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ARGENTINA E BELGIO AI QUARTI

Questi i risultati delle gare giocate ieri:

Argentina-Svizzera 1-0 (tempi supplementari)
Belgio-Stati Uniti 2-1 (tempi supplementari)


L'Argentina è ai quarti, come da pronostico, ma per l'albiceleste è stata durissima. Il C.T. Hitzfeld, alla sua ultima partita, schiera una Svizzera combattiva, con due mediani della nostra Serie A, Behrami e Inler, al servizio della classe e del talento della stella Shaqiri. Sabella, promuove a sorpresa Lavezzi, finalmente titolare, con Higuain e l'imprescindibile Messi. Eppure, nonostante questo attacco atomico, non si riesce a trovare la via del goal.

A sorpresa è la Svizzera a rendersi pericolosa. Shaqiri inventa calcio e serve Drmic, ma questi sciupa malamente le occasioni. La punta sbaglierà persino un pallonetto davanti al portiere.

Anche l'Argentina ha i suoi mediani rocciosi, Gago e Mascherano, pronti a proteggere il devastante reparto offensivo. Ma il gioco latita. L'uomo che può fare la differenza è Angel Di Maria, prezioso asso del Real Madrid, fresco Campione d'Europa; nel secondo tempo sarà imprendibile. Sabella toglie persino Lavezzi, meno brillante del solito, sostituendolo con l'interista Palacio, che si rivela subito efficace. Ma la Svizzera è un muro e non crolla. I tempi regolamentari si concludono sullo 0-0. È un risultato incredibile, totalmente inatteso e forse insperato per la Svizzera che invece è riuscita a impegnare e impensierire i favoriti argentini. Le due squadre sono esauste. Si va ai supplementari.

La partita però non decolla. La Svizzera sembra reggere bene. I minuti passano e le occasioni latitano da ambo le parti. Arriviamo al minuto '118 di una guerra lunga ed estenuante: mancano due minuti per arrivare ai rigori. Leo Messi stavolta non segna, ma è nuovamente decisivo: serve con un grande assist Angel Di Maria. Questi va al tiro. È preciso, angolato, imprendibile per il portiere. È il goal del vantaggio. 1-0. Il popolo argentino esplode di gioia.

Ma c'è il tempo per un'altra emozione. Dentro l'area argentina, Dzemaili andrà a colpire il pallone totalmente indisturbato, col portiere già battuto: i suoi sogni e quelli di un intera nazione si infrangono sbattendo nel palo. Argentina baciata dalla fortuna. Ai quarti troverà il Belgio, altra squadra sorprendente.


Anche per il Belgio c'è da faticare. In realtà, sul piano del gioco, la squadra del C.T. Wilmots fa decisamente meglio dell'Argentina, ma sbaglia malamente tutte le occasioni. Gli Stati Uniti sono totalmente inermi e non possono far altro che difendersi dagli attacchi avversari. E così, uno dei grandi protagonisti della partita diventa l'esperto portiere Tim Howard, trentacinquenne dell'Everton, con un passato non felice allo United, che si prenderà una grande rivincita parando praticamente tutto. È un muro umano, compie più di una dozzina di parate decisive. Origi, De Bruyne, Hazard, Mertens e tutti gli altri talenti del Belgio non riescono a superarlo. E dove lui non arriva c'è la traversa a salvare gli USA. I tempi regolamentari finiscono 0-0.

Siamo ai supplementari. Il C.T. Wilmots non ci sta, vuole la vittoria a tutti i costi. È un po' come Lippi nel 2006, è un Re Mida della panchina, qualsiasi cambio fa si rivela provvidenziale e decisivo. Anche stavolta. Fuori Origi, dentro Lukaku che è un congolese naturalizzato belga, gioca nell'Everton ma è del Chelsea, ed è compagno di Howard. Lukaku cambia volto alla partita. E De Bruyne trova il tempo e lo spazio per realizzare il goal del meritato vantaggio, con un ottimo destro. 1-0.

Lo stesso Lukaku la chiude, segnando il goal del 2-0. Di Green il goal della bandiera per i suoi. 2-1. Nel finale gli USA ci provano, ma Courtois è ben attento.

Adesso il Belgio è ai quarti. Il copione è stato lo stesso in tutte le partite. La squadra crea, ha un talento impressionante, ma sbaglia spesso i goal e ne subisce di evitabili. La sfida con l'Argentina sarà sicuramente interessante.



©Bob



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