiglio Comunale ha assunto l’impegno di attenzionare il settore destinando le giuste risorse durante la fase di approvazione del bilancio di previsione del 2014.

“Il confronto tra i consiglieri comunali e l’assessore Antonino Mantineo è stato utile - commenta Clara Crocè - è tempo di studiare tutti insieme un percorso che possa portare stabilità al sistema per evitare le proroghe e bandi di gara limitati nel tempo. Il rappresentante di Giunta ha comunicato che è stata predisposta la delibera per la prosecuzione di tutti i servizi fino al mese di novembre 2014. Nel frattempo, dovrà essere approvato il bilancio. Altrimenti sarà ancora emergenza”. 

Ma se per la Funzione Pubblica Cgil le cose sembrano andare verso una soluzione, di diverso avviso sono Laura Strano e Giuseppe Calapai, rispettivamente Responsabile UIL FPL 3° Settore Segretario Provinciale UIL FPL, che in una nota scrivono:

La gestione dei servizi sociali del Comune tra approssimazione, teatrini, incompetenza gestionale, assenza totale di trasparenza e falsi successi. Dall’assoluta mancanza di trasparenza (il Comune è già stato diffidato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e tutti i titolari di organi politici responsabili dovrebbero già pagare l’omessa trasparenza con sanzioni pecuniarie da 500,00 a 10.0000,00 euro per non aver pubblicato curriculum, dichiarazioni dei redditi, situazione patrimoniale complessiva, compensi ecc !), alla omessa nomina degli Organismi Indipendenti di Valutazione che dovrebbero attestare l’adempimento degli obblighi di pubblicazione e chissà per quale arcano mistero non vengono ancora nominati, agli atti dirigenziali di approvazione dei bandi pubblicati impossibili da reperire nell’albo pretorio on-line dell’Ente, alle inaccettabili inadempienze degli obblighi di amministrazione trasparente, siamo giunti infine anche alle comunicazioni di interesse collettivo che dovrebbero avere carattere di ufficialità e vengono inviate riservatamente tramite SMS.

Invece di cambiare dal basso, a noi pare che si stia cadendo sempre più in basso. A distanza di oltre un anno si vorrebbe persino far passare l’ennesima proroga dei servizi sociali quasi come un successone, mentre ciò che finora appare evidente è l’assenza di una seria programmazione dei servizi sociali, le lungaggini nell’espletamento delle gare, l’incertezza sulla copertura finanziaria di bandi già pubblicati oltre che l’assoluta inadeguatezza nel gestire correttamente le relazioni sindacali: basti pensare ai tavoli tecnici promessi e mai attivati .

Sulle vergogne di Casa Serena stante la sordità degli interlocutori la UIL FPL al fine di fare chiarezza ha inoltrato articolato esposto al Prefetto, alla Corte dei Conti, all’Assessorato e all’Ispettorato del lavoro. Per noi il tempo delle attese è terminato. - concludono i rappresentanti sindacali. 

Per la CISL la vicenda vissuta negli ultimi giorni riguardo ai servizi sociali non è altro che un teatrino che “riporta tutto indietro” e non fa altro che rinviare il nodo della questione, non affrontandolo e lasciando i servizi di fatto bloccati e i lavoratori appesi a un filo, senza certezze e senza stipendi.

“È necessario - spiega Tonino Genovese, Segretario Generale della CISL Messina - un riordino complessivo dell’offerta dei servizi sociali alla comunità utilizzando tutte le risorse, integrandole tra loro, non sovrapponendole e mirando ai bisogni reali della città e dell’utenza. È arrivato il momento di dire basta. Lo chiediamo da un anno, da quando abbiamo presentato il dossier che ha fotografato lo stato dei servizi sociali in città”.

Un dossier presentato all’Amministrazione comunale e consegnato in due diverse occasioni (audizione e confronto) alla Commissione consiliare che si occupa di servizi sociali. L’Amministrazione, quindi, si era impegnata a dare una proroga per consentire di rivedere tutta l’offerta e la strutturazione dei servizi sociali di pertinenza del Comune.

“Ad oggi - continua Genovese - è evidente l’incapacità o la non volontà dell’Amministrazione ad affrontare definitivamente il problema. Cominciando dai lavoratori, che devono essere riqualificati e applicati dove servono, non dove servono ad eventuali interessi”.

La CISL evidenzia come il Dipartimento Servizi Sociali del Comune di Messina non riesca a far fronte alle richieste d’intervento provenienti dalla cittadinanza.

“I servizi sociali finanziati dovrebbero garantire un valido lavoro di aiuto, divenendo punto di riferimento per i cittadini - afferma il segretario generale della CISL Messina - i nuovi bandi sono stati il banco di prova del processo involutivo in cui sono incappati i servizi sociali del Comune di Messina. Solo da noi si ha la capacità di parlare di ‘elementi innovativi’ quando, invece, abbiamo assistito al trionfo del triste tuffo nel passato. Qualunque servizio sociale non può essere uguale a se stesso per 26 anni”.

La CISL ribadisce le sue proposte, già esplicitate nel febbraio scorso. Per il sindacato è necessario dare vita ad una nuova piattaforma per la ridefinizione dei servizi sociali con l’obiettivo di garantire sia il principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione  che i processi di aggregazione e lotta alla marginalità sociale. È necessaria un’inversione di tendenza che porti a una radicale riorganizzazione dei servizi erogati dal Comune, attraverso anche la riorganizzazione delle strutture amministrative dell’Ente.

“Bisogna avviare tavoli di concertazione per rilevare il bisogno sul territorio, concertare i servizi locali territoriali e monitorare le attività rese e favorire la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati che insistono sul territorio per arrivare alla creazione di un nuovo sistema di gestione del Welfare che trovi nella sua comunità la propria ragione d’essere: il Welfare Community”.

Avvicinando i servizi al territorio anche con l’istituzione all’interno delle circoscrizioni, di un Gruppo Operativo di Zona, ossia un tavolo tecnico composto da rappresentanti di agenzie educative, dagli Enti pubblici, da associazioni, cooperative, sindacati che lavorano sul territorio ma anche da semplici cittadini che diventano, per la prima volta, attori e non spettatori di un processo di cambiamento.

"Messina – conclude, quindi, Genovese - è una città che ha un elevatissimo tasso di disoccupazione. I servizi sociali come possono non tenerne conto? Piuttosto che finanziare due volte i medesimi servizi, con legge 328 e fondi comunali, perché non si stabilisce una vera priorità con sostegni al reddito o in altri modi che potrebbero essere utili per i cittadini?”.



Antonella Di Pietro




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