PREFETTURE SICILIANE VIETANO MANIFESTAZIONI VIOLENTE DEI FORCONI - INTERVIENE D'ALIA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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PREFETTURE SICILIANE VIETANO MANIFESTAZIONI VIOLENTE DEI FORCONI  - INTERVIENE D'ALIA

PREFETTURE SICILIANE VIETANO MANIFESTAZIONI VIOLENTE DEI FORCONI - INTERVIENE D'ALIA

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Il clima si fa incandescente per l'ennesimo blocco del Movimento dei Forconi guidato da Mariano Ferro che dice di andare avanti con la protesta malgrado ieri l'Aias abbia fatto marcia indietro. “Lo sciopero non sarà revocato. - dice il leader dei Forconi - Noi lo attueremo. Ieri sera ci è arrivata la comunicazione da parte delle Prefetture di Catania, Ragusa, Siracusa e Messina che dice che ci è vietato tutto. Siamo disponibili a farci arrestare, qualche migliaio di persone potrebbero darsi fuoco mettendo la benzina davanti alle Prefetture. Stiamo riflettendo sul da farsi”. 

Frasi che hanno creato apprensione e che hanno costretto il ministro Gianpiero D’Alia a chiedere l’intervento del Vicepremier Angelino Alfano: “Il linguaggio eversivo, le minacce e le scritte inneggianti alla mafia che accompagnano le manifestazioni dei Forconi in Sicilia non possono essere catalogate come protesta: sono pura violenza che come tale va perseguita. Chiedo al ministro dell’Interno Angelino Alfano di intervenire prima che la situazione diventi fuori controllo per individuare e punire duramente quanti pensano di trasformare una manifestazione di autotrasportatori in un’azione di sabotaggio dello Stato e di recrudescenza mafiosa” - conclude D'Alia. 

Le scritte a cui si riferisce il ministro sono quelle apparse oggi, secondo questo articolo, in un cartello all'ingresso di un consorzio di autotrasportatori della Fita-Cna a Campobello di Licata, nell'Agrigentino, che si è opposta ai blocchi dei Forconi. Nel cartello c'è scritto "Viva la mafia, viva i forconi. Questa è la rivoluzione che farà libera la Sicilia. Attaccheremo lo Stato" e prosegue con una frase shock "non fate uscire i mezzi nel giorno della rivoluzione perché vi pesteremo a sangue fino a farvi morire". 



A.D.P.

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