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giovedì 21 novembre 2013

MARCO COLUMBRO E ENZO IACCHETTI A MESSINA IN "IL VIZIETTO - LA CAGE AUX FOLLES"


Enzo Iacchetti e Marco Columbro sono la nuova coppia protagonista de "Il Vizietto - La Cage aux Folles", il musical firmato Massimo Romeo Piparo in scena il 25 e 26 novembre al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. 

"Il Vizietto", uno degli spettacoli più amati in tutto il mondo, ha già vinto diversi Oscar del Musical a Broadway e a Londra e, dopo una stagione sold-out applauditissima, torna in Italia con lo sfarzo e l'eleganza che si addicono ad un capolavoro del genere. Sul palco 14 uomini che ballano su tacchi a spillo, coreografati dal grande Bill Goodson, e cantano con voce da soprano diretti dal Maestro Emanuele Friello, danno vita, con verve ed energia, ad uno spettacolo di grande impatto e pieno di glamour anni '70 ma sempre in equilibrio sul filo dell'eleganza. Nel cast del musical, mix di trasgressione e classicità, rigore e stravaganza, troviamo anche Russell Russell nel ruolo del bizzarro servitore di colore Jacob e Gianni Fantoni, un esilarante On. Daniel Sant'Ann de Que.

Il musical americano, noto anche con il titolo Piume di Struzzo, ''La Cage aux Folles'' di Jerry Herman (musica e testi) e Harvey Fierstein (libretto) venne portato in scena per la prima volta nel 1983 e replicato per cinque anni consecutivi al Palais-Royal di Parigi con la regia di Arthur Laurents e le coreografie di Scott Salmon. I protagonisti furono interpretati da Gene Barry e George Hearn. Fra le canzoni più popolari di questa produzione meritano menzione The Best of Times e soprattutto I Am What I Am (''sono quel che sono''), un inno alla ''diversità'' (''questo è il mio mondo, / quindi ci voglio un pizzico di orgoglio''), divenuto celeberrimo anche fra il grande pubblico grazie all'interpretazione di numerosi cantanti, in primo luogo per la versione disco di Gloria Gaynor, che ha avuto un ottimo successo di pubblico. La produzione originale del 1983 vinse 6 Tony Award (gli Oscar del Musical), tra cui Miglior musical. Tony Award alla riedizione del 2010 come ''Best Revival''. 


''La Cage aux Folles'' si ispira all’omonima opera teatrale francese di Jean Poiret del 1973, da cui fu tratto nel 1978 il film "Il Vizietto" di Edouard Molinaro con l'indimenticabile attore italiano Ugo Tognazzi nei panni di Jean Poiret mentre, l'attore francese Michel Serrault, doppiato dal grande Oreste Lionello, conservò il proprio ruolo anche nel film che vinse il Golden Globe come migliore film straniero e ricevette due nomination all'Oscar: una per la miglior regia e una per la migliore sceneggiatura non originale. 

La sceneggiatura del musical narra la commovente storia d’amore di una coppia omosessuale ambientata negli anni '70 in uno sfavillante locale notturno per travestiti a Saint Tropez, "La Cage aux Folles" ("La gabbia delle matte" o anche "La gabbia delle checche"), gestito da Renato dove Albin, regina indiscussa della Costa Azzurra, si esibisce come Drag Queen con il nome d'arte "Zazà". La "coppia di fatto" convive da oltre 20 anni insieme a Laurent, figlio di Renato, nato da una fugace relazione eterosessuale con una ballerina. Ma un evento inatteso mette a dura prova il loro tran tran quotidiano quando Laurent annuncia di essersi fidanzato con la figlia di un politico reazionario e ultra-conservatore e segretario del "Partito per un ordine morale" e che, in occasione della visita dei futuri suoceri, desidererebbe che Albin non fosse presente. Ma i due non sono a conoscenza del fatto che un grave scandalo ha colpito il partito e che, per risollevarne le sorti, il padre della ragazza spinge ad organizzare un incontro con i futuri consuoceri,con la speranza di un matrimonio in una famiglia così "perbene". La ragazza, infatti, per ottenere l'approvazione dei suoi genitori, racconta loro che il padre del suo fidanzato è uno stimato diplomatico presso l'Ambasciata Italiana. L'incontro tra le due famiglie avviene a casa di Renato e Albin, con quest'ultimo travestito da donna per fingersi la madre naturale di Laurent. Tra equivoci e doppi sensi la cena si rivela un totale fiasco e i genitori della ragazza, per sfuggire ai giornalisti, saranno costretti a travestirsi. Nonostante tutto il matrimonio avrà luogo regolarmente tra le lacrime di commozione di Albin, 'madre' acquisita del giovane Laurent.


Una commedia esilarante, dunque, con una serie di equivoci che movimentano la vicenda con happy ending e che vede l'atteso ritorno sulle scene per Enzo Iacchetti, il tenero Albin de Il Vizietto: "Questo musical, scritto negli anni Settanta, è di un'attualità incredibile, lo spettacolo fa ridere tantissimo ma al tempo stesso lancia un messaggio veramente importante. Per creare un mio personaggio non ho voluto rivedere né il film né la commedia. Un attore deve essere capace di tirar fuori anche la parte femminile che è in lui ma ragazzi, che fatica due ore sui tacchi!  Io e Columbro siamo due galli in un pollaio che... si prendono sotto braccio!".

Gli fa eco Marco Columbro, nei panni di Renato: "Questo ruolo è una sfida e le sfide mi sono sempre piaciute. Iacchetti poi è un compagno di avventura splendido, ci conosciamo da 25 anni anche se questa è la prima volta che lavoriamo insieme. Sul palco c'è una bellissima intesa, ridiamo dalla mattina alla sera...".


Il regista Massimo Romeo Piparo sottolinea l'importanza di aver scelto per la sua messa in scena due attori eterosessuali: "E' il momento per chi ha fatto scelte di vita più protette di proteggere e difendere chi si batte per l'uguaglianza dei diritti di ciascun individuo. Anche sul palcoscenico dove affrontiamo temi come l'omosessualità e le coppie di fatto in maniera schietta, chiara e divertente".

"Nel musical sono evidenti due grandi questioni del nostro tempo. La politica che attacca gli omosessuali. E gli omosessuali che rispondono con la parola Amore. Questo spettacolo serve anche a far luce sull'amore di cui sono capaci le coppie di fatto, a cominciare da quelle gay. Purtroppo - continua Piparo - le notizie di questi ultimi giorni rendono questo spettacolo tremendamente attuale e urgente. Se ancora oggi un ragazzo di 16 anni si immola per difendere la propria identità, vuol dire che il vizietto dell'Italia bigotta e razzista di essere omofoba, non è ancora risolto. E noi resteremo in scena a inneggiare alla diversità per anni e anni."


A.D.P.



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