Breaking News

ELEZIONI EUROPEE 2014: INCONTRO CON MARIO CICERO E OLGA NASSIS DI SEL MESSINA


Sabato 12 aprile, alle 10.30, presso la Chiesa Santa Maria Alemanna, a Messina, Sinistra Ecologia Libertà – Coordinamento provinciale di Messina presenta Mario Cicero e Olga Nassis, i candidati di Sel per le Elezioni Europee 2014, presenti nella lista “L'Altra Europa con Tsipras” (Circoscrizioni Isole). L'incontro sarà introdotto dalla coordinatrice provinciale Sel, Daria Lucchesi e coordinato da Alessandra Minniti, della Segreteria di Sel Messina e responsabile nell'ambito degli Enti locali, Economia, Sviluppo e Politiche urbane.

“Consideriamo la nostra candidatura alle Europee – hanno dichiarato Mario Cicero e Olga Nassis – un’occasione per mettersi al servizio delle nostre comunità, così annientate dalla crisi e dalle scelte fallimentari dettate dagli interessi economici dominanti, a discapito dei più deboli e del Welfare. Un’occasione per affermare il nostro impegno per un’Europa solidale. Un’Europa al servizio dei cittadini, invece che un’Europa ostaggio della paura della disoccupazione, della vecchiaia e della povertà. Un'Europa dei diritti, anziché un'Europa che penalizza i poveri, a beneficio dei soliti privilegiati, e al servizio degli interessi delle banche, come ricorda Tsipras. Un'Europa dei popoli e dei territori con un progetto concreto per un nuovo modello di sviluppo con al centro la Sicilia e la Sardegna”.

Olga Nassis ha origini greche. La famiglia paterna durante la dittatura dei colonnelli subì arresti e deportazioni. È dottoranda di ricerca in Antropologia culturale presso l’Università di Messina, dove ha conseguito la laurea in Scienze politiche. Ha fatto parte di gruppi di studio alle Università Pantios di Atene, Stony Brook di New York e Central State Connecticut (politiche per le minoranze). Ha un Master in Internazionalizzazione. Parla quattro lingue europee. Ha lavorato in programmi di cooperazione europea e nella gestione di progetti in ambito culturale e di politiche per l’integrazione (PA e Terzo Settore). Ha lavorato nel Programma nazionale di Protezione dei Minori Stranieri non Accompagnati. È attiva nell’associazionismo (Donne Libere) e in campagne per i diritti civili e contro la discriminazione di genere. È socia fondatrice della ‘Comunità ellenica dello Stretto’. Dal 2012 vive tra la Grecia e l’Italia, milita in SEL e in Syriza, partito con il quale ha collaborato per le elezioni parlamentari greche di maggio e giugno 2012 in Epiro.  “Considero la mia candidatura alle Europee – ha dichiarato Olga Nassis – un’occasione per mettersi al servizio delle nostre comunità, così annientate dalla crisi e dalle scelte fallimentari dettate dagli interessi economici dominanti, a discapito dei più deboli e del Welfare. Un’occasione per continuare il mio impegno per un’Europa solidale. Un’Europa al servizio dei cittadini, invece che un’Europa ostaggio della paura della disoccupazione, della vecchiaia e della povertà. Un'Europa dei diritti, anziché un'Europa che penalizza i poveri, a beneficio dei soliti privilegiati, e al servizio degli interessi delle banche, come ricorda Tsipras. Trovo particolarmente significativo dire questo a Messina, una città per anni dominata da una politica senza valori, come dimostrano le attuali inchieste giudiziari. La nuova esperienza di Accorinti è per noi un punto di riferimento”, ha concluso Olga Nassis.

Mario Cicero è nato a Castelbuono (PA). Ha 52 anni ed è rappresentante di Commercio. Nel 1994, viene nominato assessore al Turismo aprendo la straordinaria stagione “Castelbuono Porte Aperte”, con grandi risultati in termini di flussi turistici e di prestigio culturale. Da Sindaco lancia l'idea della raccolta differenziata porta a porta, fatta con gli asini anziché con le camionette: abbatte i costi, il traffico e aumenta la raccolta differenziata. L'idea fa il giro di tutte le Tv e le testate giornalistiche del mondo. Castelbuono e Mario Cicero vengono premiati, in tutta Italia, per l'esempio di virtuosismo in campo ecologico. “Sono cresciuto dentro il PCI di Berlinguer perché credevo e credo nella sinistra. Oggi, voglio vivere in una società dove il mercato e la finanza non giochino con le vite delle persone e dove regole certe garantiscano uno sviluppo plurale e sostenibile. Lo strapotere della finanza, delle banche e delle lobby internazionali ha soffocato gli stati nazionali imponendo loro un'economia grigia e antipopolare: la Grecia strozzata da queste politiche in maniera brutale ha reagito con un movimento popolare di sinistra che ha in Tsipras, leader di Syriza, il principale esponente. Ma non dobbiamo guardare lontano per vedere gli effetti dell'influenza delle lobby economiche anche sulla nostra storia recente: la caduta del governo Berlusconi, la nascita del dicastero Monti, la bocciatura di Bersani, Prodi e Rodotà, la nascita del governo Letta e oggi quello di Renzi (che ha riportato la politica ai tempi di Forlani, Andreotti e Craxi, quando la sorte dei governi era decisa dalle segreterie dei partiti) sono la dimostrazione che oggi la nostra democrazia è sotto tutela. La considerazione, semplice, che ognuno di noi può fare è che ormai la “battaglia” è fra i cittadini, le piccole imprese e i soggetti sociali, protagonisti dei territori, che devono battersi contro quello che è il vero radicalismo politico di una Europa senza anima. La lista “L’Altra Europa”, che coinvolge la Sinistra Europea dei ventotto Stati che compongono l’Unione, vuole essere “casa” comune per raggruppare la sinistra di governo, non solo antagonismo o radicalismo, ma soggetto politico capace di gestire i processi politici-amministrativi e dare risposte alle domande della società, confrontandosi laicamente con le problematiche reali, partendo dai territori, favorendo scelte economiche più eque, per garantire un avvenire alle future generazioni. L'Europa che vorrei è lo spazio politico ed economico che permetta alle piccole e medie imprese, agli agricoltori, agli artigiani, agli operatori culturali e del turismo di potere esercitare liberamente attività e impresa, che offra ai professionisti gli strumenti per operare capitalizzando il loro sapere, creando delle politiche di sostegno che, scardinando la logica delle multinazionali, permettano alle nostre imprese di penetrare in mercati con prodotti unici e di qualità. Ritengo infatti che, oggi più che mai, vi sia l’esigenza di un’Europa dei Popoli che, libera dai condizionamenti delle lobby economiche, industriali e finanziare, riesca a dare risposte con politiche di sviluppo rispettose dell’ambiente, dei territori e delle tradizioni. In questo scenario, per la Sicilia e la Sardegna, “l'insularità” non è più confine e limite geografico ma laboratorio per modelli economici futuribili. Vere e proprie isole come piattaforme politiche aperte dove la connessione fra il vissuto dei cittadini sia lo spunto per soluzioni sostenibili. Immagino un'Europa che pensi alle nostre terre, alle nostre città in questo modo:
- candidando Sigonella (SR), Niscemi (CL) e Birgi (TP) quali sedi di incontri tra le delegazioni internazionali per negoziare la pace e lo sviluppo sostenibile tra popoli e nazioni in guerra;
- invertendo la tendenza degli ultimi decenni che ha visto le nostre isole territorio dove consumare i prodotti delle multinazionali. Impedendo di fatto la possibilità della nascita di imprese agroalimentari in grado di valorizzare la nostra agricoltura e il “Made in Sicily”;
- proponendo Siracusa e Cagliari come centri di ricerca e innovazione per il recupero e la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale del Mediterraneo, facendone dei veri e propri poli dedicati allo sviluppo e alla ricerca dei beni culturali, del patrimonio paesaggistico ed immateriale;
- favorendo il confronto religioso, proponendo Palermo come centro di ecumenismo internazionale, dove le religioni presenti nel nostro pianeta, oltre ad avere i più adeguati luoghi di culto, trovino spazio per costruire dialogo e confronto;
- difendendo e valorizzando gli ecosistemi e le biodiversità dei territori, attivando nei Parchi Regionali delle due isole laboratori, corsi di laurea e di ricerca, per favorire lo studio di quest’unico patrimonio ambientale che il Mediterraneo offre;
- cambiando i consumi, partendo dall'alimentazione, con incentivi e sostegno alla dieta mediterranea, già dichiarata dall'Unesco patrimonio dell’umanità: ciò candida le nostre isole a istituire iniziative e strutture per promuovere una politica della nutrizione e sanitaria, che vede il cibo e l’agricoltura di qualità al centro di tutte le future politiche sociali ed economiche;
Questa è la Sinistra che stiamo costruendo e che vogliamo portare in Europa: l'Europa dei Popoli e dei territori. Non più delle banche”.



Nessun commento