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giovedì 13 febbraio 2014

DOMANI LE DIMISSIONI DI LETTA DA PREMIER


Domani il premier Enrico Letta andrà al Quirinale per dimettersi: "A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". La direzione del Pd ha approvato il documento che chiede una "fase nuova, con un nuovo esecutivo" con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti. Il consiglio dei ministri resta confermato per domani mattina alle 11,30 a Palazzo Chigi, subito dopo il premier Enrico Letta potrebbe raggiungere il Quirinale. 

E le dimissioni di Enrico Letta sono la breaking news nel mondo: dalla agenzia France Presse al Financial Times, passando per El Pais e altri grandi media europei e mondiali. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha cancellato una visita ufficiale in Gran Bretagna, prevista per il 24-25 febbraio prossimi. Lo scrive il Financial Times online. Questo governo "viene fatto cadere in esito allo scontro interno al Pd". Così il leader di Ncd, Angelino Alfano, in conferenza stampa. Se nel nuovo esecutivo "non si avranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze noi diremo no alla nascita del nuovo governo". ''Per noi non sarà un governo politico", aggiunge il leader di Ncd. Dopo aver ascoltato l'intervento di Matteo Renzi alla Direzione del Pd, Angelino Alfano e i ministri di Ncd (Lupi, Quagliariello e Lorenzin), avevano raggiunto Letta a Palazzo Chigi. "O si fanno grandi cose o per fare le piccole cose è meglio andare a votare": così Angelino Alfano in una conferenza stampa a Palazzo S.Chiara. "Non siamo innamorati della durata di una legislatura fino al 2018", ha aggiunto Alfano. "Il governo avrebbe meritato parole più generose dal Pd. Mi sento in dovere di coscienza di spendere rispetto a questa esperienza di governo parole più generose di quelle sentite nella Direzione del Pd".  

"Non faremo processo al governo, ma siamo in condizioni di aprire una pagina nuova", così Matteo Renzi nel suo intervento alla direzione Pd. "La direzione del Pd ringrazia il premier per il notevole lavoro svolto alla guida del governo". Il segretario illustra le due strade davanti al Pd. "La strada delle elezioni ha una suggestione e un fascino". "L'altra, quella di un nuovo governo, è una scelta azzardata ma può avere senso se hai il coraggio di dire alle realtà europee che l'obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole a partire da una burocrazia opprimente". "Se l'Italia chiede un cambiamento radicale o questo cambiamento lo esprime il Pd o non lo farà nessuno. Vi chiedo tutti insieme di uscire dalla palude".

"Voglio chiedere a Enrico Letta di non farci arrivare a un voto" sul documento presentato da Matteo Renzi. Così Stefano Fassina nel suo intervento alla direzione Pd. "Vorrei qui ringraziarlo - è il suo messaggio al premier - e chiedergli un ultimo atto di generosità verso il partito".

Silvio Berlusconi incontrerà nella sede del partito a piazza San Lorenzo in Lucina i big di Fi per fare il punto della situazione alla luce dell'evoluzione della situazione politica.

"Fare previsioni fino al 2018 mi pare molto azzardato". Lo dice il cofondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio, al termine della sua visita a Roma. "Vedo un quadro di forte instabilità come dimostrato in questo primo inizio d'anno con forze politiche che si separano e liti interne ai partiti", ha aggiunto.

"Osservo, penso ma non do giudizi. Guardo dalla finestra già da un pezzo. Faccio gli auguri al Paese che ne ha tanto bisogno ma ricordiamoci che ci vuole un accordo con l'Ue perché da soli non ce la facciamo". Così Romano Prodi rispondendo sul governo all'ambasciata francese per ricevere la Gran Croce della Legion d'Onore.


Ultima mediazione per evitare la resa dei conti in direzione tra Letta e Renzi. Nell'incontro, spiegano fonti parlamentari, il portavoce della segreteria Pd Lorenzo Guerini e il capogruppo Luigi Zanda avrebbero spiegato al premier che Renzi è pronto a far suo "Piano Italia" se Letta accetta il ministero dell'Economia. Nell'incontro, sempre secondo fonti parlamentari, il premier non avrebbe preso posizione.



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