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CONTINUA IL FLUSSO DI MIGRANTI NEI PORTI DELLA SICILIA


Non si arresta il flusso di migranti giunti nelle coste siciliane. Sono 1528 i profughi soccorsi nel Canale di Sicilia, a bordo della navi della Marina Militare, portati oggi al Molo Pontone del porto di Palermo e ad Augusta (Siracusa). A Palermo sono giunte con la nave della Marina militare Libra, 358 persone: tra di loro 43 donne, una delle quali incinta, e 24 minori di varie nazionalità: Mali, Ghana, Belize, Niger, Sudan ed anche Siria e Palestina. Sono saliti a bordo della nave i medici dell'azienda sanitaria e del 118. Il comandante della nave non avrebbe segnalato emergenze. La donna in stato di gravidanza verrà immediatamente trasferita a bordo di un'ambulanza nel reparto di Ostetricia dell'Ospedale Ingrassia di Palermo. Gli immigrati saranno trasferiti nei centri di Partinico, Isnello, Piana degli Albanesi e Monreale.

Una destinazione inusuale, quella del capoluogo siciliano, decisa a causa delle difficoltà di accoglienza, registrate soprattutto a Pozzallo, da tempo al collasso poiché, insieme ad Augusta, è la meta principale degli approdi. Negli ultimi due giorni sono stati registrati centinaia di sbarchi di migranti disperati sulle coste della Sicilia.

Ad Augusta sono arrivati 1170 migranti con la nave della Marina Militare San Giorgio soccorsi nel Canale di Sicilia nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”.

Ieri mattina sono scesi al porto di Trapani i 424 immigrati soccorsi al largo di Lampedusa dalla Marina Militare. A bordo 135 donne (5 delle quali incinte), 83 minori (compresi 27 bambini e una decina di neonati), provenienti da diversi Paesi: Eritrea, Etiopia, Nigeria, Mali, Tunisia e Siria. Tutti ospitati nei centri di accoglienza dislocati in provincia. Il giorno prima invece, a Pozzallo sono stati trasferiti i 328 migranti, tra cui 81 donne e 14 bambini, salvati da due motovedette classe 300 della guardia costiera a 75 miglia a Sud di Lampedusa. 

Al porto di Messina sono arrivati ieri sera 266 profughi, di cui 69 donne (6 incinte) e 45 bambini, a bordo di un mercantile italiano, il Robur. I profughi, provenienti da Medio Oriente e Nord Africa, sono stati accolti dall’Ipab di Santa Lucia del Mela, (10 mamme con i loro figli) altre 40 in una struttura religiosa di Mongiuffi Melia, 9 a Collereale, 1 a Giampilieri e 4 in un centro dell’AiBi. Le sei donne incinte sono state ricoverate al Policlinico Universitario di Messina.

Gli altri saranno ospitati al Pala Nebiolo la cui chiusura è stata richiesta più volte dal Circolo Arci Thomas Sankara che, in una nota, giudica "illegale il campo di smistamento" allestito nella struttura. "L’installazione di quella tendopoli  - si legge nella nota - trova fondamento all’interno di un principio noto come “stato di eccezione”, che consiste nella sospensione della norma da parte dell’autorità sovrana per motivi supremi, reali o immaginari, legati alla difesa del corpo sociale. Lo stato d’eccezione è legato all’esperienza dei grandi autoritarismi, dal colonialismo al nazismo, che, non a caso, hanno fatto grande uso dei campi per uno smantellamento sistematico dello stato di diritto e non solo per lo sterminio di segmenti della popolazione. La costruzione della tendopoli è, pertanto, un “atto eccezionale”, che si protrae da circa sette mesi, in un quadro che in sé non sembrerebbe oggettivamente avere nulla a che fare con l’assedio e la difesa; a meno che, naturalmente, non si stabilisca che i richiedenti asilo siano nemici e che la nazione sia sotto assedio. Il Circolo Arci Thomas Sankara chiede la chiusura immediata del Pala Nebiolo e il ripristino della legalità, violata ormai da sette mesi".






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