IL GRANDE ORIENTE D'ITALIA RICHIEDE UN INCONTRO AL SINDACO ACCORINTI - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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IL GRANDE ORIENTE D'ITALIA RICHIEDE UN INCONTRO AL SINDACO ACCORINTI

IL GRANDE ORIENTE D'ITALIA RICHIEDE UN INCONTRO AL SINDACO ACCORINTI

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Sulla Gazzetta del Sud è stata pubblicata una lettera aperta del Grande Oriente d'Italia indirizzata al sindaco di Messina, Renato Accorinti ove si legge: "Signor sindaco, abbiamo letto ieri, con preoccupazione, il comunicato di alcuni suoi sostenitori che, intervenendo su una questione che ovviamente non riguarda la nostra Istituzione, ha accusato un nostro iscritto di aver manifestato una certa opinione sul punto "solo per una ripicca nei confronti del sindaco", in quanto avversario della Massoneria. Credo che si renderà conto della gravità dell'affermazione che, in pratica, vieta agli iscritti al Grande Oriente d'Italia di intervenire in qualsiasi dibattito nella vita politica cittadina, qualora vogliano in qualsiasi modo esprimere una opinione diversa dalla sua e che quanto inopinatamente siamo stati da lei esclusi dal diritto di ricoprire incarichi pubblici, un incontro, non abbiamo ricevuto risposta. Oggi addirittura si tenta di privare del diritto di manifestazione del pensiero a qualsiasi nostro iscritto e poi... Malgrado ciò continuiamo a chiederle questo incontro. 

Continuando a non concederlo sarà lei responsabile di quanto potrà accadere domani. Il fascismo iniziò così e poi proseguì con l'assalto delle squadracce alle sedi del Grande Oriente d'Italia. Ci auguriamo che ella non voglia emulare a Messina i passi di quel regime. La rassicuriamo che nessuno di noi, e tanto meno Francesco Celona, che ben conosciamo e stimiamo, ha desiderio o voglia di ripicca nei suoi confronti, tant'è che ancora oggi aspettiamo d'incontrarla e rinnoviamo la richiesta, certi che lei avrà nei nostri confronti la stessa apertura dimostrata in altre occasioni e nessuna chiusura preconcetta, come sembrano avere i suoi sostenitori, tentando di sviare un dibattito rilevante per la comunità, gioco cui non ci prestiamo e nè, siamo certi, si presterà il nostro iscritto. Sperando di poterla presto incontrare...." La lettera è firmata Dott. Luigi Raffa, Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili delle Logge di Messina del Grande Oriente d'Italia.

Segue la risposta del Coordinamento Cambiamo Messina dal Basso: "Il Medioevo è tra noi. Venerabili, massoni, muratori, loggia, squadra e compasso, caduta dell’Impero romano, feudo, giuramenti templari, iniziazioni, affiliati, cerimonie, compagno d’arte, graduato, banchetti, solidarietà tra fratelli, segretezza. Abbiamo letto l’appello rivolto al sindaco pubblicato ieri, sabato 1 febbraio, sulle pagine della Gazzetta del Sud, a firma di Luigi Raffa, presidente del collegio delle logge venerabili di Messina. Un appello del presidente Raffa in risposta a un nostro comunicato in cui chiedevamo chiarimento al presidente dell’ordine degli avvocati, Francesco Celona, in merito alle accuse rivolte a Renato Accorinti. Deduciamo da questa lettera, che il Celona nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario si stesse esprimendo non già in qualità di presidente dell’ordine degli avvocati ma in quanto membro di logge venerabili di Messina. Ci saremmo infatti aspettati una replica dall’ordine degli avvocati, o dal presidente stesso di quell’ordine al quale il nostro comunicato faceva esplicito riferimento. Ci troviamo invece di fronte alla risposta del presidente delle logge venerabili di Messina. Tanto basta per ogni evidente deduzione.

Ci preme di conseguenza ricordare che in campagna elettorale siamo sempre stati chiari e precisi: cambiare la città dal basso Cambiamo Messina dal Basso non è solo uno spot elettorale, è un messaggio chiaro, preciso: cambiaMO, noi, insieme, con le nostre diversità, con le nostre idee, con i nostri sogni… Noi concepiamo la politica in maniera profondamente differente rispetto ai riti stanchi e mortiferi della vecchia politica: la vogliamo partecipata, libera, coraggiosa, non abbiamo riti d’iniziazione e coltiviamo la pluralità delle esperienze e delle idee, riteniamo davvero inauditi e grossolani i paragoni e le accuse subdole di fascismo rivolte al Movimento e al Sindaco. La democrazia è così, a voi suona strano, abituati a esserci sempre – chiunque vince; il cittadino ha votato: a questo giro tocca a quel “noi” che ha un idea di città precisa e diversa, fatta di Beni Comuni, Partecipazione, Ultimi, supporti a Imprese e Lavoro, Ambiente, Ecologia, Legalità, Antimafia, Cultura, Ricerca, Sport, Città a misura di bambino, isola pedonale, piste ciclabili, interesse pubblico, diritti di tutti – non solo dei fratelli massoni… e ci opponiamo con fermezza al sistema dominante dei pochi. Benvenuti nel duemila. Benvenuti nel futuro." 

Infine, il sindaco di Messina, Renato Accorinti, diffonde il seguente comunicato: "Preg.mo Dott. Raffa, La ringrazio per la reiterata richiesta di incontro e comprendo il Suo intervento in difesa di un affiliato a logge massoniche di cui Ella presiede il collegio dei maestri venerabili. Non ho alcuna difficoltà a confrontarmi con chiunque, indipendentemente da fedi, appartenenze, convinzioni. Devo però dirLe che nel leggere la Sua lettera sulla Gazzetta del Sud rilevo una pericolosa asimmetria di valutazione. Alcune persone hanno espresso l’opinione che le ineleganti (nei modi e nella reiterazione, che evidenziano una volontà di persuasione dell’opinione pubblica) quanto inopportune (nelle sedi e nelle occasioni in cui sono state rese e ripetute) espressioni dell’Avv. Celona potessero derivare dal fatto che lo stesso sia associato alla massoneria. Ella ritiene che in ciò si vieterebbe ai massoni perfino la libertà di parola ed evoca (in maniera paradossale quanto eccessiva e perniciosa) lo spettro del fascismo. Ella omette, tuttavia, di riferire che l’avv. Celona non ha espresso disaccordi con le mie opinioni (in materia, ad esempio, di pace o di definizione degli obiettivi collettivi), ma ha ripetutamente, pubblicamente ed in occasioni solenni tentato di associare la mia persona a generici e non definiti “poteri forti”. Non si tratta, ripeto, di divergenza di opinione, ma del tentativo – ovviamente del tutto infondato, immotivato ed indimostrato – di gettare discredito sulla mia persona, per la quale parlano oltre quaranta anni di comportamenti e di coraggiosa esposizione civile in difesa di valori e fatti che a me apparivano coincidere con il bene pubblico e l’interesse collettivo. E ciò anche quando la mia azione civile avesse potuto contrastare proprio i “poteri forti” indicati dall’Avv. Celona. È curioso che Ella ritenga consentito costruire fantasiose dietrologie tendenti a delegittimare figure politiche con responsabilità istituzionali, mentre al tempo stesso considera minacciosa e intollerante l’opinione di chi pensa che questo tentativo possa essere connesso al mio mancato apprezzamento per la massoneria. La libertà di espressione e di critica ha forse un unico senso di marcia? Ha, peraltro, chiesto all’avv. Celona a quali “poteri forti” fa riferimento e su quali fatti basa le sue opinioni? O gli appartenenti alla massoneria sono svincolati dalla necessità di portare motivi alle loro argomentazioni?

Non credo risulti, negli annali delle inaugurazioni dell’anno giudiziario, che l’alto scranno della cattedra del Tribunale sia stato utilizzato per attaccare il Sindaco della città. Ancor più grave la sensazione che tale attacco venga effettuato nel tentativo di ottenere una specifica soluzione ad un annoso problema della città, certamente non imputabile alla giovane esperienza amministrativa della mia Giunta Municipale. Non potendomi esimere dal tentativo di ristabilire l’equilibrio dei fatti per evitare distorte percezioni dell’opinione pubblica, ribadisco che non è mia intenzione alimentare alcuna polemica, e confermo la più ampia disponibilità a confrontarmi con chiunque ed a valutare senza pregiudizi le soluzioni concrete al problema posto. Devo anche riaffermare che, nell’assumere la piena responsabilità che compete al mio ruolo, cercherò anche in questo caso di agire nell’interesse della città, libero da ogni forma di pressione, da chiunque promanante. Perché l’unica cosa che non posso tollerare è l’intolleranza". 




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