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THE DAY AFTER TARES A MESSINA


Una buona parte dei messinesi, circa 3.000, ieri è scesa in piazza a manifestare contro la Tares. La Piazza Unione Europea era gremita di così tanta gente che, per un attimo, abbiamo pensato di avere un déjà vu! L'ultima volta, infatti, che la piazza, dove troneggia Palazzo Zanca, era stracolma di persone risale a non molto tempo fa, quando fu eletto il sindaco di Messina, Renato Accorinti. Ma, mentre allora si festeggiava la vittoria di colui che si definiva l'anti-politica per eccellenza e nel quale, molti messinesi, avevano riposto le loro speranze per fare risorgere questa città vessata, per troppi anni, da una politica clientelare adesso, invece, si manifestava contro quel tributo giudicato iniquo per come è stato formulato in Consiglio Comunale. Una protesta trasversale quella di ieri che ha visto in piazza persone comuni e senza alcun colore politico, malgrado qualcuno abbia insinuato che la manifestazione sia stata pilotata e strumentalizzata da chi vuole affossare questa Giunta. Certo, qualche politico si è palesato tra la folla, come l'ex candidato a sindaco di Messina, Felice Calabrò che perse clamorosamente al ballottaggio con Renato Accorinti. Una sconfitta che ancora brucia per i detrattori dell'attuale sindaco che hanno presentato due ricorsi contro la sua elezione sui quali il Tar si esprimerà il prossimo 30 gennaio. Eppure, anche Calabrò, in una conferenza stampa di qualche giorno fa disse che, pur apportando qualche modifica sui calcoli e la sospensione della Tares, i cittadini messinesi dovranno comunque pagarla per evitare il dissesto. Su quest'ultimo passaggio, dunque, si trova in linea con il ragionamento del sindaco Accorinti che ha sempre affermato di aver preso la decisione di far pagare questo tributo sul quale, ricordiamo, il Governo ha lasciato libertà ai Comuni sulla sua applicazione e sulle relative aliquote, proprio per evitare il dissesto. 

Ma i messinesi non ci stanno e dicono "meglio il dissesto allora, piuttosto che far gravare il peso sulle nostre spalle". Accorinti, però, è irremovibile sia sul tema Tares sia sul bio-stabilizzatore che dovrebbe sorgere in una splendida frazione di Messina, Pace che è, oltretutto una Z.P.S. Zona a Protezione Speciale sulla quale, non si potrebbe fare una discarica. Al riguardo, il sindaco Accorinti non ha intenzione di rivedere la sua decisione, malgrado l'opposizione dei Verdi, rappresentati a Messina dalla segretaria provinciale Raffaella Spadaro e l'esposto presentato dall'ambientalista Anna Giordano del WWF, poichè afferma che il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha destinato, per l'impianto che dovrebbe sorgere a Pace, la cifra di 20 milioni di Euro. Una somma che, secondo Accorinti, non va assolutamente persa e che servirà per una giusta causa, ovvero far pagare ai cittadini, nei prossimi anni, una tassa sui rifiuti meno esosa. 

Purtroppo, non è possibile salvare capra e cavoli e così, se oggi Sparta piange per la Tares, domani Atene non riderà di certo per la discarica che inquinerà l'aria e i polmoni. Una scelta obbligata, secondo la Giunta, solo che non ci aspettava questa opzione da chi ha sempre lottato per l'ambiente. Così come non ci si aspettava di trovare ieri la "casa dei cittadini", ovvero Palazzo Zanca, così come la chiamò Accorinti quando venne proclamato sindaco dicendo rivolto ai messinesi "da oggi questa è la vostra casa" e tolse i tornelli, chiusa, ingiustamente chiusa, assurdamente chiusa!!! Eppure, l'amministrazione comunale sapeva di questa manifestazione presentata in conferenza stampa dai vari comitati che l'hanno organizzata come L'Altra Messina Comitato 12 Gennaio che oggi si dolgono per l'assenza del primo cittadino malgrado, quest'ultimo, avesse assicurato la sua presenza. I messinesi, però, hanno potuto vedere il sindaco Accorinti, ai microfoni dell'emittente locale R.T.P., ribadire la sua posizione. 

Peccato che ci saremmo aspettati tutti di vedere in piazza, a protestare insieme ai cittadini, colui che rappresentava per Messina l'emblema della contestazione, seppur pacifica, Renato Accorinti. Così come pacifica è stata la manifestazione di ieri, e alcuni fatti vanno ascritti solo all'educazione di alcuni individui. Riguardo poi a colpe presunte sull'attuale crisi in cui versa il Comune di Messina, il Comitato 12 Gennaio dice in una nota: "Ai cittadini riuniti spontaneamente ieri mattina non interessa di chi siano le colpe politiche presenti e passate, vuole invece che vengano risolti i problemi per via di un regolamento contraddittorio. I cittadini vogliono pagare la Tares ma a condizione che sia equa e giusta. Se il sindaco e la giunta non dovessero accogliere le richieste che saranno proposte attraverso un manifesto che reca già oltre mille firme - prosegue la nota - il Comitato impegna il Consiglio Comunale a deliberare la sospensione immediata della prima rata della Tares e comunica, sin d’ora, l’intenzione di invitare i cittadini a partecipare alla prossima seduta di Consiglio Comunale. Si comunica, inoltre, che nei prossimi giorni proseguirà la raccolta delle firme allegate al “manifesto” da presentare al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale". 

L'Altra Messina si dice "orgogliosa della riuscita della manifestazione ma non soddisfatta della risposta del sindaco di Messina che, in una conferenza stampa, ha detto ai messinesi che sbagliano indirizzo protestando in Piazza del Municipio e demanda la protesta a chi sta più in alto. Poichè l'Altra Messina ritiene che in una città nessuno stia più in alto del sindaco e che il problema possa essere risolto dal Sindaco e dalla sua Giunta affrontando immediatamente lo smaltimento rifiuti; vibratamente chiede l'immediata risoluzione del problema rifiuti e la sostanziale revisione delle cartelle relative a questa tassa".

A fine manifestazione tanti erano i volantini lasciati per terra insieme a bollette strappate da alcuni cittadini in segno di protesta. Hanno voluto lasciare un segno tangibile del loro passaggio a chi, in una domenica qualunque, ha fatto trovare i cancelli chiusi di quella che doveva essere anche la loro "casa" così come promesso da un sindaco che voleva cambiare Messina dal basso!

E mentre la delusione serpeggia tra coloro che hanno votato e sostenuto Renato Accorinti, il primo cittadino non ci sta e, dichiarandosi non colpevole dell'attuale situazione rifiuti a Messina, demanda il tutto alla cattiva gestione di chi ha governato, negli anni passati, la città dello Stretto. 

"In medio stat virtus - La verità sta nel mezzo" recita un'antica locuzione latina e noi, nell'attesa di trovare un presunto colpevole abbiamo attribuito, ironicamente, la colpa all'imputato principale: il sacchetto della spazzatura!







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