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venerdì 21 febbraio 2014

SANREMO TERZA PARTE: OSPITI ARBORE E PARMITANO


La terza serata del Festival di Sanremo 2014 è stata seguita nella prima parte da 8 milioni 936 mila spettatori con il 34.36% di share, nella seconda da 4 milioni 17 mila con il 39.14%. La media ponderata è stata pari a 7 milioni 673 mila telespettatori con il 34.93%. Risultati in lieve risalita rispetto a quelli della seconda serata. In apertura, un filmato come tributo al M° Claudio Abbado, recentemente scomparso e, a seguire, una esibizione dell'Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice, diretta dal maestro venezuelano Diego Matheuz, che suona l’overture tratta dall’opera "Le nozze di Figaro" di Mozart. Dopo una breve conversazione con Matheuz, che ha diretto l'orchestra utilizzando la bacchetta di Abbado, Fabio Fazio ha rivolto un pensiero alla situazione dell'Ucraina: "Sanremo è molto visto anche nei Paesi dell'Est. E parlando dell'Est il pensiero di tutti noi va ai fatti terribili, tragici che la cronaca ci sta raccontando".

Seduta a bordo proscenio, Luciana Littizzetto ha iniziato il suo monologo sulla bellezza, fil rouge di questo festival, unendo temi importanti quali la diversità e la disabilità: "Per le donne la bellezza sta diventando un'ossessione, più passa il tempo più ringiovaniscono e quando i giornalisti chiedono 'qual è il segreto della tua eterna bellezza?', la risposta è 'non faccio niente, vita sana e qualche integratore'. Ma vaffan.. va... scusa Leone, hakuna matata" - ha aggiunto rivolta al direttore di Rai 1 - "Ho una ruga in fronte che siamo in tre in Italia, io la Fornero e Ligabue. La bellezza non è la normalità, un mondo di tutti uguali è come il nazismo che uccideva i deboli e i diversi, la bellezza è Alex Zanardi, la bellezza è Lucia Annibali, la donna sfregiata con l'acido che ha denunciato il suo torturatore e ha saputo ripartire... Quanto tempo ci vorrà perché un bambino down appaia in una pubblicità della Nutella o nella famiglia tradizionale della Barilla? Alla televisione inglese c'è una conduttrice senza un braccio e qualcuno ha protestato perché i bambini si possono spaventare. Perché, due tette grandi come la cupola di San Pietro sono normali e un braccio solo no? Mamma, se fai credere ai tuoi figli che la vita è come i cartoni animati e non sai spiegare perché un bambino tira i libri alla maestra oppure non riesce a parlare, non puoi sorprenderti se poi dà fuoco a un barbone ubriaco e sporco, perché i fiammiferi glieli hai dati tu".



Subito dopo il monologo di Luciana Littizzetto sulla bellezza della diversità e della disabilità, sul palco è arrivato Dergin Tokmak, ballerino e acrobata tedesco, famoso per le sue performance con le stampelle. Tokmak, classe 1973, affetto da poliomelite dall'età di un anno, ha perso il controllo della sinistra e in parte sulla gamba destra. Nonostante un lungo periodo passato in ospedale, nessuna cura è riuscita a restituirgli il controllo della gamba. Ha imparato a camminare sulle mani. A 12 anni a ballare con le stampelle dando vita a un proprio genere di danza. Poi la passione per la break dance e si avvicina alla scena hip hop tedesca. Dal 2004 è l'unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

E’ il momento di uno degli ospiti della serata: Flavio Caroli, con Fabio Fazio già nel cast di "Che tempo che fa". Lo storico dell’arte propone una interessante riflessione su uno dei capolavori di Vincent Van Gogh, "Notte stellata".

La sorpresa della terza serata del festival è un flash mob musicale, Fazio viene interrotto da un uomo in platea: "Basta parlare, questo è un festival di musica. Vogliamo sentire la musica!". "Ma cos'è, una moda, un virus?", si è chiesto il conduttore che corre a chiamare la security. A questo punto parte l'esibizione di Shai Fishman and the a cappella all stars, tra i più seguiti sul web che cantano "Vincent (Starry starry night)" di Don McLean. Sono trenta cantanti israeliani che si esibiscono in tutto il mondo utilizzando solo le voci per costruire melodie, canzoni e ritmica riproducendo i suoni di una intera orchestra. Sul web, una delle loro performance ha realizzato più di 14 milioni di visualizzazioni. Alla fine Fazio, ironicamente ha detto: “Posso dire che questa l’abbiamo organizzato noi”. Per quei pochi che non l'avessero capito!



Uno degli ospiti più attesi della terza serata è stato Renzo Arbore. La presenza dello showman pugliese ha continuato l’omaggio che il Festival di quest’anno sta tributando alla storia della Radio e della Tv in occasione dei 90 anni della prima e dei 60 della seconda. Da lui un omaggio alla città di Napoli “che va stigmatizzata quando non fa bene ma è anche una città bellissima, piena di cultura e arte” e a Roberto Murolo eseguendo “Reginella”. Un omaggio offerto con l’Orchestra Italiana, scatenando l’entusiasmo del pubblico dell’Ariston che ha quindi riservato ripetute standing ovation al grande artista. Entusiasmo anche subito dopo, quando Arbore e l’Orchestra hanno eseguito “Comme facette mammeta”. Pubblico in piedi in platea e in galleria, tutti ad accompagnare battendo ritmicamente le mani, e lui che ha smesso la giacca, preferendo restare in gilet come tutti gli altri del gruppo, non si è risparmiato. “Sono discepolo di grandi maestri – aveva detto Arbore all’inizio del suo intervento – Antonello Falqui che ha fatto la tv classica ed Enzo Trapani che ha fatto l’altra tv, sono stati i miei padrini. E quindi Corrado, Bongiorno, Enzo Tortora e il mio collega Pippo Baudo”. Fazio, scherzosamente, gli ha regalato una piccola spilla fingendo poi di leggere una lunga motivazione. Arbore a Sanremo è venuto per ricevere un riconoscimento per la sua carriera a 28 anni dalla sua partecipazione alla gara con "Il clarinetto": "Sono contento di prendere il premio per i 60 anni di tv perchè non è un premio alla memoria” - e scherzando aggiunge - "Ho fondato un'associazione, ‘Amnesy International’. Sto anche frequentando una casa di riposo per artisti, si chiama la ‘Noi ex’ dove facciamo riunioni per esercitarci alla vecchiaia". Poi esegue un suo  cavallo di battaglia "Ma la notte no". Alla fine della sua esibizione ha dichiarato nel retropalco: "Mi sono divertito ed emozionato sul palco del Teatro Ariston, ma mi sono anche commosso pensando a Murolo e cantando Napoli e ‘Reginella’. Grazie a Fabio Fazio per il bellissimo regalo che mi ha fatto con la Rai in questa serata celebrando la mia carriera televisiva”. E alla domanda se gli è venuta voglia di tornare in televisione, risponde: ''Qualcosa credo che succederà anche se per me è difficile oggi trovare compagni di cordata all'altezza di quelli che ho avuto in passato, a partire da Nino Frassica''.




Fabio Fazio introduce un altro dei grandi ospiti della serata: l’astronauta Luca Parmitano che ha raccontato della: ” bellezza commovente e azzurra della Terra vista dallo spazio”. L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) dichiara inoltre: “Le immagini di tutto quello che ho visto lassù sono sempre nella mia testa, nei miei occhi e nel cuore”.



Arriva sul palco dell’Ariston Damien Rice, l’ospite internazionale di oggi. L’intenso cantautore irlandese si esibisce da solo con la chitarra al centro del palco, suonando due dei suoi brani più noti: sono ‘Cannonball‘ e ‘The Blower’s Daughter‘, che Fazio annuncia come “una delle canzoni più belle mai scritte secondo noi”. Il pubblico ascolta Rice in silenzio raccolto, poi lo applaude fragorosamente.

Francesco Renga è in testa alla classifica provvisoria, determinata dal televoto e che peserà per il 25% sul verdetto finale. Alla fine delle esibizioni dei 14 big in gara, questo l'ordine provvisorio: Francesco Renga, Arisa, Renzo Rubino, Perturbazione, Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots, Cristiano De André, Giusy Ferreri, Antonella Ruggiero, Noemi, Riccardo Sinigallia, Francesco Sarcina, Giuliano Palma, Ron, Frankie hi-nrg mc.

Rocco Hunt con ‘Nu juorno buono’ e The Niro con ’1969′ sono le due Nuove Proposte che passano alla finale. Domani gareggeranno con Diodato e Zibba, promossi ieri in finale. Tutti gli 8 giovani si riesibiranno comunque nella serata finale di sabato.




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