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OLANDA BATTUTA AI RIGORI. ARGENTINA IN FINALE CONTRO LA GERMANIA.

Olanda-Argentina 2-4 (dcr.)


Stavolta la fortuna non è dalla parte dell'Olanda, che viene beffata proprio ai rigori, gli stessi grazie ai quali era riuscita a superare la Costa Rica. Niente Krul stavolta, i cambi erano già esauriti. E così, alla fine, è l'Argentina a godere.

La partita, per 90' è poco emozionante. Sicuramente è una gara molto più godibile ed equilibrata della carneficina vista in Brasile-Germania, ma manca lo spettacolo e la gioia del goal. Nel primo tempo, incredibilmente, non ci sono tiri in porta. Nessuna occasione pericolosa. I due grandi protagonisti della serata, Messi e Robben, stelle indiscusse delle loro rispettive squadre, sono decisamente imballati e non riescono a fare la differenza. Robin Van Persie non è al meglio della condizione e si vede: il suo apporto sarà praticamente nullo. E così, si mette in mostra Lavezzi, che prova a scardinare la difesa olandese con la sua velocità: l'Argentina si basa sulle sue accelerazioni.

Nel secondo tempo le squadre ci provano di più. Ma la partita rimane assai bloccata. Higuain stavolta non brilla, è il peggiore dei suoi. Il C.T. Sabella decide a sorpresa di rivoluzionare l'Argentina: fuori "El Pepita", dentro "El Kun" Aguero. Dentro anche "El Trenza" Rodrigo Palacio. Stavolta l'assetto argentino è totalmente spregiudicato, un sogno per gli appassionati di calcio, un eresia tattica per gli allenatori. Sono ben quattro gli attaccanti: Lavezzi, Messi, Aguero e Palacio

Sono tutti veloci, non danno punti di riferimento. Ma questa mossa non ottiene i frutti sperati. Anzi, genera l'effetto contrario. L'Olanda riesce a pungere più facilmente, Robben trova un guizzo dei suoi, ma Mascherano - che diventerà idolo della serata e sarà il migliore in campo - riesce incredibilmente a fermarlo dentro l'area. L'Olanda si ferma a un passo dalla gloria.

Mascherano è un centrocampista atipico. Non ha la tecnica dei più grandi, non ha i passaggi di Pirlo, ma ha un carattere e un energia inesauribili. È insuperabile e sa fare benissimo il difensore. Con lui l'Argentina è al sicuro.

Nei supplementari esce anche uno spento Van Persie. Al suo posto Huntelaar, ma nemmeno il suo ingresso cambierà qualcosa. Stavolta le mosse geniali di Van Gaal e Sabella non avranno alcun peso sulle sorti del match. La gara verrà quindi decisa dal caso, dalla lotteria dei rigori. Non prima però di assistere agli ultimi brividi nel finale. Messi, inoperoso per tutta la partita, inventa due assist geniali. La prima palla è per Palacio, lanciato solo contro il portiere, ma la palla è alta, il centravanti prova a colpire di testa ma il tiro è troppo debole. Sabella è infuriato. La seconda occasione è altrettanto ghiotta. Cross di Messi per Maxi Rodriguez che si coordina, ma calcia malissimo al volo. I supplementari finiscono. 0-0 dice il tabellone.

Siamo ai rigori. Il primo a tirare è Vlaar per l'Olanda. È un difensore a battere per primo: è l'ennesima mossa di Van Gaal? Stavolta non funziona. Romero para. 

Per l'Argentina tira Messi: è un gran goal. 0-1. Pareggia i conti Robben1-1.

Per l'Argentina tira Garay, un difensore. È goal, 1-2. Per gli olandesi tifa Sneijder, uno dei migliori. Ma sbaglia, Romero lo ipnotizza e para. Gli orange sono increduli. È quasi finita. Romero, assieme a Mascherano, è il grande eroe della serata.

È un momento delicato. Per l'Argentina calcia Aguero. Goal. 1-3. Gli olandesi imprecano, sanno che servirebbe un miracolo. Accorcia le distanze Kuyt ed è 2-3.

Adesso tocca a Maxi Rodriguez. Potrebbe essere il rigore decisivo: se segna è Finale. È goal. 2-4

L'Argentina è in festa. L'Olanda sprofonda nella disperazione e Robben corre a consolare il figlio, in lacrime.

L'Argentina torna in Finale dopo la sfida persa nel 1990, in Italia, proprio contro la Germania. 

Adesso ci sarà una grande rivincita.




©Bob


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