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DOPO LE DIMISSIONI DI LETTA INIZIA IL TOTO-MINISTRI


"Al Quirinale a rassegnare le dimissioni al Capo dello Stato. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. 'Ogni giorno come se fosse l'ultimo' aveva twittato Letta citando Seneca. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha rassegnato nelle mani del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le dimissioni irrevocabili che non prevedono un passaggio parlamentare. Nella nota diffusa dal Colle, si precisa che ''Il Presidente del Consiglio ritiene a questo punto che un formale passaggio parlamentare non potrebbe offrire elementi tali da indurlo a soprassedere dalle dimissioni, anche perché egli non sarebbe comunque disponibile a presiedere governi sostenuti da ipotetiche maggioranze diverse''.

Le consultazioni inizieranno oggi pomeriggio alle ore 17.00 con il Presidente del Senato, Pietro Grasso e alle 17.45 con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e si concluderanno nella giornata di domani. Il Colle sottolinea l'esigenza di una ''soluzione efficace'' per rispondere ''all'urgenza delle riforme istituzionali, della legge elettorale e della delicata fase economica''.

Intanto Matteo Renzi, il "demolition man", così definito dal Financial Times, potrebbe ricevere in tempi brevi da Napolitano l'incarico di formare il nuovo esecutivo, e nel congedarsi da Firenze dice: "E' uno fra i momenti più belli negli ultimi 5 anni", durante una cerimonia a Palazzo Vecchio mentre già impazza il toto-ministri. Secondo fonti saranno non più di 12 i componenti della nuova squadra. Angelino Alfano potrebbe restare al governo, come vicepremier, confermando il ruolo del Nuovo Centrodestra nella maggioranza. Vittorio Colao, attuale amministratore delegato di Vodafone è in corsa per la casella dello Sviluppo Economico insieme al renziano Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica. Lucrezia Reichlin - economista di fama internazionale e gradita al Colle - potrebbe sedersi sulla sedia che fu di Quintino Sella, al ministero dell'Economia. Maria Elena Boschi - attualmente nella segreteria del Pd - potrebbe occuparsi delle Riforme Istituzionali. Lo scrittore Alessandro Baricco è in lizza per la Cultura. Il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti è dato tra i papabili per il dicastero delle Politiche Agricole. Smentite le voci che davano il presidente della Camera Laura Boldrini pronta a lasciare Montecitorio per il governo. Quasi certamente la responsabile della Farnesina resterà Emma Bonino anche per garantire la continuità delle relazioni internazionali chiesta dal presidente Napolitano. Cambio alla Pubblica Istruzione: al posto di Maria Chiara Carrozza,  dovrebbe andare la segretaria di Scelta civica, Stefania Giannini. Probabile ministro del Lavoro, Tito Boeri. Al Viminale potrebbe andare Dario Franceschini. Mentre Graziano Delrio dovrebbe essere sottosegretario alla presidenza del Consiglio.  Ma "tutto è ancora incerto", ripetono i renziani. Nel frattempo, il Parlamento sospende i lavori.




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