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giovedì 8 maggio 2014

PD, M5S E SEL DICONO SI ALL'ARRESTO DELL'ON. GENOVESE


Sì all'arresto di Francantonio Genovese. Nella giunta per le Autorizzazioni della Camera il Pd decide che non ci sono le condizioni per negare al Gip di Messina il permesso di mandare in carcere il deputato democratico. Non bastano i no del centrodestra: Pd, M5S e Sel con schiacciante maggioranza si esprimono a favore della misura cautelare. La settimana prossima ci sarà probabilmente il voto segreto in Aula per confermare o respingere il voto della giunta. 

Per la prima volta un deputato Pd rischia di essere mandato in carcere. A rendere incandescente il clima c'è la campagna elettorale. Il Pd accusa il M5S di strumentalizzare la vicenda. E si sfiora la rissa nella capigruppo della Camera. Con "sofferenza" e "dispiacere personale", dopo "almeno una ventina di riunioni" e dopo aver esaminato i 16 faldoni arrivati da Messina, ieri i deputati Pd che fanno parte della giunta per le Autorizzazioni della Camera hanno preso la decisione: il loro voto sarebbe stato favorevole all'arresto del loro compagno di partito. La riflessione ha coinvolto anche i vertici del partito: secondo quanto si apprende, i deputati ne hanno parlato anche con il vicesegretario Lorenzo Guerini. Ma la decisione finale è maturata tra i membri della giunta sulla base della lettura delle carte. Dalle quali, secondo i deputati democratici, non emerge alcun "fumus persecutionis" nella richiesta del gip di arrestare Genovese, uomo forte del Pd siciliano. L'inchiesta in cui è coinvolto riguarda i finanziamenti alla formazione professionale: l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, peculato e truffa.

Nella giunta presieduta da Ignazio La Russa, il relatore Antonio Leone, deputato di Ncd, aveva ravvisato l'intento persecutorio da parte dei magistrati e aveva chiesto di negare l'autorizzazione all'arresto. Ma il Pd fa asse con M5S e Sel e boccia la relazione di Leone, sostenuta solo da 5 deputati (FI, Lega, Ncd, Sc, Pi). Un nuovo relatore, il Pd Franco Vazio, è incaricato di scrivere una nuova relazione pro-arresto per l'Aula. L'ex responsabile Giustizia Pd Danilo Leva non partecipato al voto in giunta : per precedenti impegni, spiegano dal gruppo, ma qualche collega racconta che non era del tutto d'accordo con la linea per il carcere. Qualche malumore in effetti c'è in casa dem. "Il gruppo non può dirmi come votare: deciderò leggendo le carte", dice un deputato della minoranza interna che, dietro anonimato, non esclude voti in dissenso quando sarà chiamata a pronunciarsi l'assemblea di Montecitorio.

Ma il timore più grande, raccontano, è quello dei condizionamenti della campagna elettorale e di "tranelli" del M5S. "Non consentiremo giochi - dice Walter Verini - non vorrei che dietro le insistenze del M5S a votare subito ci fossero tentazioni di manovre torbide nel segreto dell'urna". Il M5S insiste che si voti in Aula prima del 19 maggio (trenta giorni dalla richiesta di arresto). Ma Marco Di Lello (Psi) in giunta auspica che si rinvii a dopo. E più tardi nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio che deve fissare il calendario va in scena un duro scontro. Il grillino Riccardo Nuti accusa gli altri partiti di "fare melina". I rappresentanti del centrodestra invitano il M5S a essere "umano", Ettore Rosato (Pd), accusa i grillini di "becera strumentalizzazione elettorale".

Secondo quanto scritto su ANSA, la data del voto sarà decisa in una riunione dei capigruppo convocata per lunedì ma, secondo le indicazioni della presidente Laura Boldrini, dovrebbe avvenire tra martedì e mercoledì. Ancora pochi giorni e Genovese conoscerà la sua sorte. 



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