IL CIRCOLO ARCI T. SANKARA DENUNCIA LE CONDIZIONI DEI MIGRANTI A MESSINA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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IL CIRCOLO ARCI T. SANKARA DENUNCIA LE CONDIZIONI DEI MIGRANTI A MESSINA

IL CIRCOLO ARCI T. SANKARA DENUNCIA LE CONDIZIONI DEI MIGRANTI A MESSINA

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Con un comunicato stampa, il Circolo Arci Thomas Sankara, coglie l'occasione della celebrazione della "Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale" per denunciare la segregazione urbana, "forma di discriminazione che pensavamo di aver cancellato dalla storia cittadina con la chiusura del campo rom di Villaggio Fatima",  che secondo il Circolo si starebbe attuando nella tendopoli del Pala Nebiolo a Messina, struttura "in cui per mesi vivono promiscuamente persone provenienti da differenti aree geografiche e con vissuti segnati dal trauma della persecuzione e delle violenze, ancora attiva nell’indifferenza delle Istituzioni". Nonchè per ribadire la sua contrarietà "a ogni narrazione concentrazionaria e sicuritaria dell’accoglienza, si tratti della tendopoli o della ventilata ipotesi di installare un centro di accoglienza nell’area della caserma di Bisconte o di qualsiasi altro luogo dove far convivere forzatamente un numero elevato di persone solo a causa del loro status". 

Ma è anche l'occasione per il Circolo Arci Thomas Sankara per sottolineare la "mancanza di un programma politico di piena cittadinanza dei migranti residenti a Messina. La nostra richiesta di cittadinanza onoraria per i bambini e le bambine di origine straniera nati a Messina è rimasta inascoltata, così come le modifiche in senso antidiscriminatorio del welfare e delle prassi vessatorie della burocrazia amministrativa.".

Tuttavia, si legge nella nota "il nostro impegno per la tutela dei diritti dei richiedenti la protezione internazionale non si è mai fermato", infatti il Circolo Arci Thomas Sankara ha presentato recentemente due esposti alla Procura della Repubblica, dopo aver assistito negli ultimi mesi "alla normalizzazione del campo, alla banalizzazione di abusi e trasferimenti illegittimi".

"Il primo esposto, depositato il 24 febbraio,  - prosegue la nota - concernente il trasferimento illegittimo di alcuni adolescenti al CARA di Mineo, adolescenti identificati come maggiorenni per i quali il Giudice Tutelare, su nostra richiesta, aveva già predisposto accertamenti sulla minore età. Il trasferimento in un luogo non adatto, ha costretto i minori a sperimentare traumaticamente la realtà, fatta di violenze e repressioni, del centro per richiedenti asilo più grande d’Europa. Il Giudice Tutelare ci ha, in seguito, dato ragione riconoscendoli minorenni. Il secondo esposto, depositato il 4 marzo, chiede alla Procura la chiusura della tendopoli, alla luce della documentazione dell’Azienda Sanitaria Locale e di altri organismi istituzionali che fin dal mese di ottobre sottolineavano l’inadeguatezza della palestra e poi della tendopoli. Questo conferma che esistevano i presupposti per una chiusura da parte della Prefettura o del Sindaco di Messina".

"Alle pratiche neocoloniali  - conclude il Circolo Arci Thomas Sankara - e alle identità monolitiche vogliamo opporre l’idea di una società inclusiva che rifletta su se stessa sui temi dell’accoglienza e dell’uguaglianza. Auspichiamo l’apertura di una nuova stagione di diritti per tutte e tutti".



Antonella Di Pietro


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