GIANLUCA RANDO: "CON BUDDHA MEDITERRANEO RIVIVO L'EMOZIONE DI SUONARE CON PIPPO MAFALI"


Gianluca Rando, classe 1976, è un chitarrista, compositore e arrangiatore messinese molto noto e apprezzato sia a livello regionale che nazionale. Entrato giovanissimo, appena dodici anni, a far parte della banda locale, inizia a suonare il suo primo strumento: il basso tuba. In seguito, si appassiona al pianoforte che, nelle incisioni dei propri dischi, spesso preferisce suonare egli stesso. Ma è con le sei corde che nasce un feeling che dura a tutt'oggi: la chitarra. "Adoro la sensazione che provo quando sento vibrare le corde sul mio petto", confida Gianluca che ama circondarsi di chitarre disseminate in vari angoli della sua casa. 

Poliedrico musicista, nel 1989 fonda gli "Albatros", poi nel 1991 i "Top Level" e nel 1992 con i "Golden Boys" accompagna i concerti live del cantante siciliano Gianni Bella. Nel 1997 partecipa alla stesura del disco "Dark" dei Sale e Pepe. Nel 1998 collabora con i "Pink Punter Music Band", nello stesso anno nascono i "Duff", una sua creazione con la quale ripercorrerà la storia del rock anni ’70, passando dai "Deep Purple" agli "Yes", dagli "Emerson Lake & Palmer" alla "Pfm" e "Area". Iscritto alla Siae dal 1999 ha composto più di 200 musiche, molte delle quali per musical, documentari e colonne sonore di films. Nel 2004 conosce personalmente colui che considera il suo maestro putativo, il chitarrista dei "Pooh", Dodi Battaglia che, con il suo gruppo è tornato recentemente al progressive rock degli esordi. Gli farà dono del suo album etnico "Scenary", che riscontrerà un giudizio più che positivo. In seguito pubblicherà altri due album: "Mediterraneo", nel 2008 e "Alba Occidentale", nel 2009.

La passione per la musica, però, non lo distoglie dai suoi studi che completa laureandosi in Scienze Statistiche Demografiche e Sociali e in Statistica per le Applicazioni, e conseguendo un dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Messina.

Lo stile di Gianluca Rando può essere definito una fusion tra i vari generi musicali con i quali si è formato artisticamente, quali il rock-blues (J. Hendrix, J. Page e R. Blakmoure), il rock progressivo degli anni '70 (S. Howe, F. Zappa, J. Beck) ed il jazz (J. Pass, W. Montgomery, A. di Meola) unito al flamenco e alla musica latina, con matrici etniche che sfociano in un sound autentico dal sapore mediterraneo. Oltre gli standards più famosi, Rando propone brani originali che alternano momenti di grande virtuosismo a grande passione e sentimento. Un esperimento musicale assolutamente libero di generare differenti identità sonore ed emozionali.

In occasione dell'imminente uscita del cd "Buddha Mediterraneo", una compilation di musica etnica mediterranea a cui hanno preso parte tredici artisti, abbiamo incontrato Gianluca Rando e gli abbiamo rivolto qualche domanda: 

Provenire da una famiglia di musicisti significa avere il Dna nel sangue?

Beh... direi di si , venendo da una famiglia di musicisti, il fatto di suonare per me è stato abbastanza congenito...naturale ed è anche una grande fortuna...

Quali sono stati i tuoi maestri e a chi ti sei ispirato maggiormente?

Ma sai, ho avuto da sempre una grande passione per la musica degli anni sessanta/settanta, per intenderci Santana, Jimi Hendrix. In questi anni ho studiato e, a tutt'oggi continuo a studiare nuovi stili, nuovi suoni perché, in fondo, credo che per prendere un treno in corsa devi comunque comprare prima il biglietto, quindi meglio essere preparati.

Perchè ti consideri un musicista popolare?

Ti ringrazio per la domanda... mi definisco un musicista popolare perché pur avendo suonato in questi anni tantissimi generi, non ho mai creduto nella musica d'élite. Credo che la musica come l'arte in generale, debba essere sempre e comunque alla portata di tutti. Mediamente ai miei concerti incontri chiunque, non solo gli addetti ai lavori, e questo mi rende felice.

Come artista siciliano lo Stretto ti sta "stretto" e ambisci trasferirti altrove?

In realtà le mie collaborazioni hanno attraversato già da un po' lo Stretto di Messina, ma amo molto la mia città, forse è anche per questo che ancora non mi sono deciso a trasferirmi altrove.

Ti reputi abbastanza o pienamente soddisfatto della tua carriera?

Una domanda che spesso mi viene posta è come fare, di una grande passione, una professione. Ebbene, io credo che in Italia dovrebbe esserci più attenzione alla nostra grande cultura non solo musicale, perché, in fin dei conti, anche la nostra arte potrebbe produrre tanto reddito. Non dobbiamo dimenticare che siamo stati maestri e cultori della musica, mentre oggi, siamo diventati solo importatori. Le istituzioni dovrebbero supportare, con aiuti economici, i giovani affinché possano far conoscere ed apprezzare la nostra musica all'estero. Questa era una breve riflessione,.... Ad ogni modo, vedere appagati i tuoi sforzi nello studio dal riscontro dei dischi, concerti e quant'altro è sicuramente molto gratificante, e in virtù di quanto detto mi sento molto fortunato.

Eri molto amico del musicista Pippo Mafali, scomparso prematuramente qualche anno fa. Un ricordo su di lui?

Pippo è stato e rimarrà sempre una persona speciale, brontolone per natura, mi ha insegnato molto, sia nella vita che nella musica. Abbiamo registrato un disco insieme "Flamenco Jam" e collaborato da solista nelle nostre singole produzioni, ci sarebbe davvero tanto da raccontare...

Hai curato le musiche del corto “Feedback – Flusso Luminoso” del regista Antonello Irrera che rivisita il mito di Colapesce, molto noto in Sicilia. Hai composto la colonna sonora per il film "Annamaura" del regista Salvatore Grasso. E adesso stai preparando un nuovo corto, di cosa si tratta?  

Si, ho appena completato le musiche per un nuovo cortometraggio per la regia di Turi Giuffrida ambientato ad Acitrezza, un film molto molto bello che sa di mare... ma non posso svelarvi molto.

Parlaci del tuo ultimo cd "Buddha Mediterraneo"

Prima mi chiedevi dì Pippo Mafali... ecco... "Buddha Mediterraneo" è un disco testamento per quanto mi riguarda, visto che i produttori Gianni Gandi, Pietro Fotias ed Elena Presti hanno scelto per questa loro compilation dal calore multietnico proprio "Tango Metropolitano", un brano scritto con Pippo e facente parte del nostro cd "Flamenco Jam". Sono molto fiero di questo lavoro perché a parte chiaramente la soddisfazione di una distribuzione abbastanza vasta, si parla addirittura di più di 250 paesi oltre gli store digitali, mi ha dato la possibilità di rivivere ancora l'emozione di pubblicare musica con Pippo.

Se ti dovessi definire con tre aggettivi?

(ride)... Vediamo... tre aggettivi... Pignolo, mite ma soprattutto molto, molto dolce... (conclude sorridendo). 

E noi, che abbiamo avuto il piacere di trascorrere un po' di tempo con Gianluca, confermiamo che è davvero una bella persona, dotata di molta umiltà, perchè chi è davvero grande sa che, prima di tutto, deve saper essere piccolo.


Antonella Di Pietro



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