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mercoledì 11 giugno 2014

SI A RESPONSABILITA' CIVILE MAGISTRATI


Governo e maggioranza battuti alla Camera, in un voto a scrutinio segreto, su un emendamento della Lega che riscrive l’articolo 26 sulla responsabilità civile dei magistrati nell’ambito della discussione del ddl su ‘Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea’.

Il governo è stato battuto per 7 voti nello scrutinio segreto: 187 a 180. “Ci sarà il Senato per modificare il testo”, ha detto in aula Ettore Rosato del Pd. Ma Forza Italia difende il colpo a sorpresa. “Il voto segreto è protetto dalla Costituzione. E’ stata una votazione legittima”, ribatte Francesco Paolo Sisto di Fi.

Esultano i 5 Stelle: “La nostra decisione di astenerci ha tirato fuori tutta l’ipocrisia del Pd”, dice il grillino Andrea Colletti in aula alla Camera. L’emendamento della Lega, passato nonostante il parere contrario di maggioranza e governo, prevede sanzioni più dure per i magistrati che commettono errori.

Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, accusa: “Si è trattato di un vero e proprio colpo di mano del centrodestra con la complicità del M5S”.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si tratta di “un pasticcio che non aiuta ad affrontare il tema e che va subito corretto”. Una norma che “investe un’importante legge euroepa che rischia cosi’ di trovare un impaccio in vista del semestre di presidenza italiana all’Ue”, aggiunge il ministro che ricorda tra l’altro come quella della responsabilità civile del magistrato sia una questione che “il Parlamento sta già affrontando con provvedimenti autonomi”. Tra l’altro, la norma approvata, “ad una prima lettura -osserva Orlando- sembra presentare elementi di incostituzionalità. Per accelerare un processo, si è rischiato di rendere più complicato un confronto che invece si sta sviluppando in modo sereno nelle commissioni parlamentari”.

Insorgono Csm e Anm. Con l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati “è in gioco non un privilegio ma l’indipendenza di giudizio del magistrato, valore che deve stare a cuore non solo all’intera magistratura ma a tutti i cittadini”, sottolinea il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti.

“Con tutto il rispetto per il Parlamento, di cui pure ho fatto parte - afferma - mi permetto di non essere d’accordo sull’emendamento Pini come il Csm ha ribadito più volte, esporre il singolo magistrato a un’azione diretta di responsabilità metterebbe a repentaglio il suo libero convincimento, e produrrebbe un numero indefinito di processi sui processi”.

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, lancia l’allarme: “E’ un fatto molto grave’’ soprattutto perché ‘’accade in un momento in cui la magistratura è fortemente impegnata di nuovo nel contrasto alla corruzione. E proprio ora si vorrebbe introdurre una norma che costituirebbe un forte indebolimento della giurisdizione’’.

Per Sabelli è “contraddittorio che da un lato si dica a parole di volere rafforzare la lotta alla corruzione, si vuole rafforzare il potere del commissario anticorruzione, dall’altro la Camera approva una norma che di fatto indebolisce l’azione giudiziaria’’. La norma, sottolinea Sabelli, è "uno strumento che mette nelle mani di una parte la possibilità di liberarsi di un magistrato ‘scomodo’ sia esso un pubblico ministero o un giudice’".

Con l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, ‘’si vorrebbe introdurre l’azione civile diretta, non soltanto - sottolinea - una cosa che non ha eguali in nessun altro Paese occidentale, ma che ha anche evidenti profili di incostituzionalità perché è un vero e proprio attacco al principio di indipendenza della magistratura’’.


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