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ERRATA CORRIGE: GIULIA ARENA MISS ITALIA 2013 NON E' NATA A MESSINA


Questa mattina, la maggior parte dei giornali online, ma anche cartacei, titolano che lo scettro di Miss Italia 2013 sia andato a Giulia Arena "messinese" e "siciliana" ma nel suo profilo Facebook, alla voce info leggiamo che la ragazza vive a Messina ma è nata a Pisa, quindi è toscana. A questo punto, ci chiediamo come mai Patrizia Mirigliani, che ha ereditato l'organizzazione dal padre ma non l'infallibile intuito, abbia potuto permettere che una miss della Regione Toscana indossasse una fascia della Regione Sicilia. 

Qualcuno potrebbe obiettare che la Giulia Arena sia arrivata al concorso di Miss Italia con la fascia Miss Cinema Planter's Sicilia e che si sia trasferita a Messina dove vive, ma questo non giustifica nulla perchè la Mirigliani avrebbe dovuto correggere l'errore e farla gareggiare con la fascia della sua appartenenza regionale. Leggiamo anche che la neo-miss ha intenzione di trasferirsi a Milano per studiare. Ebbene, se si fosse presentata al concorso il prossimo anno con quale fascia avrebbe gareggiato? Con quella della Lombardia? E oggi i titoli sarebbero stati diversi: Ha vinto la milanese Giulia Arena. 

Sono i dettagli che fanno la differenza e la poca professionalità mostrata concentrando anche l'evento in un'unica serata su La7, la dice lunga sul divorzio con Rai 1. Per non parlare dell' impacciato trio di presentatori, Massimo Ghini, Cesare Bocci e l'ex Miss Italia 2003 Francesca Chillemi che ci hanno fatto rimpiangere ben altri conduttori di Miss Italia. Un fatto, comunque, è inconfutabile, Giulia Arena è bellissima oltre che intelligente. 

Peccato, però che, alle soglie del terzo millennio le ragazze scelgano, come trampolino di lancio per entrare nel "dorato" mondo dello spettacolo di sfilare, con un costume che sembra lingerie, in una umiliante e mortificante passerella solo "per farsi notare". Relegandosi, quindi, consapevolmente, ad un ruolo subalterno di donna oggetto nei confronti del maschio dominante che, pur di affermare la propria supremazia, è disposto anche ad annientarle fisicamente allungando, così, la scia dei femminicidi. 

Bene ha fatto la Presidente della Camera, Laura Boldrini che, dopo la scelta della Rai di non mandare in onda il concorso di bellezza, aveva commentato: ''Una scelta moderna e civile. Solo il 2% delle donne in tv parla, il resto è muto e svestito". E giudicando la pubblicità sessista dove il "corpo della donna è usato per pubblicizzare viaggi turistici, yogurt, computer" la Boldrini aveva ribadito che bisogna uscire fuori da vecchi stereotipi. 




Antonella Di Pietro


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