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sabato 8 marzo 2014

AREA PEDONALE CAIROLI MESSINA - NEGOZI CHIUSI IN SEGNO DI PROTESTA


“Isola pedonale sì, area pedonale no”. Confcommercio Messina sintetizza così il pensiero degli oltre 150 operatori iscritti, che si sono riuniti ieri nella sede dell’associazione in rappresentanza del quadrilatero del centro cittadino. Una riunione che “ha registrato la presenza dei titolari di grandi realtà operative cittadine, dei servizi di pubblica utilità, ed una larga partecipazione rappresentativa dei vari settori merceologici”, sottolinea l’associazione di categoria. 

L’assemblea ha deliberato la chiusura totale dei negozi per l’intera giornata del prossimo 14 marzo, secondo modalità da concordare in un secondo momento, e di un contemporaneo sit-in in Piazza Cairoli. Infine, ha annunciato la consegna al prefetto di un report capace di comprovare “le ingenti perdite economiche” subite.

Dal dibattito, stando a quanto si apprende dal presidente di Confcommercio, Carmelo Picciotto, è emerso che “l’attuale impostazione dell’isola pedonale commerciale, improntata alla ricerca della sostenibilità ambientale e della vivibilità, sta danneggiando l’attività umana, vista la desertificazione prodotta nelle zone interessate dall’esperimento e anche in quelle limitrofe, provocando un forte calo dell’attività commerciale e la conseguente riduzione dell’occupazione”.

“Non è stata realizzata un’isola pedonale classica – la denuncia di Picciotto – ma un’area pedonale commerciale allargata che insiste nel nodo primario e centrale della mobilità generale, in una città ad assetto urbanistico lineare, che crea criticità sull’intero centro urbano e, in particolare, nei nodi primari: via Geraci, via Tommaso Cannizzaro e, principalmente, sulla via Maddalena agli incroci con via Giordano Bruno e via Ugo Bassi. Con il conseguente trasferimento delle criticità ambientali nelle zone all’esterno dell’area pedonalizzata”.

Oltre a tutto ciò, a detta di Confcommercio, sarebbe emerso “in tutta la sua evidenza un forte calo delle vendite in centro città, dovuto alla modifica dei flussi verso l’area commerciale stessa”.
Picciotto registra ancora “la mancata convocazione del tavolo tecnico, che era prevista con cadenza bisettimanale, nel cui ambito si potevano esaminare di volta in volta le opportune modifiche da apportare all’esperimento iniziale”.




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