SOLD OUT AL GIARDINO CORALLO PER ENRICO GUARNERI NE "IL MALATO IMMAGINARIO" - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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SOLD OUT AL GIARDINO CORALLO PER ENRICO GUARNERI NE "IL MALATO IMMAGINARIO"

SOLD OUT AL GIARDINO CORALLO PER ENRICO GUARNERI NE "IL MALATO IMMAGINARIO"

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Per “Il malato immaginario” di Enrico Guarneri, prodotto dall’Associazione ABC con la regia di Guglielmo Ferro, il Giardino Corallo fa il tutto esaurito e, non bastasse la platea straripante a segnalarne il successo, tra gli spettatori c’è anche Guia Jelo, protagonista delle stagioni del Teatro Stabile di Catania, indimenticabile nelle interpretazioni tratte da Camilleri.


Un Argante straordinario, la sua lingua un “italiese” che “profuma” di Mediterraneo, intrisa di “umori, colori e sudori siciliani”, un testo che schiaccia l’occhio al pubblico, una macchina teatrale che non perde un colpo, con un cast perfetto, dai più giovani ai più esperti. “E’ sempre bellissimo per me tornare a Messina, la città in cui mi sento più amato assieme a Catania”, dice Guarneri, negazione vivente del detto ‘nemo propheta in patria’ con il capoluogo etneo che lo segue e lo applaude da decenni, ed è l’unico attore catanese capace di portare in giro per l’Italia con sold out assicurati le opere tradizionali del teatro siciliano e ne va fiero. 


Enrico Guarneri si interroga sovrappensiero sui teatri pubblici e sulle loro gestioni. “Il teatro è fatto per gli spettatori. Se uno vuole fare solo il proprio teatro, seguire solo le proprie ossessioni, rappresentare solo la propria visione … ecco, non può e non deve gestire un teatro pubblico, deve farsi un proprio teatro, perché un teatro pubblico è la casa di tutti e la sala è, deve essere, la padrona di questa casa, e la sala è eterogenea, c’è il preside e c’è il bidello, c’è lo studioso e c’è lo studente, c’è l’anziano e c’è il ragazzo, a loro, a tutti loro  e solo a loro tocca pensare quando si gestisce un teatro pubblico. E non sempre succede. Anzi …”


Neanche a farlo apposta, dal microfono con cui annuncia l’avvio dello spettacolo, l’attore messinese Pietro Barbaro, che sul palco è uno strepitoso Dottor Diaforetico, sta dicendo: “E’ una gioia per gli occhi quest’arena così affollata”. E fioccano i primi applausi, il “benvenuto” del Corallo. Gli applausi proseguiranno, a scena aperta, a sottolineare duetti verbali e virtuosismi interpretativi, esplosioni di un buonumore liberatorio e intelligente, come si deve alla penna di Molière e al quale concorrono tutti, Guarneri sempre in scena, senza un attimo di pausa, e poi, appunto, Barbaro e Francesca Ferro (Tanina, serva di Argante), Nadia De Luca (Angelica, figlia di Argante), Giovanna Centamore (Beatrice, moglie di Argante), Giovanni Strano (Cleante, amante di Angelica), Rosario Minardi (Bernardo, fratello di Argante), Vincenzo Volo (Tommaso Diaforetico), Ciccio Abela (Purgone, medico di Argante), Doriana Nobile (Lisetta, figlia minore di Argante) e Rosario Marco Amato (Notaio). 

Enrico Guarneri tornerà al Giardino Corallo da qui a poco, per una doppia serata per la quale già si stanno accumulando le prenotazioni, il 9 e il 10 agosto con “L’aria del continente” di Nino Martoglio che, da Roma in su e in giù sta riscuotendo un successo “quasi imbarazzante”, uno spettacolo che rivista e rinnova completamente un testo classico di tradizione, e così ecco che la storia, conosciutissima, diventa ‘un’altra cosa’, ‘tutta un’altra cosa’, linguaggi ed estetica  originali e mai visti, “quasi un film sul palco”, con l’azione che si svolge nella Capitale oltre che in Sicilia.  




1 commento:

  1. '' Le Malade imaginaire '' è una commedia proposta da un bravo scrittore francesce : Moliére. Il mondo è così quando le sofferenze pure apparenti dominano il to do...! Una spettacolare e riproposta versione in vernacolo di N.Martoglio di Belpasso (Ct) e recitato con intensità, adesso da E.Guarneri. Tanti i momenti di intensa ilarità...,i silenzi esplodenti da mimiche facciali ed articolari...,una naturale sicilianità entro il vulcano in eruzione che lamenta lo status quo e chiede, serenità, comprensione...! Nei costumi colorati dell'epoca ,fruscii di vento rinfrescano l'aria , la profumano di zagare ... mai amare...! - Roberto Lo Presti -

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