ADDIO GIORGIO! - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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Lutto nel mondo dello spettacolo e della cultura. È morto Giorgio Faletti, oggi a Torino, stroncato da un tumore che lo affliggeva da tempo. Era ricoverato all’Ospedale Molinette, aveva annullato tutti gli impegni perché non stava bene. Personaggio televisivo e scrittore, autore di best seller, era nato ad Asti il 25 novembre 1950.


Tifoso della Juve e appassionato di motociclismo, dopo la laurea in Giurisprudenza, decide di entrare nel mondo dello spettacolo iniziando come cabarettista nel famoso locale milanese Derby negli anni Settanta. Nel 1985 raggiunge la grande notorietà nel programma televisivo di Antonio Ricci "Drive In", il suo personaggio più famoso è Vito Catozzo. Tre partecipazioni a Sanremo, nel 1994 è secondo e premiato dalla critica con la canzone "Signor tenente" ispirata alle stragi di Capaci e di via D'Amelio.

Nel 2002 pubblica il suo primo thriller, "Io uccido", che vende più di quattro milioni di copie. Alla fine dello stesso anno è colpito da un ictus, ma ne esce senza gravi conseguenza. Del 2004 il secondo romanzo "Niente di vero tranne gli occhi", altro best seller. Nel 2006 "Fuori da un evidente destino"; nel 2008 "Pochi inutili nascondigli"; nel 2009 "Io sono Dio"; nel 2010 "Appunti di un venditore di donne" e nel 2011 "Tre atti e due tempi". 

Nel 2012 l'ultimo suo libro "Da Quando a Ora", un libro autobiografico in cui Giorgio Faletti si mette a nudo. Con ironia e candore. Con umorismo e tenerezza. In Quando Faletti interpreta le sue canzoni già portate al successo da altri artisti, mentre in Ora propone dodici canzoni del tutto inedite perchè “Nel campo sterminato del possibile, ognuno è una frase, ognuno è una canzone, ognuno è un romanzo.”

Costretto dalla malattia ad annullare i suoi impegni scrive nel suo sito queste poche righe come dono ai suoi fan:

“Cari amici,
purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia.
Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo.
Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove.
Un abbraccio di cuore.”
Giorgio


A.D.P.


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