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martedì 26 agosto 2014

RENZI RICEVE ACCORINTI MA PER MESSINA NON CI SONO SOLDI

A conclusione dell’incontro di oggi a Roma del sindaco di Messina, Renato Accorinti, del vicesindaco, Guido Signorino, e del segretario generale, Antonio Le Donne, col presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e col sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, il primo cittadino ha dichiarato che:


“Si è trattato di una riunione proficua, durata oltre un’ora, nel corso della quale abbiamo illustrato le nostre richieste relative alla soluzione di alcune problematiche di Messina. Il presidente Renzi e il sottosegretario Delrio – ha proseguito il sindaco Accorinti – hanno prestato molta attenzione alle nostre parole e da parte loro hanno mostrato piena disponibilità ad aiutare la città di Messina attraverso il decreto <Sblocca Italia> e in successive occasioni. Abbiamo trattato punto per punto il documento da noi redatto con all’ordine del giorno vari argomenti. In particolare è stata colta la concretezza della prospettiva dell’Area integrata dello Stretto, considerata strategica, per lo sviluppo delle due regioni, anche in un orizzonte nazionale, rispetto alla quale è stata molto apprezzata la tessitura dei rapporti istituzionali attivata dall’Amministrazione comunale di Messina. In tale ottica il sottosegretario Delrio ha dichiarato di riporre grande attenzione alla proposta di un’Autorità Portuale dello Stretto di Messina, eventualmente aperta all’integrazione con Gioia Tauro. Ho consegnato personalmente i documenti sottoscritti da istituzioni, associazioni, categorie professionali sul secondo Palazzo di Giustizia e sull’Autorità Portuale. Il premier Matteo Renzi ha espresso particolare attenzione al tema dell’assegnazione delle aree militari, invitando il sottosegretario ad inserire subito nel decreto <Sblocca Italia> le richieste avanzate, ovviamente valutandone preliminarmente la praticabilità immediata col ministero della Difesa. Dietro ogni proposta c’è stato da parte nostra un ragionamento, che è stato condiviso attraverso la verifica della fondatezza delle nostre idee. Hanno avuto, e di ciò ne siamo particolarmente soddisfatti, parole di apprezzamento per ciò che rappresentiamo non solo a Messina, ma in tutta Italia, perché il nostro è un laboratorio politico, col quale abbiamo vinto le elezioni, fuori dai partiti. Ho invitato il premier Renzi a Messina – ha concluso il sindaco Accorinti – e l’occasione propizia potrebbe essere una sua visita già programmata a novembre a Reggio Calabria. Alcune nostre richieste potranno quindi essere inserite nel decreto <Sblocca Italia>, mentre altre saranno approfondite in ulteriori e successivi incontri”.


Fin qui il comunicato dell'ufficio stampa del Comune di Messina ma su L'Huffington Post si legge: 

Anche per Messina non ci sono i soldi. Grande feeling tra il premier rottamatore e il sindaco tibetano scalzo, che oggi è andato a trovare Matteo Renzi a Palazzo Chigi in vista del decreto legge "Sblocca Italia". Ma la situazione è quella che è: il presidente del Consiglio promette e rassicura tutti i suoi interlocutori, e ora è toccato a Renato Accorinti, tuttavia le casse sono vuote.

O almeno, i vincoli europei e le esigenze del ministro Padoan impediscono di destinare nero su bianco quattrini a una città e una Regione, la Sicilia, che sono al collasso. Una cifra finanziaria, scritta nero su bianco, destinata all'area dello Stretto, non c'è. Gli impegni sono tanti e la sincerità nel voler dare una mano a una città in difficoltà è fuori discussione - racconta lo stesso sindaco di Messina - adesso "nel cammino vedremo cosa succederà. Io intanto mi fido delle buone intenzioni".

Accorinti si presenta a Palazzo Chigi con la sua consueta divisa da tibetano: maglietta 'Free Tibet' e sandali ai piedi. Renzi invece è in camicia bianca: "Davanti a te, che vai in giro così - dice il premier scherzando - posso permettermi una tenuta casual, tanto l'importante è intendersi sulle cose". "Certo", risponde il primo cittadino, "anzi, la prossima volta ti voglio in pantaloncini".

Battute e abbracci, e poi i due si infilano in discorsi tecnici. La premessa del premier è: "Ci sono difficoltà, come ben sai, stiamo lavorando per il cambiamento. Io sono ottimista". Tutto questo è in perfetta sintonia con Accorinti, il cui slogan alle elezioni amministrative era: "Cambiamo Messina dal basso".

Passando poi alle cose concrete e al decreto "Sblocca Italia", nel corso dell'incontro durato oltre un'ora alla presenza del sottosegretario Graziano Delrio, Renzi "ha fatto delle promesse importanti", spiega Accorinti all'Huffingtonpost. "Da parte del governo c'è un'attenzione straordinaria per l'area dello Stretto come non c'era mai stata prima".

A proposito di cifre, per la città di Messina quanti soldi ci saranno nel decreto che sarà presentato venerdì? "Di cifre non ne abbiamo discusso - risponde Accorinti - ma il premier ha garantito che ci sarà l’assegnazione al Comune di 4 ettari delle aree militari per la realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia. Si tratta di un intervento a costo zero perché il finanziamento da 17 milioni di euro è disponibile da tempo, ma è rimasto bloccato solo per la mancata individuazione di un’area idonea alla realizzazione del Tribunale, che adesso con lo Sblocca Italia ci sarà".

"Abbiamo parlato - racconta Accorinti - anche delle opere compensative che erano state concordate con la società Stretto di Messina, adesso in liquidazione dal momento che il Ponte sullo Stretto non si farà". In sostanza si tratta di lavori infrastrutturali che dovevano essere eseguiti prima della costruzione della grande opera, ma che sarebbero stati fatti comunque anche in caso di mancata realizzazione del collegamento stabile. Questi lavori, a carico del bilancio dello Stato, in realtà non sono mai partiti. Dunque, nello Sblocca Italia, ci saranno queste infrastrutture? "Nello specifico non ci è stato detto, non lo sappiamo ancora", spiega il sindaco di Messina, che aggiunge: "Forse più in là, ma Renzi si è impegnato anche su questo. Infatti a novembre verrà a Messina e ne parleremo di nuovo".

In un documento, illustrato punto per punto dal Sindaco di Messina al premier, l'amministrazione comunale chiede 40 milioni di euro per l'ampliamento del porto di Tremestieri, da sempre rimasto incompleto anche se inaugurato da Berlusconi in pompa magna con tante tonnellate di cannoli preparati al momento. I soldi adesso ci sono? "Siamo rimasti col premier che ci risentiremo e che ci rivedremo, ma i fondi non saranno nello Sblocca Italia". Forse nella legge di stabilità.

Insomma, Messina aspetta con la consapevolezza che lo "Sblocca Italia" rischia di sbloccare poco sopra lo Stretto, e ancora meno al di là del mare.




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