TEATRO PALLADIUM - SI DIMETTE SCAGLIA: "MARINO FACCIA IL CICLISTA E NON IL SINDACO"

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Romaeuropa, al seguito dei tagli economici ricevuti nel mese di novembre 2013 e dell'incertezza relativa ai finanziamenti pubblici locali per il 2014, conferma la decisione di cancellare la sua stagione 2014 del Teatro Palladium". Saranno mantenuti solamente lo spettacolo di Emma Dante "Le sorelle Macaluso" dal 29 gennaio al 9 febbraio, le due collaborazioni con il Teatro di Roma: "Il ritorno a casa" regia di Peter Stein dal 14 al 26 gennaio e "Journal d’un corps" di Daniel Pennac dal 19 al 23 marzo nonchè gli spettacoli del RomaEuropa Festival 2014 dal 22 settembre al 30 novembre”.

Questa decisione, come spiega la Fondazione: “Si rende necessaria nonostante i risultati ottenuti dalle ultime attività della fondazione che, in una stagione particolarmente difficile per le attività culturali, ha registrato più di 77.741 presenze tra stagione Palladium 2013, 'Romaeuropa Festival 2013', 'Digital Life' e attività collaterali presso la sede dell'Opificio Telecom Italia".

Il Presidente del Municipio Roma VIII, Andrea Catarci e Claudio Marotta, Assessore alla Cultura del Municipio Roma VIII dicono: "La decisione della Fondazione Romaeuropa di annullare la programmazione 2014 a fronte dei mancati stanziamenti è un segnale preoccupante e porta alla ribalta, una volta di più, l’incapacità delle Istituzioni locali e della politica nazionale nel sostenere iniziative culturali di prim’ordine. Tutti assorti nel mantra finanziario del rigore di bilancio e delle incompatibili compatibilità del patto di stabilità, si diventa impotenti, o peggio disinteressati, di fronte al rischio concreto di cancellare un luogo di avanguardia culturale. Non siamo allarmati solo per la proposta artistica che Roma perderà, ma anche e soprattutto per le maestranze che pagheranno il prezzo più caro perdendo il lavoro. Il Municipio Roma VIII è deciso a far la propria parte per difendere un bene comune del nostro territorio e di tutta la città come il Teatro Palladium. A tutti gli altri soggetti in campo, dall’Università Roma Tre alle Istituzioni locali di tutti i livelli, chiediamo di fare altrettanto e di salvare la stagione attuale e il futuro del Teatro Palladium." 

Franco Scaglia rassegna le proprie irrevocabili dimissioni, con decorrenza immediata, dall’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Teatro di Roma. In una intervista rilasciata a Anna Bandettini giornalista e vicecaporedattore della Sezione Spettacoli di Repubblica, Franco Scaglia lancia delle pesanti accuse al sindaco Ignazio Marino: “Qui non ci sto un giorno di più. Con questa amministrazione comunale non è bello lavorare né collaborare. Mostra una mancanza di rispetto totale. Me ne vado perché sono offeso, profondamente offeso per come il sindaco Marino ha trattato me e l’istituzione che presiedo. Questa giunta mi ha totalmente deluso. Non hanno fatto altro che mostrare disinteresse per il teatro. In sei mesi il sindaco qui al Teatro di Roma non ha mai messo piede. Di più, non ci siamo mai incontrati. Le sembra normale un sindaco che non si perita nemmeno di informarsi dello stato di una delle istituzioni della sua città? Alemanno almeno ogni tanto lo sentivo: era un sindaco che aveva idee opposte alle mie ma questo lo devo dire, si faceva sentire e così il suo assessore. Questi non sanno cosa sono le istituzioni. Si sapeva che il sindaco aveva in mente Alessandro Gassmann per la direzione. Non so se ha messo da parte questa idea, ma sicuramente non andava verso una progettualità più ampia. Marino dovrebbe fare il chirurgo non il sindaco. Il ciclista, non il sindaco. Quello non lo sa fare. Gli auguro di fare bene il ciclista che fa meglio del sindaco”.

“È mesi che stanno pensando al nuovo CdA - prosegue Scaglia - Mi chiedo se governassero cosa accadrebbe. Ma quanto tempo ci vuole? Non considerano la gravità della situazione in cui versiamo. Il Comune si sa che taglierà i conributi del 10 per cento, la Regione non si sa e ancora non ha estinto il debito degli anni passati. Gli altri teatri stanno giò decidendo le prossime stagioni, qui non c’è nemmeno un direttore. Noi non abbiamo voluto lavorare alla stagione per una questione di cortesia, per lasciare ai nostri successori la libertà di decidere. L’unico lascito sarà la ripresa di "Le voci di dentro" con la regia di Toni Servillo, il miglior incasso della stagione scorsa, andato così bene che è giusto riprenderlo”.


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