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martedì 19 novembre 2013

IL CICLONE CLEOPATRA INVESTE LA SARDEGNA. NOVE I MORTI


Un violento nubifragio ha creato danni e disagi in Sardegna, causando anche diversi black out. Nove le vittime, almeno cinque dispersi ad Olbia, strade e case allagate, centinaia di sfollati, ponti crollati, fiumi esondati, black-out elettrici, disagi alla circolazione, ritardi nei collegamenti aerei e marittimi. Molte scuole oggi resteranno chiuse. 

E' il bilancio, provvisorio, dei danni causati dal ciclone Cleopatra in Sardegna. Un bilancio che potrebbe aggravarsi perché il buio e le zone difficilmente raggiungibili stanno ostacolando i soccorsi. 

La prima vittima è una donna di 64 anni, Vannina Figus, trovata morta nella sua casa allagata a Uras (Oristano), uno dei centri più colpiti dal maltempo. Il marito, invece, è stato tratto in salvo ed è stato ricoverato all'ospedale San Martino di Oristano in ipotermia. Proprio a Uras, decine di famiglie sono state evacuate e trascorreranno la notte nella palestra comunale, così come nella vicina Terralba, dove gli sfollati sono 800.

In Gallura, invece, gli altri dispersi. A Olbia un uomo sui 35 anni ed il figlio, un bambino, sarebbero scomparsi in seguito al crollo di un terrapieno, in località Raica, nella strada che porta a Telti. Piogge incessanti dalla scorsa notte e raffiche di scirocco sino a 100 km all'ora hanno messo in ginocchio tutta l'isola: oltre alla Gallura, Ogliastra, Oristanese e Medio Campidano le zone più colpite. 

La furia dell'acqua ha causato danni ingenti anche alle aziende agricole, con strade rurali spazzate via dai torrenti in piena e centinaia di animali morti. Disagi anche nei trasporti. La nave Tirrenia che doveva partire da Civitavecchia per Cagliari è rimasta in porto e partirà martedì mattina, mentre il treno Olbia-Chilivani, con a bordo 18 viaggiatori, è rimasto fermo alcune ore a causa dell'esondazione del torrente Enas, che ha allagato la sede ferroviaria. 

Il nubifragio ha devastato la Gallura con fiumi di acqua e fango che hanno travolto tutto. La strada provinciale 38 che passa su un terrapieno sulla Olbia-Tempio è stata spazzata via. Si è creata una voragine che ha inghiottito tre auto che stavano transitando in quel momento. Le squadre dei vigili del fuoco sono riuscite a mettere in salvo tre persone, rimaste ferite, mentre altre tre risultano disperse. 

Quattro poliziotti che viaggiavano su un fuoristrada sono finiti sotto un ponte di Dorgali (Nuoro), sulla Provinciale 46 Oliena-Dorgali: tre sono stati salvati e si trovano ora in prognosi riservata. Il quarto, un assistente capo, è morto. 

A Torpè, in provincia di Nuoro, dove hanno ceduto gli argini del rio Posada e l'ondata è arrivata nella parte bassa del paese, un'anziana di 90 anni è stata ritrovata morta nella sua abitazione invasa dall'acqua. 

Altre tre persone sono morte in Gallura, due a Olbia - mamma e figlia ritrovate dentro un'auto travolta dalla furia dell'acqua - e un uomo a Telti, in seguito al crollo di un ponte. 

Tre persone sono morte a causa del crollo del ponte sulla provinciale 38 Olbia-Tempio, in località Monte Pino. Sono marito, moglie e suocera, trovati privi di vita all'interno di un furgone finito sotto il ponte. Le squadre dei soccorritori sono riusciti a estrarre i tre feriti ma non hanno raggiunto gli altri mezzi non solo a causa dell'oscurità ma anche per l'ampiezza del disastro. Si è infatti creata una voragine di 50 metri di larghezza per 50 di profondità. L'intervento nel cratere è quindi estremamente pericoloso anche per la mancanza di compattezza della terra attorno. I vigili hanno confermato che lavoreranno, comunque, tutta la notte per portare a termine il soccorso.

Tutte le squadre della Protezione civile, che aveva diramato questo avviso, dei vigili del fuoco, dei carabinieri, della polizia, del Corpo forestale regionale sono impegnate nella ricerca dei dispersi e nell'assistenza alle persone isolate e che sono state soccorse. 

Solidarietà a Olbia: "Apriamo le case" - Per l'emergenza la città si è mobilitata creando su Facebook un evento "Apriamo le nostre case ai nostri concittadini" dove si mettono a disposizione posti letto per le centinaia di sfollati. 


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