GIORNATA DELLA LEGALITA' 2014 "INSIEME PER NON DIMENTICARE"


In occasione del 22esimo anniversario della commemorazione per la strage di Capaci dove persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, venerdì 23 maggio, dalle ore 16:00, andrà in onda su Rai Storia "Insieme per non dimenticare". 

Nella "Giornata della legalità" del 23 maggio, documentari su mafie e carceri, sull’impegno della stampa e sulle figure che hanno combattuto la criminalità. Tutti i temi al centro del dibattito pubblico troveranno approfondimento specifico attraverso grandi serie e documentari d’autore, che raccontano iniziative, storie, uomini che hanno come comune denominatore la lotta per la legalità. In un periodo in cui le mafie si nascondono all’occhio della società, scegliendo strade sommerse ed evitando stragi e spargimenti di sangue, l’attenzione ai fenomeni criminali deve essere ancora più grande, proprio per non abbassare la guardia e non dimenticare storie e personaggi che ci hanno permesso di conoscere il fenomeno mafioso. 

Il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti introduce ogni storia e la racchiude idealmente in un unico grande racconto della capacità di reagire del nostro paese ai fenomeni criminali e dell’impegno che istituzioni e cittadini ci mettono ogni giorno. "C'è un prima e un dopo Falcone e Borsellino - spiega il Procuratore Roberti - ed è dal loro lavoro che sono partite le linee guida per la moderna concezione della Procura Nazionale Antimafia". 

Ore 16:00 - Non Tacerò, la storia di Don Peppe Diana
Il 19 marzo 1994 viene ucciso Don Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe. Negli anni la sua figura è diventata un’icona non soltanto per la chiesa ma per tutto il territorio casertano, per molto tempo regno incontrastato del clan dei Casalesi. La storia di Don Diana, come quella di Don Puglisi a Palermo, è la chiave per raccontare la camorra casalese, l’evoluzione e la sconfitta culminata nel processo Spartacus nel 2004. Ma anche per scoprire storie più nascoste su di lui e su chi lo ha conosciuto. Il documentario racconterà la vicenda umana del sacerdote e il contesto in cui ha operato. Un’attrice leggerà il testo di “Per amore del mio popolo non tacerò”, la lettera pubblica che Don Diana scrisse con i parroci della zona contro la camorra, nel 1991, e che è diventata il suo testamento spirituale e il manifesto del suo impegno per la legalità. Un ricordo del prete anticamorra sarà affidato anche allo scrittore Roberto Saviano, da sempre impegnato a celebrare la sua figura e a promuovere il suo messaggio. L’eredità del sacerdote è nel lavoro di Libera, che nelle terre confiscate ai clan nel casertano, opera tutt’oggi con cooperative agricole che promuovono i prodotti tipici del luogo nel nome di Don Diana. A ricostruire la vicenda, saranno i familiari e gli amici del sacerdote, giornalisti ed esperti di camorra, oltre ai giudici Franco Roberti, Francesco Curcio e Raffaele Cantone.

Ore 17:00 - Delinquenti
Il film documentario lungometraggio “Delinquenti”, con la peculiare tecnica della ‘telecamera invisibile‘, ha fissato in maniera autentica la visione intima di singoli detenuti immersi nei riti e tabù del microcosmo carcerario più famoso d’Italia, la Casa Circondariale Ucciardone, riportando un documento importante sull’idea stessa della pena e del reinserimento sociale. Regia di Tamara von Steiner.

Ore 18:30 - L’Ora – Storia di un giornale antimafia
La storia del giornale L'Ora è intrecciata con quella della città di Palermo e con la carriera di tantissimi giornalisti diventati famosi. Nato all'epoca dei Florio, nel 1900, il giornale vive il suo periodo d'oro negli anni della direzione di Vittorio Nisticò, dal 1954 al 1975. E' in quest'epoca che nasce il giornalismo antimafia, che tre generazioni di cronisti si formano nella redazione di Piazzetta Napoli. Il racconto delle battaglie del giornale si intreccia così con i casi di cronaca più significativi e con i drammi che hanno portato alla morte di tre cronisti de L'Ora, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato. Un percorso che attraversa la storia della Sicilia, dalla prima inchiesta antimafia nel 1958 fino al terremoto del Belice, dal governo regionale di Silvio Milazzo alla guerra di mafia degli anni ‘80, impreziosito dalla collaborazione di intellettuali come Leonardo Sciascia. Fino alla chiusura del giornale, nel 1992, a pochi giorni dalla strage di Capaci. Andrea Camilleri ricorda i suoi primi passi da scrittore, parlando per la prima volta in televisione dei racconti che inviò nel 1949 al quotidiano e che L’Ora pubblicò. Testimoni del racconto sono ex giornalisti come Marcello Sorgi, Etrio Fidora, Franco Nicastro, Vincenzo Vasile, dirigenti politici come Emanuele Macaluso. A leggere gli articoli dei grandi giornalisti, saranno quattro giovani studenti siciliani impegnati nelle associazioni antimafia che si battono per la legalità. La voce narrante è affidata all’attore palermitano Claudio Gioè.

Ore 19:30 – Dossier camorra 
Il lavoro di reporter di Giuseppe Marrazzo ha formato generazioni di giornalisti. Per oltre 15 anni, il giornalista campano è andato in giro per il Sud Italia a raccontare come mafia, ‘ndrangheta e camorra hanno condizionato la vita di piccole e grandi città.  L’idea è mettere a confronto, attraverso i “dossier” televisivi di Marrazzo, le varie facce della criminalità italiana: l’economia, la politica, gli omicidi, la società. In questo speciale, con il contributo del professor Isaia Sales, storico e criminologo, si mettono a confronto due documentari di Marrazzo sulla camorra, il primo del 1974 e il secondo del 1981. La prima inchiesta riguarda in particolare il confronto tra il sistema criminale napoletano e quello siciliano, quindi le differenze tra Camorra e Mafia. Partendo dal caso di omicidio per vendetta di Pasqualino Simonetti, si prova a tracciare il profilo della situazione criminale nel territorio del napoletano e dei rapporti tra attività criminose e attività economiche. Il secondo reportage riporta Marrazzo in terra di camorra, alla ricerca di notizie sul boss della camorra, Raffaele Cutolo. Successivamente Marrazzo intervista uno dei boss emergenti della camorra, Salvatore Serra e Rosetta Cutolo, sorella di Raffaele Cutolo, che nega categoricamente il coinvolgimento del fratello negli affari mafiosi campani e non solo. 

Ore 20:30 – Il tempo e la storia. Falcone
Oggi Il Tempo e la Storia si occupa del giudice Giovanni Falcone, ucciso 22 anni fa nella strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta. Per ricordare le battaglie del magistrato, Massimo Bernardini incontra lo storico Salvatore Lupo, uno dei maggiori studiosi italiani di mafia, autore – insieme a Giovanni Fiandaca – del saggio “La mafia non ha vinto”. La puntata ruota intorno alla città di Palermo: dal 1979, anno dell’arrivo di Falcone all’Ufficio istruzione del Tribunale, al 23 maggio 1992, quando cento chili di esplosivo pongono fine alla sua esistenza e alla sua guerra contro Cosa Nostra. Grazie all’intervento del professor Lupo e alle numerose interviste a numerosi esponenti del pool antimafia degli anni 80, il Tempo e la Storia ricorda Giovanni Falcone e le sue tante battaglie contro la criminalità organizzata, a cominciare dal capolavoro che condivise con il collega Borsellino: il maxiprocesso.

Ore 21:15 - "Un fatto umano": le parole di Giovanni Falcone
Lo "speciale Falcone" di venerdi 23 maggio è un ritratto del magistrato ucciso con la moglie e gli uomini della scorta nella strage di Capaci. A raccontare Falcone è il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, che ricorda gli anni in cui hanno lavorato congiuntamente, per alcune inchieste sui rapporti tra mafia e camorra. Le parole del giudice, nelle interviste rilasciate ai giornalisti Rai e i suoi interventi nei più importanti programmi televisivi di approfondimento dell'epoca, fanno da sfondo e da snodo al racconto del Procuratore Nazionale Antimafia, che spiega l'importanza del metodo investigativo di Falcone, le novità che ha apportato il suo modo di lavorare e l'eredità del magistrato. 

Ore 22:15 – Vite contro la mafia 
Il lavoro di reporter di Giuseppe Marrazzo ha indicato la strada disvelando segreti e retroscena della vita criminale italiana. In questa puntata, con il contributo del giornalista Attilio Bolzoni, gli stralci di tre documentari di Giuseppe Marrazzo che ripercorrono le figure di Boris Giuliano, Cesare Terranova e Piersanti Mattarella: un poliziotto, un magistrato e un politico uccisi in meno di otto mesi a Palermo. 


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