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ARRESTO DELL'UTRI - ITALIA CHIEDE ESTRADIZIONE


In ottemperanza con il mandato di cattura internazionale, Marcello Dell'Utri è stato rintracciato dalla polizia libanese all'Hotel Phoenicial di Beirut, uno degli alberghi di lusso della capitale libanese ed aveva con sè una copiscua somma di denaro. All'arresto ha preso parte anche un funzionario della polizia italiana. Il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha anticipato la richiesta di estradizione dell'ex senatore firmata poco dopo dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Fonti della polizia locale, hanno detto all'ANSA, che è il Dipartimento di Intelligence della polizia libanese a tenere al momento in custodia Dell'Utri e precisano che il Dipartimento ha competenze anche su questioni di criminalità organizzata e terrorismo. Inoltre, gli inquirenti del Dipartimento non stanno interrogando Dell'Utri che attualmente si trova in una stanza di una caserma della polizia di Beirut. I funzionari dell'Ambasciata Italiana non sono in compagnia di Dell'Utri, ma si trovano nella stessa caserma in un'altra stanza e attendono di incontrarlo.

Sulla base di un accordo bilaterale firmato a Beirut nel 1970 ed entrato in vigore il 5 aprile 1975, Italia e Libano di sono impegnate a "consegnarsi reciprocamente" "gli individui che, trovandosi nel territorio di uno dei due stati, sono perseguiti e condannati dalla autorità giudiziarie dell'altro stato". La convenzione sulla reciproca assistenza giudiziaria - il cui testo è disponibile sul sito del Ministero della Giustizia - si compone di 47 articoli. Il capitolo I del titolo III tratta - dall'art. 14 all'art. 32 - le procedure di estradizione. Ferma restando la protezione che ciascuno dei due stati garantisce ai propri cittadini, la Convenzione prevede che siano sottoposti a estradizione "gli individui che sono perseguiti per crimini o delitti puniti dalle leggi delle parti contraenti con una pena restrittiva delle libertà di almeno un anno" e "gli individui che sono condannati, in contraddittorio o in contumacia dai tribunali dello stato richiedente per crimini o delitti puniti dalla legge dello stato richiesto con pena restrittiva della libertà di almeno di almeno sei mesi". 

Dell'Utri ha una condanna a 7 anni nel processo di appello bis per concorso esterno in associazione mafiosa e il 15 aprile è previsto il pronunciamento della Cassazione. Il trattato prevede, inoltre, che in caso di urgenza, segnalata dalle autorità richiedenti, si proceda all'arresto provvisorio, sulla base di una domanda trasmessa anche via Interpol, in attesa che arrivi l'istanza di estradizione corredata dei documenti necessari. Riguardo invece ai casi di diniego, - leggiamo su ANSA - la Convenzione stabilisce che "l'estradizione non sarà concessa se l'infrazione per la quale è domandata è considerata dalla parte richiesta di materia politica o connessa a tale infrazione".

Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico e dirigente d'azienda italiano, già senatore per Il Popolo della Libertà e prima di Forza Italia. Stretto collaboratore di Silvio Berlusconi fin dagli anni settanta, socio in Publitalia '80 e dirigente Fininvest, nel 1993 fondò con lui Forza Italia. Il 25 marzo 2013 la terza sezione penale della Corte di Appello di Palermo ha condannato Dell'Utri in secondo grado di giudizio con pena di 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza considera Marcello Dell'Utri il tramite intermediario tra la mafia e Silvio Berlusconi [Wikipedia].

Il mandato di cattura emesso per Marcello Dell'Utri, leggi qui.

"Sono convinta che l'intendimento di Marcello Dell'Utri non fosse quello di sfuggire alla giustizia. C'è da parte sua la volontà di collaborare con la giustizia italiana". Lo ha detto Mariastella Gelmini, coordinatore lombardo di Fi. "Credo che Dell'Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, abbia subito una condanna ingiusta. E' una persona verso la quale io nutro stima e so bene che tutte le accuse che gli sono state rivolte sono infondate".




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