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UNA GRANDE ITALIA DOMA E SUPERA I LEONI INGLESI

La Nazionale di Prandelli esordisce con un convincente 2-1 sull'Inghilterra. 


C'era molta perplessità attorno a questa Nazionale, da parte di tutti e bisogna confessarlo. La rinuncia al grande talento Giuseppe Rossi prima, l'infortunio di Mattia De Sciglio poi, finendo con lo stop last minut di Gigi Buffon (sostituito poi brillantemente da Salvatore Sirigu), il giocatore più rappresentativo della Nazionale, avevano fatto scattare diversi campanelli d'allarme. Dall'altra parte, invece, ci troviamo un Inghilterra spavalda e consapevole, sicura di poter far sua la partita, a detta del C.T. inglese Roy Hodgson e del capitano Steven Gerrard. 

A questo aggiungiamo che l'Italia era reduce da un anno orribile, contraddistinto da pareggi e sconfitte in amichevoli. Ma del resto, lo si sa - lo insegna la storia - nelle partite ufficiali, quando c'è in palio qualcosa, difficilmente gli azzurri sbagliano.


Prandelli sorprende. In panchina l'estro e la fantasia di Cassano e Insigne. Fuori anche Ciro Immobile, capocannoniere della Serie A. L'attacco è affidato al solo Mario Balotelli. La difesa è totalmente ridisegnata: a destra c'è Darmian, che sarà uno dei più positivi, mentre al centro la coppia formata da Paletta (lui soffrirà parecchio gli avversari) e Barzagli (sontuoso come il leggendario Cannavaro), infine a sinistra, a sorpresa Chiellini. A centrocampo la fantasia è al potere con la classe immensa di Pirlo, il vecchio (l'unico Campione del Mondo 2006 in campo, a parte Barzagli che però all'epoca era una riserva), e Verratti, il nuovo, in barba a coloro che giudicavano impossibile una loro coesistenza in campo. A dare equilibrio il solito Marchisio, in veste di tuttofare: è ovunque, attacca, difende, protegge, sembra di vederne quattro in campo. Ma la sorpresa è Candreva: inesauribile collante tra l'attacco e il centrocampo, spinge tantissimo, si sacrifica, ci mette il cuore e punge con le sue incredibili conclusioni dalla distanza. È la scommessa vinta da Prandelli. In porta c'è Sirigu, portiere ormai maturo ed esperto, capace di infondere serenità ai compagni. Si comincia.

Su una cosa Roy Hodgson aveva ragione: questa Inghilterra è una lontana parente di quella battuta dagli azzurri nell'Europeo 2012. La squadra è effettivamente cambiata, non solo negli interpreti, ma soprattutto nella mentalità. Gli inglesi sorprendono e si schierano con una batteria impressionante di attaccanti e mezze punte. In campo è presente il blocco Liverpool, con Sterling, ala veloce e immarcabile che manderà in tilt la difesa italiana, e Sturridge, attaccante forte, veloce, tecnico e spietato sotto porta. A loro si aggiunge la forza, la resistenza e il fiato di un generoso Welbeck, ma soprattutto l'estro, la classe e il sacrificio del più umile tra i campioni, Wayne Rooney, forse il giocatore più atteso. Ed è proprio questa la novità: la squadra non ruota più attorno a Rooney, ma ha un gioco corale, ben funzionante. Questi quattro giocatori si scambiano continuamente la posizione, si muovono incessantemente, non danno punti di riferimento e Paletta entra in confusione. L'Inghilterra sembra mettere in difficoltà gli azzurri. Ma è difficile sconfiggere questa Italia.

Così, in un momento non troppo entusiasmante per i nostri, ecco un fulmine a ciel sereno. Corner corto, velo geniale di Pirlo e palla verso Claudio Marchisio, che stoppa, controlla il pallone, prende la mira, carica il destro e scarica un gran tiro dalla distanza. Goal, 1-0 e gioia incontenibile. Ma la felicità dura poco. L'Italia sbaglia e sbaglia molto. Una nostra ingenuità consente a Sterling di imbastire un contropiede fulmineo e letale: mette in moto Rooney, al quale basta solo una giocata per fare la differenza, e la fa con un cross splendido sul quale si avventa il rapace Sturridge che insacca in rete. 1-1. Attoniti, frastornati. Due goal nel giro di due minuti. Sono bastati un errore nostro e tre giocatori inglesi per attraversare il campo e punirci. L'Italia adesso è arrabbiata. Il finale è nostro, ci crediamo. Mario Balotelli, defilato dentro l'area, prova a segnare con un pallonetto geniale, ma gli inglesi salveranno sulla linea. Candreva, tra i migliori in campo, colpirà un palo su una grande azione personale. Niente da fare. Si va negli spogliatoi col risultato in parità.

La ripresa si apre nel segno di Mario, che per l'occasione decide di trasformarsi nell'eroe che meglio conosciamo, Super-Mario


Candreva è impossibile da fermare, è un treno lanciato sulla fascia e gli inglesi non osano opporsi, mentre Super Mario prende il tempo a Cahill e insacca di testa. 2-1. Manaus esplode. La gioia è incontenibile.

Gli inglesi attaccheranno, ma l'Italia respingerà alla grande qualsiasi attacco. La condizione fisica dei nostri è buona. Incredibilmente, gli inglesi si stancheranno prima: i leoni sono stati domati. Eroica la resistenza di Capitan Gerrard: è esausto, acciaccato, zoppicante, ma continua a giocare e infondere coraggio ai suoi. Ma l'Inghilterra non ha più cambi e i suoi giocatori hanno i crampi, mentre altri sono a mezzo servizio. La partita è praticamente conclusa.

L'ultimo brivido lo regala Pirlo. Una punizione magistrale delle sue, dotata di un effetto a tratti psichedelico (la palla dapprima si alza moltissimo, poi incredibilmente si sposta a destra e riscende vertiginosamente a gran velocità) è frenata soltanto dalla traversa. Glaciale l'espressione del regista azzurro. Ma la partita ormai non ha più nulla da dire. Triplice fischio e prima grande vittoria.

Nel finale, un esausto Marchisio, sottolineando il coraggio italiano, dichiarerà: "L’importante era partire bene con una vittoria, specialmente in una giornata in cui giocare a calcio era difficile: in certi momenti pareva di avere le allucinazioni dal caldo. Ma questa squadra ha carattere e nel finale ha resistito".

Gli fa eco Pirlo: "Un Italia coraggiosa che voleva giocare bene e imporre il suo gioco nonostante il caldo tremendo: dobbiamo sapere che siamo una squadra forte, nonostante le tante difficoltà. La traversa? Peccato, ma l’importante era vincere. Con Verratti mi sono trovato benissimo, giusto proseguire su questa linea".

Raggiante Cesare Prandelli: "Questa è una vittoria epica che ricorderemo per tutta la vita".



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