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giovedì 19 giugno 2014

CLAMOROSA ELIMINAZIONE DEI CAMPIONI DEL MONDO


Spagna-Cile 0-2 questo il responso del campo, con la vittoria dei sudamericani grazie alle reti di Vargas e Aranguiz. Non arriva dunque quel riscatto che auspicavano gli spagnoli, anzi, si assiste all'ennesima sconfitta delle Furie Rosse che salutano il Mondiale con largo anticipo. I media spagnoli parleranno di "prestazione vergognosa". 

La Spagna, assieme a Brasile, Germania e Argentina era tra le favorite per la vittoria finale. Ma soprattutto, era reduce da un trittico di vittorie maestoso e invidiabile: Europeo 2008, Mondiale 2010, Europeo 2010. Una Spagna piglia-tutto che sembrava impossibile da fermare. Una generazione di fenomeni, da Xavi a Iniesta, fino a Casillas che sembravano imbattibili. Sembravano, appunto. 

Il Cile mette a nudo le vergogne e i problemi di una Nazionale allo sbando che aveva già dovuto subire una dura lezione dall'Olanda. Ma questa Spagna è incapace di rialzarsi e di reagire. E allora il glorioso ciclo del Tiki Taka sembra volgere al termine. È la conclusione naturale. 

Fuori Xavi. Del Bosque rivoluziona la squadra lasciando fuori il geniale regista del Barcellona, massimo interprete dell'arte del passaggio. Pagherà anche questa scelta. Fuori anche Piquè, disastroso nella prima partita. In campo una formazione più aggressiva, con Pedro titolare a far da spalla al tanto discusso Diego Costa, non al meglio. 

Ma il Cile è un'altra cosa. Vidal è un guerriero, carica i compagni, ruba e serve palloni; Sanchez è quello delle giornate migliori con l'Udinese, veloce, letale e implacabile; Edu Vargas, giocatore tesserato dal Napoli, mette a segno e ammutolisce gli spagnoli. 0-1. Cala il gelo, tutti sono increduli.
Il raddoppio fa ancora più male. Sanchez calcia una punizione, Casillas pasticcia e respinge male, mentre Aranguiz è lesto a spedire il pallone in rete. 0-2. Fine di un primo tempo terribile.


Nel secondo tempo la Spagna ci prova, ma le forze, fisiche e mentali si esauriscono presto, così come contro l'Olanda. Gli spagnoli sono cotti e battuti. Nello stesso anno in cui il grande Barcellona non è riuscito a vincere nulla, anche la super Nazionale Spagnola è rimasta a bocca asciutta, eliminata nel peggiore dei modi. 

Gli spagnoli tornano a casa e questo Mondiale sancisce già il primo pesante verdetto: è finita l'era di una delle più forti Nazionali della storia del calcio. È finita l'era di Xavi e Iniesta. L'ultima partita del Gruppo B, tra Olanda e Cile (entrambe qualificate) servirà solo a decidere chi sarà la prima del girone.

Per Xavi, leggendario campione, considerata l'età, probabilmente si è trattato dell'ultimo Mondiale. Il regista ha anche deciso di abbandonare il Barcellona per chiudere la sua incredibile carriera negli Emirati Arabi. Simbolo di un calcio che se ne va.



©Bob



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