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PENTITO DI MAFIA:GEN. DALLA CHIESA UCCISO PER ORDINE DI CRAXI E ANDREOTTI


"I politici a Riina prima gli hanno fatto fare le cose, poi l'hanno mollato. Prima ci hanno fatto ammazzare Dalla Chiesa i signori Craxi e Andreotti che si sentivano il fiato addosso. Poi nel momento in cui l'opinione pubblica è scesa in piazza i politici si sono andati a nascondere. Per questo Riina ha ragione ad accusare lo Stato".

Lo ha detto il pentito Francesco Onorato deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia. "Riina per questo comportamento era arrabbiato - ha aggiunto - e avrebbe ucciso tutti i politici". Il pentito ha parlato di una vera e propria lista con personaggi delle istituzioni che, dopo il maxiprocesso, Riina avrebbe voluto eliminare. "C'erano Vizzini e Mannino, di cui prima in Cosa nostra si parlava bene, i cugini Salvo, Salvo Lima - ha proseguito - Per Vizzini avevamo cominciato i pedinamenti".


"Riina - ha concluso - ha ragione a dire che lo Stato manovrava Cosa nostra. Lui sta pagando il conto, lo Stato no. Tra Cosa nostra e i politici c'è stata sempre connivenza". Onorato ha rivelato anche che Totò Riina voleva assassinare anche Andreotti e suo figlio. Se ne dovevano interessare i capimafia Graviano a Roma, "ma ci furono problemi perchè gli fu rinforzata la scorta". 

"Dopo il maxi-processo - ha raccontato Onorato - una serie di politici vennero contattati da Cosa nostra: tra loro anche Salvo Lima che non si presentò all'appuntamento". A Riina non piacque l'atteggiamento dell'eurodeputato Dc che era nella lista dei politici da eliminare. 

Onorato ha poi aggiunto: "Martelli l'abbiamo fatto diventare ministro. Abbiamo investito anche 200 milioni per finanziarlo e portarlo a diventare ministro della Giustizia perchè si diceva che avrebbe fatto uscire i mafiosi dal carcere". Dopo il maxi-processo Martelli era nella lista dei personaggi da eliminare con politici come Salvo Lima, Andreotti, Carlo Vizzini e Calogero Mannino e imprenditori come Ferruzzi e Gardini. 


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