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venerdì 13 giugno 2014

"SENTINELLE IN PIEDI" A MESSINA CONTRO IL DDL SCALFAROTTO


Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 18:00 avrà luogo a Messina una veglia organizzata da le “Sentinelle in Piedi”. Uomini e donne, di ogni età, cultura e religione, si riuniranno a Piazza Cairoli in difesa della famiglia tradizionale composta da due persone di sesso diverso. 

"Staremo a due metri di distanza, leggendo un libro. - scrivono le Sentinelle in Piedi - Non rispondiamo alle domande per le quali è a disposizione il portavoce e non reagiamo ad eventuali provocazioni. Per eventuali informazioni è possibile rivolgersi ai ragazzi del servizio d'ordine presenti in piazza. Ognuno partecipa alla veglia in qualità di singolo cittadino per difendere la libertà di espressione e di pensiero e a favore della famiglia naturale nata dall'unione tra uomo e donna".

Ma lo scopo primario di questa veglia "è la contestazione del ddl Scalfarotto, in discussione al Senato, che col pretesto del contrasto all’omofobia lede gravemente la libertà di pensiero e di espressione.  - spiegano le Sentinelle in Piedi che aggiungono - "non si tratta di una norma che colpisce le discriminazioni contro le persone omosessuali, norme peraltro già adeguatamente presenti nell’ordinamento italiano, ma di una vera e propria lesione della libertà di pensiero e di espressione. Il ddl Scalfarotto prevede, infatti, di sanzionare con il carcere tutti coloro che affermerebbero, una volta varata la legge, semplicemente che il modello familiare è quello tra un uomo e una donna. Se da un lato bisogna combattere contro le discriminazioni di ogni persona, di qualsiasi orientamento sessuale essa sia, dall’altro bisogna affermare chiaramente che non può essere negata la libertà a tutti coloro che si vogliono opporre all’agenda legislativa e al piano educativo messo in campo dall’ideologia gender".

“Sentinelle in Piedi” è una resistenza spontanea di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera, attirando l’attenzione sulle lesioni alla dignità dell’uomo e all’assetto della civiltà. “Sentinelle in piedi” non è un movimento, né una associazione, ma un metodo che vuole mettere in campo una rete apartitica e aconfessionale. La manifestazione dura un’ora in cui i partecipanti si metteranno ritti, silenti e fermi ed in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro in segno della formazione permanente di cui tutti hanno costantemente bisogno, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore. È, dunque, una puntuale e seria difesa della libertà di coscienza. 

Infine, gli organizzatori puntualizzano: "Non scendiamo in piazza per odio verso qualcuno, al contrario, lo facciamo per amore verso tutti e per amore della libertà e della verità. Siamo contro la violenza, non solo quellfisica e verbale, ma contro la violenza di chi vuole metterci contro qualcun altro, e contro la violenza di chi considera le persone con attrazioni omosessuali come una categoria da strumentalizzare, contro la violenza di chi vuole imporre un pensiero unico fingendo di tutelare il bene di chi sente attrazioni omosessuali. Non è l’inclinazione o l’orientamento sessuale a fare un cittadino, ma l’integrità della persona. Noi siamo certi che qualunque persona veramente libera oggi non possa che scendere in piazza con noi a vegliare".

Il Forum delle Associazioni Familiari di Messina, partecipa e sostiene l'iniziativa delle Sentinelle in Piedi. La famiglia, come dice Papa Francesco, “è disprezzata e maltrattata”, quindi è dovere di tutti quelli che hanno a cuore il bene comune difendere l'istituto familiare. La società senza la famiglia muore. Infatti, la nostra Costituzione la protegge con l'articolo 29. Anche le statistiche ci dicono che dove la famiglia é stabile ed ha riconosciuti i suoi diritti, il numero dei figli aumenta. Oggi, si fa sempre più chiara la connessione tra calo demografico e crisi economica. Quindi con piacere scendiamo in piazza con le Sentinelle in Piedi, per difendere la famiglia naturale e la libertà di dire che famiglia é solo quella tra papà maschio e mamma femmina e "lo facciamo per amore verso tutti e per amore della libertà e della verità. Siamo contro la violenza, non solo quella fisica e verbale, ma contro la violenza di chi vuole metterci contro qualcun altro, e contro la violenza di chi considera le persone con attrazioni omosessuali come una categoria da strumentalizzare, contro la violenza di chi vuole imporre un pensiero unico fingendo di tutelare il bene di chi sente attrazioni omosessuali. Non è l’inclinazione o l’orientamento sessuale a fare un cittadino, ma l’integrità della persona. Noi siamo certi che qualunque persona veramente libera oggi non possa che scendere in piazza con noi a vegliare", conclude Umberto Bringheli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari.


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