IMPIANTO DI PACE - IL PCL E GLI AMBIENTALISTI CONTRO LA GIUNTA ACCORINTI


"Disastro ambientale, disastro sociale: questo è il bilancio della Giunta Accorinti" secondo Giacomo Di Leo, coordinatore provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori, il quale, in un comunicato stampa, denuncia che: "La realizzazione dell'impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti di Pace a Messina, è un business da 20 milioni di euro. Come Partito Comunista dei Lavoratori contrastiamo questa scelta in quanto ricade in una Zps, zona a protezione speciale, in cui è vietata l'apertura di nuove discariche dal D.M. del 17-10-2013 e vicino al centro abitato. e secondo molti tecnici non dà garanzie di sicurezza per il percolato e l'accumulo di indifferenziati".

L'assessore all'Ambiente Daniele Ialacqua e l'intera Giunta  - si legge ancora nel comunicato - rinnegano rispettivamente il loro passato e le loro promesse, che tante aspettative di cambiamento avevano suscitato. Questo fallimento della Giunta Accorinti è stato già annunciato nelle misure precedenti (stangata sociale della Tares, accordo-beffa sull'attraversamento dei Tir in città con il gruppo Franza, dismissioni del patrimonio pubblico, si veda vicenda della ex scuola di Paradiso negata agli sfrattati, già potenzialmente in vendita, la mensa tolta ai bambini poveri...)".

"Pertanto, il Pcl (Partito Comunista dei Lavoratori) chiede a tutte le forze delle sinistre politiche e sociali (Prc, Verdi, Pdci, Sel, Ambientalisti) di rompere con la Giunta Accorinti e passare all'opposizione, per costruire una vera alternativa di classe, un governo dei lavoratori con tutti i soggetti sociali oppressi, che risolva realmente i loro problemi sociali ( casa, lavoro, sanità, trasporti ecc). Solo così saranno salvaguardate la salute e l'ambiente, ancora oggi in pericolo".

Contro la realizzazione dell’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti di Pace, per il quale la Regione Siciliana ha pubblicato un bando europeo da 20 milioni di euro verrà presentato un esposto in Procura da Wwf e Man come dichiarato dall'ambientalista Anna Giordano alla Gazzetta del Sud: "La ragione è semplice, i decreti regionali hanno profili di illegittimità evidenti che non possono essere ignorati. E non possono non essere tenuti in considerazione dall’amministrazione comunale". La Giordano si dice particolarmente delusa dal sindaco di Messina Renato Accorinti e dall’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua, con i quali ha condiviso molte battaglie: "L’amarezza è doppia, perché un progetto che, per ragioni certamente diverse da quelle ambientaliste, era stato sepolto dal vecchio sindaco, viene “resuscitato” in appena sei giorni da quello nuovo". Al centro di tutto, il fatto che la discarica dovrebbe sorgere in piena Zps, Zona a protezione speciale. Un’area protetta per la quale è vero, sono possibili delle deroghe, ma "in base a valutazioni d’incidenza dettagliate, non semplici screening come quello che è stato fatto per l’impianto di Pace". 


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