TOMMASO CANNIZZARO - LA RISCOPERTA DEL NOSTRO DIALETTO - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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TOMMASO CANNIZZARO - LA RISCOPERTA DEL NOSTRO DIALETTO

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Giovedì 22 maggio alle ore 10:00, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, si terrà la conversazione "Tommaso Cannizzaro - La riscoperta del nostro dialetto" per la terza edizione della rassegna "I grandi del passato per i messinesi del futuro".

Per il terzo anno consecutivo il Rotaract Club Stretto di Messina propone questo ormai consueto concorso, che si concentra sulla figura di un grande messinese del passato che possa essere conosciuto e preso da esempio per le nuove generazioni. L'illustre personaggio protagonista di questa edizione è Tommaso Cannizzaro (Messina 1838 - 1921), poeta, critico letterario, conoscitore delle lingue straniere e profondo studioso e traduttore del dialetto messinese.

Il concorso sarà rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado messinesi, chiamate a comporre dei testi poetici in dialetto messinese. Sarà relatrice la professoressa Lucrezia Lorenzini, associata di Letteratura e Filologia siciliana presso l'Università di Messina, Facoltà di Lettere e Filosofia. A seguito della magistrale relazione della professoressa, saranno premiati i vincitori del concorso letterario.

Il primo lavoro letterario di Tommaso Cannizzaro fu un opuscolo in versi francesi "La Voir", pubblicato a Messina nel 1862. Nei suoi molteplici viaggi in Europa conobbe importanti letterati, fra cui il grande scrittore francese Victor Hugo, della cui figlia, Adèle, si innamorò non ricambiato. La chiese in moglie nello stesso anno due volte, a distanza di quasi un mese ma ottenne sempre dalla donna un rifiuto. Storico di alto valore, il nome di Tommaso Cannizzaro si trova tra i soci dell'Accademia di Francia, della Philosophical Society di Filadelfia, dell'Accademia di Coimbra, di quella di S. Luca di Roma, e di altre. Vasta la sua produzione letteraria, tra le sue opere principali si ricordano soprattutto "Ore segrete" scritte a Messina, "Il lamento di Lisabetta da Messina e la leggenda del vaso di basilico". Inoltre tradusse in siciliano la Divina Commedia di Dante Alighieri, che pubblicò nel 1904.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Era di nostra vita a mità juntu
quannu 'nton scuru boscu mi trovai
pirdennu la via dritta, ntra ddhu puntu.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura! 
Quantu era bruttu a dirlu, è duru assai
st'aspiru boscu, sarvaggiu e spagnusu,
e tremu a pinzarlu comu ddha trimai. 



Antonella Di Pietro



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