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domenica 10 novembre 2013

TIFONE FILIPPINE - HAIYAN DISPIEGA LE SUE ALI E SI DIRIGE VERSO IL VIETNAM


Sono centinaia le persone disperate che si sono date ai saccheggi per procurarsi cibo, medicinali ed altri generi di prima necessità, dopo il passaggio del super tifone Haiyan che ha portato distruzione e morte nell'arcipelago delle Filippine. Haiyan deve il suo nome alla procellaria, che è un uccello grande, nero e bianco, che vola sfiorando le onde e nidifica sulle scogliere.

Erano circa 50 anni che non si vedeva un tifone così, ed è stato un caso altrettanto raro che il tifone Haiyan sia ''atterrato'' in una zona densamente popolata: sono queste le caratteristiche che hanno creato un evento straordinario e tragico. ''E' un tifone di categoria 5, un evento portentoso della natura'', osserva Alfonso Sutera, del dipartimento di Fisica dell'Università Sapienza di Roma.

Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council (Ndrrmc), le famiglie colpite sono 944.586, pari a 4,28 milioni di persone. Un alto responsabile della polizia locale, Elmer Soria, ha parlato di 10.000 morti solo nella regione di Leyte ma resta difficile fare stime dato che molti villaggi sono completamente isolati. 

L'Unicef, esprimendo preoccupazione, rileva in una nota che più del 40% dei 4 milioni di persone coinvolte sono bambini e ragazzi sotto i 18 anni di età e lancia un allarme al mondo per un sostegno che consenta di rispondere alle esigenze di tutti i bambini e delle famiglie colpite con interventi salva-vita come la fornitura di farmaci essenziali e forniture alimentari, acqua potabile e kit igienici.


Una vera e propria ecatombe: interi villaggi sono stati rasi al suolo, abitazioni distrutte, vetture rovesciate per strada, alberi e pali elettrici piegati dal vento e dalle inondazioni, linee telefoniche e internet in tilt in molte aree anche a causa dei blackout. Raccontano i sopravvissuti: "Siamo stati sommersi dall'acqua, per ore sballottate dai venti terribili, mentre il buio ci avvolgeva. Poi siamo riusciti a vedere la terra, era la spiaggia, piena di cadaveri".

Nelle periferie di Tacloban, dove le vittime sono centinaia, i superstiti entrano nelle case, razziano ciò che trovano per fare scorta. E' stato assaltato e saccheggiato anche un convoglio di camion carichi di aiuti che si trovava a 20 chilometri da Tacloban, ha reso noto il capo della Croce Rossa, Richard Gordon. Un uomo ha raccontato ai media internazionali di essere riuscito, in mezza giornata, a riempire il suo zainetto di spaghetti, lattine di birra, sapone, biscotti e dolci: "Il tifone ci ha strappato la dignità, ma sono tre giorni che non mangio". 

Intanto, cresce la paura in Vietnam dove l'arrivo del supertifone è previsto per lunedì mattina, 24 ore dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. ''Abbiamo evacuato più di 174.000 case, cioè più di 600.000 persone'' - ha annunciato il ministero vietnamita per il controllo delle inondazioni e dei nubifragi. Ma 200.000 sono state autorizzate a rientrare nello loro case a causa di un cambiamento di traiettoria del tifone. Haiyan si è indebolito nel passaggio attraverso il mar della Cina del Sud. Dovrebbe essere retrocesso alla categoria 1, che prevede venti fino a 130 chilometri orari, quando toccherà la costa del Vietnam domani mattina. 

Subito è scattata la mobilitazione internazionale, dall'Unione Europea al Programma alimentare mondiale dell'Onu (Pam), per far arrivare rifornimenti di emergenza agli sfollati, che sono centinaia di migliaia. La Commissione europea ha stanziato 3 milioni di euro per le Filippine colpite dalla furia del tifone Hayan. 

Il premier britannico David Cameron ha telefonato al presidente della Repubblica delle Filippine, Benigno Aquino, annunciando aiuti dal Regno Unito per sei milioni di sterline (7,2 milioni di euro).

Gli Stati Uniti invieranno elicotteri, aerei, navi e attrezzature per le ricerche e il salvataggio in aiuto alle Filippine, lo ha annunciato in un comunicato il Pentagono.

Papa Francesco all'Angelus ha espresso "vicinanza" alla popolazione colpita e ha invitato i fedeli alla preghiera per le vittime del tifone nelle Filippine.



A.D.P.



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