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giovedì 3 aprile 2014

CGIL MESSINA: LILLO OCEANO DIFENDE L'AUTORITA' PORTUALE DELLO STRETTO


Il segretario Cgil Messina, Lillo Oceano, interviene in difesa dell'Autorità portuale dello Stretto di Messina, in relazione alle notizie che giungono da Roma sugli incontri relativi alla 'riforma Lupi': “Vorremmo segnalare come una scelta di accorpamento delle Autorità portualì di Messina a Catania o Palermo sia in contraddizione con quanto previsto nella recente legge sulla 'Istituzione di liberi Consorzi comunali e Città Metropolitane' che esplicitamente prevede azioni e iniziative per favorire gli accordi tra le Città metropolitane di Messina e Reggio Calabria”.

La riforma dei Porti italiani dovrà passare attraverso la riduzione delle 24 Autorità portuali, con alcuni "Core Ports" nati dall'aggregazione tra porti, maggiore autonomia finanziaria, una forte sburocratizzazione e una sempre maggiore integrazione con il trasporto ferroviario. Il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, in una intervista al Secolo XIX, traccia le linee guida della proposta che servirà a superare la legge di riforma portuale 84/94. "Ci sarà un Piano nazionale della portualità e della logistica - spiega Lupi - che non sarà un generico contenitore di indirizzi, ma rappresenterà un parametro vincolante per tutti. In ogni porto ci sarà una struttura più snella dell'attuale guidata da un direttore, un funzionario pubblico molto qualificato ma che non esprime una 'politica' del singolo scalo. Basandoci sui core ports europei, stiamo disegnando delle aggregazioni di porti dotati di poteri di coordinamento e di decisione, anche maggiori di quelli di cui godono oggi i presidenti delle Autorità portuali. E anche di una maggiore autonomia finanziaria. Questo ci consentirà di lasciarci alle spalle l'assurdità delle 24 Autorità portuali, ciascuna con i suoi spazi di potere da difendere a ogni costo, con le sue ambizioni, con i suoi intrecci con tutti i poteri locali". La sfida, per il Ministro dei Trasporti, è quella della competizione mondiale e non la difesa di aspirazioni territoriali. Tra gli effetti della riforma anche nuove procedure per la realizzazione delle grandi opere e una sempre maggiore integrazione tra banchine e ferrovia. "Come è possibile - si chiede il Ministro - che i nostri porti non siano collegati con gli interporti, con gli aeroporti, che si discuta ancora, mentre lo stiamo realizzando, dell'utilità del Terzo Valico tra Genova e Milano quando quel corridoio è quello che ci collega con Rotterdam, il cui porto movimenta da solo tanti container quanto tutti i porti italiani?"

“Siamo alle solite, stanno scartando Messina e lo Stretto. - incalza Oceano - Nonostante dichiarazioni, impegni, promesse, nei luoghi dove si decide si stanno determinando le condizioni per togliere al nostro territorio il diritto di decidere, scegliere, valorizzare, trarre vantaggio da un sistema portuale che è condizione fondamentale e, allo stesso tempo, opportunità straordinaria per rilanciare lo sviluppo di Messina, Reggio Calabria e di tutta questa area del Mezzogiorno. Se si accorpa l’Autorità portuale di Messina a Catania o a Palermo, si frazionano competenze sul sistema portuale e - aggiunge Oceano - dell’intero sistema infrastrutturale dello Stretto. Tarpando le ali di una naturale vocazione di questo territorio alla logistica, privandola della possibilità di programmare, sottraendo una fondamentale sede decisionale per condividere, sostenere, supportare le scelte fondamentali per lo sviluppo del territorio e la implementazione infrastrutturale”.

“Non vorremmo - conclude Oceano - che dietro la 'spending review' si dissimuli la volontà di dirottare altrove risorse economiche e luoghi decisionali su investimenti infrastrutturali ed opportunità di sviluppo. Per questa ragione chiediamo alle nostre rappresentanze istituzionali e politiche, alle nostre rappresentanze parlamentari, sia nazionali sia regionali, di rivendicare con forza il mantenimento dell’Autorità a Messina con l’attribuzione di competenze sul sistema portuale dello Stretto”.



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