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martedì 6 maggio 2014

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "A'NDRANGHETA - EVOLUZIONE E FORME DI CONTRASTO"

Venerdì 9 maggio, con inizio alle ore 17, nella Sala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, sede del Consiglio Regionale della Calabria, sarà presentato il libro “A’Ndrangheta - Evoluzione e Forme di Contrasto” (Falzea Editore), ultimo lavoro dei Sottufficiali dei Carabinieri, Cosimo Sframeli e Francesca Parisi. 



Alla presentazione interverranno: il dottor Giuseppe Carbone, già Procuratore Capo di Locri e, nella seconda metà degli anni ’70, alla guida di un pool di magistrati che, primo caso in Italia, instaurano un maxi processo alla criminalità organizzata; il dottor Carlo Macrì, attuale Procuratore Capo presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, già sostituto Procuratore generale di Catanzaro; il dottor Ezio Arcadi, sostituto Procuratore generale di Reggio Calabria, già sostituto Procuratore di Messina, Palmi, Locri, componente della Dda di Messina e, prima di entrare in magistratura, Commissario di polizia a Roma e Messina. 

Il dibattito sarà moderato dal Prof. Alessandro Manganaro, presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni. Col sottofondo musicale del pianista Pino Puntorieri, il Prof. Martino Parisi coordinatore dell'Accademia Pentakàris, declamerà tre brani tratti dal libro “A’Ndrangheta”: "I sogni di Marco"; "I bambini" e "L'amarezza di un giudice". 

Partendo dalla natura del fenomeno deviante, il libro, già presente in libreria, racconta la storia del contrasto alla ‘ndrangheta, condotta da magistrati e forze di polizia e attuato spesso in silenzio, con scarsi mezzi e risorse carenti, a rischio della vita, disegnando, al contempo, un percorso di testimonianze dirette di coloro che si sono opposti alla triste ideologia mafiosa, che hanno vissuto la terribile piaga dei sequestri di persona, siano essi magistrati o gente comune, a volte pagandone le conseguenze, altre ottenendo piccole ma significative vittorie. “La visione della ‘ndrangheta presa in considerazione non è quella sociologica, antropologica o storica – spiega Manganaro – è, invece, quella che scaturisce dal lavoro dei magistrati e delle forze di polizia; quella che si delinea analizzando rapporti giudi­ziari, processi penali e relative sentenze”

Cosimo Sframeli, laureato presso l’Università di Siena, è Luogotenente dei Carabinieri attualmente comandante della Stazione Reggio Principale. Negli anni ’80 ha fatto parte del pool composto da magistrati e investigatori dell’Arma attivo nella Locride. Già comandante delle Stazioni di Bovalino, San Lorenzo, Bova Marina, è stato insignito della Medaglia d’Oro Mauriziana, decorato della Medaglia d’Oro al merito di lungo comando ed è Cavaliere e Ufficiale al merito della Repubblica. 

Francesca Parisi, laureata presso l’Università di Bologna, è Maresciallo dei Carabinieri. Specializzata in sociologia, criminologia e psicologia criminale ha, tra l’altro, prestato servizio presso il Comando provinciale di Reggio Calabria e attualmente è impegnata in attività di ricerca presso il Museo storico dell’Arma dei Carabinieri di Roma. 

Sframeli e Parisi sono i coautori di “Un carabiniere nella lotta alla ‘ndrangheta”, per il quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha elargito la Medaglia di rappresentanza. Nel 2012, il libro è stato vincitore di una sezione del Premio letterario nazionale Corrado Alvaro. 

Ogni fenomeno deviante è stato sempre contrastato da forze di segno inverso. Non vi è prevaricazione che non abbia originato una reazione da parte di chi non sopporta i soprusi, ma quando essa è attuata da quello che potremmo definire il male organizzato, se manca il supporto dello Stato, ben poco può fare il singolo cittadino. Così è stato per la ‘ndrangheta.
La lotta vera, quella, per intenderci, dello Stato, non è stata mai costante: a volte energica, altre fiacca e, in taluni momenti, dormiente, spesso basata su una erronea comprensione del fenomeno.
La visione della ‘ndrangheta qui esaminata non è quella sociologica, antropologica, storica, ma quella che scaturisce dal lavoro dei magistrati, delle forze di polizia; quella che si delinea analizzando rapporti giudiziari, processi penali e relative sentenze. Questi documenti raccontano la storia del contrasto alla ‘ndrangheta, il contrasto vero, intendiamo, soprattutto quello che è stato attuato, quando ciò è avvenuto, in silenzio, con scarsi mezzi e risorse carenti, a rischio della vita.
Non mancano testimonianze dirette di coloro che si sono opposti alla triste ideologia mafiosa, che hanno vissuto la terribile piaga dei sequestri di persona, siano essi magistrati o gente comune, a volte pagandone le conseguenze, oltre ottenendo piccole ma significative vittorie.
Non si è resistito alla tentazione di offrirvi un viaggio breve ma suggestivo nel mondo della simbologia e del linguaggio della ‘ndrangheta, convinti che per contrastarla efficacemente bisogna innanzitutto comprenderne le profonde e robuste radici culturali.
Cosimo Sframeli e Francesca Parisi



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