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venerdì 6 giugno 2014

UNA MESSA IN SUFFRAGIO DELLE VITTIME DELL'INQUINAMENTO AMBIENTALE


Si è celebrata ieri, giovedì 5 giugno alle ore 19:00, nel Santuario San Francesco di Paola a Milazzo, una Santa Messa per la Salvaguardia dell’Ambiente, in suffragio di chi è venuto a mancare a causa di quelle che Peppe Maimone, Presidente dell'Associazione Adasc, ha definito “patologie ambientali”, ovvero patologie legate all’inquinamento (tumori, leucemie ecc) nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale Milazzo - Valle del Mela.

"Perchè quello che non è in discussione è il legame tra l'inquinamento aziendale e l'altissima mortalità all'interno dell'Area.", ha affermato il Presidente Adasc che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha organizzato, in collaborazione con il Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela la Santa Messa officiata dal Rettore del Santuario, Padre Mario insieme al parroco di Condrò, Padre Enzo, al Parroco di S. Papino, Fra Paolino, a Padre Alessandro e a Padre Peppe Trifirò, considerato da Maimone "il nostro faro spirituale" perchè "vicino all'Adasc". 

E il fatto che proprio al parroco di Archi e di Pace del Mela sia stato chiesto di celebrare la Santa Messa per la salvaguardia dell'ambiente, in suffragio delle vittime dell'inquinamento iera sera al Santuario di San Francesco di Paola affollato da cittadini residenti nel comprensorio del Mela, non è casuale. Padre Trifirò, infatti, denuncia da oltre 40 anni le condizioni ambientali disastrose in cui versa il territorio milazzese.

"Indimenticabili le lotte ambientali fatte insieme",- ha ricordato Maimone che ha ringraziato Padre Mario "che ha immediatamente sposato questa iniziativa prospettata da me e da Anna Isgró" e che "ha spalancato le porte di questo bellissimo tempio, grazie ai parroci, sono il termometro della popolazione e riescono a comprendere che il problema ambientale affligge la comunità e grazie alle Autorità militari civili e religiose".

“Il nostro territorio è una bella e ingenua ragazza, violentata dagli avvoltoi del denaro e dello sfruttamento”. Non usa mezzi termini Padre Peppe Trifiró, mentre descrive nella sua omelia quelli che lui ritiene “gli assassini della vocazione artigianale e turistica della Valle del Mela”. “La scelta di puntare sull'industrializzazione,  - continua Padre Peppe - in un territorio ricco di primizie e turismo che davano lavoro a tantissime persone, è stata una scelta totalmente sbagliata. In cambio di pochi posti di lavoro è stato distrutto il vero valore aggiunto, quello che avrebbe creato vera occupazione, benessere e  progresso. Perchè non dobbiamo dimenticare che il progresso è tale solo se va a beneficio di tutti, e non di pochi egoisti che hanno come loro Dio il denaro ad ogni costo”.

E non sono casuali nemmeno le letture scelte per l'occasione: la Creazione e un brano del Vangelo secondo Matteo. “La prima lettura ci invita a riflettere sull'importanza di preservare il creato, la natura. Dio ci ha dato tutto ciò per beneficiarne e averne cura. Ma, come ha ricordato Papa Francesco, c'è la mano pesante dell'uomo sull'ambiente. E questo ci aiuta a comprendere la seconda lettura, in cui Gesù loda coloro che, amando gli altri, hanno amato se stessi. Non bisogna chiudersi nell'egoismo, non bisogna diventare complici del disastro”. Ancora, Padre Trifirò parla del dovere cristiano di tutelare la dignità dell'uomo, contro ogni forma di violenza e sfruttamento; e questa condizione si realizza nella solidarietà fraterna, nella giustizia sociale che “nel nostro paese manca totalmente”.

Ma chi sono i responsabili? “Anzitutto le autorità, vergognose nell'applicare ai poteri economici le sanzioni per le violazioni commesse. Poi vengono i politici: dal ministro dell'ambiente che qualche anno fa scaricò tutto sulla regione, al governo regionale che ci ha traditi, ai molti sindaci che ci hanno venduti, nessuno ha ottenuto un qualunque risultato; anzi, quando le leggi entravano in contrasto con gli interessi industriali, ecco che miracolosamente venivano riviste e corrette. Potrei citarvi decine di esempi, accumulati in 40 anni di carriera. E' cambiato qualcosa? No, anzi, va sempre peggio. Si sprecano soldi per fare studi senza partire con il necessario risanamento. Infine, ultimo ma non ultimo, il potere economico, il denaro che non guarda in faccia nessuno. Da anni la Chiesa ha preso posizione in difesa della dignità umana, contro la spersonalizzante idea dell'incremento del Pil a tutti i costi. Eppure a dominare resta l'idea dell'industria come necessaria, anche a discapito della salute di un intero territorio”.

E quando dipinge la situazione attuale, nelle parole del parroco si sente forte l'amarezza: “La ex Sacelit ha ucciso oltre 100 persone con l'amianto; ma, ancora oggi, dai capannoni si alzano folate di polvere, e nessuno sa dire esattamente cosa sia sepolto in quei terreni né come verranno bonificati. La centrale termoelettrica, visto il nuovo elettrodotto, diventerà inutile; ma hanno già pronta la soluzione: riconvertirla in un inceneritore. Noi lotteremo per evitare la realizzazione. Adesso iniziamo a mobilitarci.  La raffineria nasconde, dietro le sue iniziative culturali e i suoi concorsi, le pesanti responsabilità in termini di emissioni e danni ambientali – è di circa un anno fa la notizia del sequestro di due impianti di depurazione delle acque, mentre decine sono le segnalazioni sulle emissioni maleodoranti -. E poi c'è il nuovo elettrodotto, che secondo Terna porterà benefici economici e una linea elettrica di qualità in Sicilia: dobbiamo ringraziare i sindaci e i governanti per questa opera imprescindibile, passata sulle nostre teste invece che tra le montagne per tutelare le migrazioni – ma chi tutela la gente? -. Intanto, nella Valle, i tumori non si contano più: solo 8 giorni fa abbiamo accompagnato l'ultimo nostro fratello.”

Già, i tumori. “Compito del buon cristiano non è piangere i morti, ma combattere le cause di questa mortalità; non è tempo di arrendersi” è l'accorato appello che padre Trifirò rivolge ai fedeli, invitandoli a pregare: “Custodisci, Signore, la tua creazione”.

Al termine della Messa, alla quale hanno partecipato molti familiari delle vittime dell'inquinamento, un breve ricordo è dedicato a Domenico Maisano, milazzese morto 49 anni fa a bordo di una petroliera. A raccontare la sua storia è Matteo Di Flavia, presidente dell'Associazione "Stella Maris".

Il Presidente Peppe Maimone, con voce tremante ed emozionata, ha ringraziato "tutti gli angeli che ci guardano dal Cielo e che hanno abbandonato la vita terrena per colpa della mano dell'uomo che ha distrutto l'ambiente provocando malattie e morte solo per creare lucro". Poi, ha invitato tutti "a dedicare cinque minuti della nostra giornata a pregare il Signore, la Madonna e S. Francesco per tutti quei bambini, donne e uomini affette da patologie legate all'inquinamento" e a "pregare per la piccola Sofia una bimba di Milazzo di 5 anni affetta de leucemia ricoverata a Genova affinchè possa uscire definitivamente da questo tunnel e ritornare sana e salva a Milazzo".

Alla Santa Messa hanno partecipato anche le Amministrazioni di Milazzo, S. Pier Niceto, S. Lucia del Mela e Condrò con i rispettivi comandanti del Corpo di Polizia Municipale e le Associazioni del territorio. 


A.D.P.


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