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PRESENTAZIONE "JEAN-PIERRE E LUC DARDENNE" AL FELTRINELLI POINT MESSINA


“Oltre che dalla coincidenza di punti di vista, maturati da un confronto costante degli autori tra loro, la forma omogenea del volume dipende in questo caso, anche e soprattutto, dall’estrema coerenza interna di un 'mondo' e un modo di fare cinema, quello dei Dardenne, che si contraddistingue per un rigore che, chiunque ne scriva, non può non rispettare”. Queste le parole con cui Alessia Cervini, curatrice insieme a Luca Venzi del volume “Jean-Pierre e Luc Dardenne” (Pellegrini Editore, 2013, collana diretta da Roberto De Gaetano "Frontiere. Oltre il cinema"), descrive uno studio che con grande sottigliezza indaga l’universo cinematografico dei due cineasti. L’etica, il lavoro, l’umano sono solo alcune delle categorie che gli autori fanno emergere, attraverso dettagliate analisi, dalla produzione filmica dei due fratelli belgi, impostisi all’attenzione spettatoriale ed a quella critica per procedure di realizzazione filmica e contenuti narrativi singolari e di spiccata attualità. A discutere di queste ed altre tematiche sarà Alessia Cervini, autrice di uno dei saggi di cui il volume è composto, martedì 8 aprile alle ore 18 al Feltrinelli Point Messina. All'incontro, coordinato da Dario Tomasello, interverranno Emanuele Broccio e Federico Vitella.

"Chacun son cinéma ou Ce petit coup au cœur quand la lumière s'éteint et que le film commence"(A ciascuno il suo cinema o Quel piccolo tuffo al cuore quando le luci si spengono e il film inizia), è un film a episodi del 2007, composto da 33 cortometraggi di circa 3 minuti l'uno e concepito e prodotto da Gilles Jacob per festeggiare i 60 anni del Festival del cinema di Cannes. Il film, dedicato alla memoria di Federico Fellini, ha visto Jean Pierre e Luc Dardenne tra i 35 straordinari registi internazionali che lo hanno realizzato: David Cronenberg, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel e Ethan Coen, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Théo Angelopulos e Wong Kar-wa. I fratelli Dardenne, inoltre, hanno vinto l’European Film Award per il miglior documentario con "Gigi, Monica… et Bianca (1997), la Palma d’Oro a Cannes e il Premio Ecumenico della Giuriama con "Rosetta" (1999) e con "Le Fils" (2002). Sono gli autori del capolavoro "L’enfant (2005)". Come nessun altro nella contemporaneità, hanno saputo cogliere la singolarità del reale, facendo dell’imprevedibilità dell’incontro l’avvio di un processo di soggettivazione capace di trasformare il personaggio e il cinema stesso.


"Siamo tutti esseri unici. È questo il fatto sorprendente. Impossibile sfuggire all'unicità e questa impossibilità è l'impronta dell'esistenza (...). Anche ciò che il cinema coglie è l'unicità di un gesto, di un movimento del corpo, di una voce, un silenzio, un'andatura". Queste parole di Luc Dardenne, tratte dal suo diario, indicano qual è il senso profondo di un cinema che, come nessun altro nella contemporaneità, ha saputo cogliere la singolarità del reale, facendo dell'imprevedibilità dell'incontro l'avvio di un processo di soggettivazione capace di trasformare il personaggio e il cinema stesso. La singolarità evenemenziale del reale non è qualcosa di immediato, ma effetto di un processo, che vede il personaggio passare attraverso la lotta per il riconoscimento (lavoro, paternità), e il cinema attraverso un denso lavoro di composizione.



A.D.P.

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