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CROCE' AD ACCORINTI: SI INFORMI PRIMA DI RILASCIARE DICHIARAZIONI SULL'OSPEDALE PIEMONTE

"A pochissimi giorni dall’insediamento del nuovo management aziendale, ecco che scoppia un vecchio caso che tanto ha appassionato la nostra città e che ha visto posizioni e contrapposizioni: l’accorpamento dei punti nascita del Papardo e del Piemonte", inizia così il comunicato congiunto della Funzione Pubblica Cgil e della FP Cgil Medici che intervengono sul Polo Materno Infantile, che dovrebbe nascere all'Ospedale Piemonte di Messina,  e per questo chiedono una convocazione a Palermo alla VI Commissione e all’Assessorato alla Salute. 


Secondo Clara Crocè, Segretaria generale della FP Cgil e Antonio Trino, Attilio Andriolo e Guglielmo Catalioto, rappresentanti della FP Cgil Medici, la decisione presa dal neo direttore Michele Vullo di trasformare l'attuale struttura ospedaliera in Polo Materno Infantile non era una novità e “tutti coloro che oggi gridano allo scandalo e utilizzano slogan partigiani per condannare la decisione adottata dal neo direttore Vullo, erano perfettamente a conoscenza di tutto".

"D’altra parte,  - prosegue la nota - carta canta e basta leggere i verbali delle riunioni sindacali che si sono tenuti nel tempo per notare come lo stesso commissario Caruso, il quale, in attesa del finanziamento progetto dell’"Ospedale della Mamma e del Bambino", aveva proposto alle OO.SS. l’accorpamento dei punti nascita”.

La FP Cgil ritiene necessario ricordare di essere stata l’unica “Organizzazione Sindacale a non firmare quell’accordo, basta leggere i comunicati stampa. Mentre i soggetti che oggi, artatamente, agitano le masse e gli operatori ( chissà perché!), non hanno esitato un solo istante a sottoscrivere quanto proposto dal Commissario Caruso, ovvero l’accorpamento due punti nascita, in attesa del finanziamento del Polo Materno Infantile. Il provvedimento di unione fu sospeso solo grazie alle vibranti proteste della FP Cgil”.

"Lo scorso lunedì si è tenuta una riunione sindacale con il nuovo Manager Michele Vullo il quale non ha mai messo in discussione la necessità di mantenere aperto il presidio ospedaliero, ma sono state tuttavia attentamente analizzate le criticità del Piemonte palesi e conosciute ai più; tutti sappiamo infatti degli “infiniti” lavori di messa in sicurezza, dei 78 posti letto a fronte dei 121, delle difficoltà enormi nel dare risposte assistenziali proprio per la carenza di specialistiche e di posti letto, delle carenze di organico e via discorrendo. Di fatto il Piemonte dei fasti di un tempo ne conserva solo le memorie  - sottolinea la Fp Cgil - rappresentando oggi il 'fratello minore', il 'surrogato' dell’ormai più blasonato Ospedale Papardo, e ciò a causa di una Politica Sanitaria che certosinamente ne ha decretato, in tempi non sospetti, la “morte per inedia”.

Cosa fare per salvarlo da questa lenta agonia e ridargli il doveroso lustro per se stesso e per la cittadinanza? Secondo quanto riferito dal DG Vullo, per quanto la sua naturale vocazione sia sempre stata l’emergenza, oggi, purtroppo, tale strada risulta di difficile percorribilità proprio in virtù di una ottimizzazione delle risorse voluta dalla riorganizzazione delle rete ospedaliera volta ad eliminare costosi “doppioni”. Quindi l’alternativa è rappresentata dalle “eccellenze sanitarie”, per cui il Piemonte potrebbe, per precisa volontà politica, ritornare ai fasti di un tempo attraverso la messa in pratica del “vecchio” progetto di "Ospedale della Mamma e del Bambino - Polo Materno Infantile. 

Secondo quanto sostenuto dall’Assessorato questo rappresenta un progetto ambizioso che non si riduce al mero punto nascita, ma ad un centro che a 360° potrebbe fornire risposte assistenziali alla cittadinanza, peculiarizzando il Piemonte con una precisa connotazione sanitaria, attraverso un pronto soccorso ostetrico/ginecologico/pediatrico, e con tutti i “servizi satellite” necessari per svolgere tale mandato in assoluta sicurezza sia per gli operatori che per gli utenti secondo i più moderni principi di Governance Sanitaria.

A seguito dell’incontro avvenuto in data 8 luglio a Palermo, presso l’Assessorato Regionale alla Salute, fra la dr.ssa Rosaria Mulè, delegata dall’assessore regionale alla Salute dr.ssa Borsellino, e le OO.SS. dell’area medica per l’approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera della provincia di Messina, si è convenuto su proposta della stessa dr.ssa Mulè, anche in considerazione dell’opposizione presentata dalla FP Cgil Medici, di sospendere nell’immediato l’indicazione a trasferire l’Ostetricia del Papardo al Piemonte, dando incarico al Direttore generale dr. Vullo d’incontrare le OO.SS. e le parti sociali per individuare le soluzioni più idonee e meno penalizzanti per l’utenza messinese, specie della zona Nord della città, al problema dello spostamento.

Secondo la FP Cgil e la FP Cgil Medici è necessario fare chiarezza anche in merito ed è per questo che hanno richiesto un incontro in VI Commissione e all’Assessorato alla Salute, "per avere le risposte che abbiamo espresso in merito al futuro del presidio Piemonte e su una eventuale riconversione".

Infine, una frecciatina al primo cittadino "Il sindaco Accorinti, prima di rilasciare dichiarazioni dovrebbe acquisire le giuste informazione ed esercitare il suo ruolo nella qualità di Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, che ha competenza nella programmazione sanitaria, e chiedere un incontro all’Assessore Lucia Borsellino". 



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